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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

Legge dei 17 maggio 1989, n. 154 con le successive modificazioni

 

RAPPORTO DELLO STATO CON LA CHIESA CATTOLICA

 

Il Parlamento della Repubblica Polacca:

- in adempimento dell'obbligo stabilito dalla costituzione della Repubblica,

- in conformità con i principi accolti nella Carta delle Nazioni Unite, nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, nel Patto internazionale sui diritti civili e politici, nell'Atto Finale della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa e nella Dichiarazione sull'eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o la convinzione,

- avendo per fine il bene della persona umana e la necessità di collaborazione di tutti i cittadini per lo sviluppo del Paese, per la sicurezza della nazione e dello Stato, stabilisce quanto segue:

 

PARTE PRIMA

LA CHIESA CATTOLICA E LA REPUBBLICA POLACCA

 

Capitolo 1

Disposizioni generali

 

a. 1. La Chiesa cattolica, in seguito nominata "Chiesa", opera nella Repubblica Polacca in tutti ì suoi riti.

a.2. La Chiesa si governa al suo interno con il proprio diritto, esercita liberamente la propria autorità ecclesiastica e la propria giurisdizione e si autogoverna.

a.3.1. La presente legge fissa principi del rapporto dello Stato con la Chiesa, compresa la sua situazione giuridica e patrimoniale.

2. Nelle questioni riguardanti la Chiesa, non regolate dalla presente legge, si applicano le disposizioni generali vigenti, in quanto non contrastino con le conseguenze dei principi di cui al par. 1.

a.4.1. La Commissione congiunta dei rappresentanti del Governo della Repubblica Polacca e della Conferenza episcopale polacca, composta dai loro rappresentanti autorizzati, in numero corrispondente su base paritetica, di seguito chiamata "Commissione congiunta", esamina i problemi legati allo sviluppo dei rapporti fra lo Stato e la Chiesa come pura le questioni di interpretazione della presente legge e della sua applicazione

2. La disposizione di cui al par. 1 non pregiudica la competenza degli organi dello Stato e degli organi della Chiesa, come pure la competenza della S. Sede.

 

Capitolo 2

Le persone giuridiche della Chiesa e i loro organi

 

a.5.1. All'interno della struttura organizzativa della Chiesa rientrano le persone giuridiche di cui agli a.6-10.

2. Ogniqualvolta che nella legge si parla dell'autorità ecclesiastica si intende con ciò l'organo della competente persona giuridica ecclesiastica.

a.6.1. La Conferenza episcopale polacca è la persona giuridica a livello generale nazionale.

2. Sono organi della Conferenza episcopale polacca:

la Presidenza della Conferenza episcopale polacca

il Consiglio centrale della Conferenza episcopale polacca

il Segretario della Conferenza episcopale polacca

3. Nelle questioni patrimoniali la conferenza episcopale è rappresentata dalla sua presidenza. Per la presentazione di istanze può essere autorizzato ciascuno dei suoi membri.

a. 7. 1. Sono persone giuridiche le seguenti istituzioni territoriali della Chiesa:

le sedi metropolitane,

le archidiocesi,

le diocesi,

le amministrazioni apostoliche,

le parrocchie.

2. Sono ugualmente persone giuridiche:

le chiese rettorali (rettorati),

la Caritas polacca,

3) la Caritas diocesana,

4) la Pontificia Opera missionaria.

3. Sono organi delle persone giuridiche di cui ai par. 1 e 2:

1) per la sede metropolitana di Gnezno, il metropolita di Gniezno primate di Polonia, per le

altre sedi metropolitane, il metropolita,

2) per l'archidiocesi, l'arcivescovo archidiocesano o l'amministratore della archidiocesi,

3) per la diocesi, il vescovo diocesano o l'amministratore diocesano,

4) per l'amministrazione apostolica, amministratore apostolico,

5) per la parrocchia, il parroco o l'amministratore parrocchiale,

6) per la chiesa rettorale, il rettore,

7) per la Caritas polacca, il direttore,

8) per la Caritas diocesana, il direttore,

9) per la Pontificia Opera missionaria, il direttore nazionale.

4. Ogni qualvolta che nella legge si usa il termine "vescovo diocesano", si intende con ciò l'organo delle persone giuridiche di cui al par. 3, p. 2-4.

a.8.1. Sono persone giuridiche le seguenti istituzioni personali della Chiesa:

l'Ordinariato militare,

i capitoli,

le parrocchie personali,

4) la Conferenza dei Superiori maggiori degli ordini religiosi maschili,

5) la Conferenza delle Superiori maggiori degli ordini religiosi femminili

6) gli istituti di vita apostolica; questi istituti e associazioni in seguito sono chiamati "religiosi",

7) le province degli ordini religiosi,

8) le abbazie, i conventi esenti e le case religiose,

9) i seminari ecclesiastici diocesani maggiori e minori,

10) i seminari ecclesiastici religiosi maggiori e minori, qualora, ai sensi delle regole di un dato ordine, abbiano un carattere autonomo.

2. Organi delle persone giuridiche di cui al par. 1 sono:

per l'Ordinariato militare, l'ordinario militare,

per i capitoli, il preposto o il decano,

3) per le parrocchie personali, il parroco o l'amministratore parrochiale

4) per le Conferenze dei superiori maggiori degli ordini religiosi, il presidente (la

presidente) della consulta dei superiori maggiori degli ordini religiosi,

5)per gli ordini religiosi, il superiore (la superiora) dell'ordine religioso,

6) per le province religiose, il superiore (la superiora) provinciale,

7) per le abbazie, l'abate (il superiore),

8) per i conventi esenti e per le case religiose, il superiore (la superiora),

9) per il seminario ecclesiastico maggiore, il rettore,

10) per il seminario ecclesiastico minore, il direttore

3. Gli organi delle persone giuridiche degli ordini religiosi possono usare altre denominazioni, in conformità alla tradizione di una data persona giuridica.

a.9.1. Sono persone giuridiche:

1) l'università cattolica dì Lublino,

2) pontificia accademia teologica di Cracovia,

3) la pontificia facoltà teologica di Poznan,

4) la pontificia facoltà teologica di Wroclaw

5) la pontificia facoltà teologica di Varsavia e le sue due sezioni:S. Giovanni Battista e

S. Andrea Bobola ("Bobolanum~'),

6) la facoltà filosofica della Compagnia di Gesù di Cracovia,

7) altri istituti scientifici e didattico- scientifici eretti canonicamente

2. Lo stato giuridico dell'Accademia di teologia cattolica di Varsavia è stabilito dalla legge sulle scuole superiori. Lo statuto di questa Accademia è approvato dal Ministro dell'educazione nazionale e dalla competente autorità ecclesiastica.

a. 10. Altre istituzioni della Chiesa possono ottenere la personalità giuridica con ordinanza del Ministro-Direttore dell'Ufficio per gli affari culto.

a. 11. Una persona giuridica ecclesiastica non risponde per le obbligazioni di un'altra persona giuridica ecclesiastica.

a. 12. Le case editrici ecclesiastiche,le strutture di produzione, di servizio e di commercio, le istituzioni caritativo-assistenziali, le scuole e le altre strutture di istruzione e di educazione, che non possiedono la personalità giuridica, operano nell'ambito delle persone giuridiche ecclesiastiche di cui sopra.

a. 13.1. Le istituzioni ecclesiastiche, di cui all'a.7, 8 e 9 par, 1,,p.,7 acquistano la personalità giuridica al momento della comunicazione al competente organo dell'amministrazione statale della loro erezione da parte dell'autorità ecclesiastica, qualora un accordo ratificato non stabilisca diversamente.

2. Se una norma di legge o un accordo ratificato non stabiliscono diversamente, il competente organo dell'amministrazione statale è:

1) per quanto riguarda le persone giuridiche, di cui all'a.7.par 1, p.1-4, a.7. par. 2, p. 2 e 3, a.8. par. 1, p. 1, 6 e 7 e a.9. par. 1, p. 7 è l'ufficio per gli affari di culto;

2) negli altri casi, gli organi locali dell'amministrazione statale con competenze speciali per gli affari di culto a livello dì voivodato .

3. La comunicazione deve contenere:

1) la denominazione della persona giuridica, ecclesiastica,

2) la sua sede,

3) la definizione dei confini locali della sua attività, con riguardo alle persone che operano in un ambito territoriale.

4. La competente autorità ecclesiastica notifica immediatamente all'organo dell'amministrazione statale di cui al par. 2:

1) i mutamenti relativi alla denominazione e alla sede della persona giuridica ecclesiastica o il mutamento dei suoi confini,

2) le unioni, le divisioni e le estinzioni delle persone giuridiche ecclesiastiche.

5. Copia della comunicazione, di cui ai par. 3 e 4, con l'annuncio dell'avviso di ricevimento, costituisce prova dell'ottenimento della personalità giuridica.

6. L'erezione dì un'unità organizzata di un ordine religioso, che esiste all'estero e che al momento non opera nella Repubblica Polacca, richiede una consultazione fra il Segretariato della Conferenza episcopale polacca e il Ministro-Direttore dell'Ufficio per gli affari di culto.

a.14. La nomina e la revoca della persona che esercita la funzione di organo della persona giuridica sono comunicate dall'autorità ecclesiastica al competente organo dell'amministrazione statale, qualora un accordo ratificato non stabilisca diversamente. La comunicazione conterrà il nome, il cognome, la cittadinanza e il luogo di residenza della detta persona.

 

PARTE SECONDA

L'ATTIVITA' DELLA CHIESA

 

Capitolo 1

Il culto pubblico

 

a.15.1. L'organizzazione del culto pubblico e il suo esercizio dipendono dall'autorità ecclesiastica.

2. L'esercizio pubblico del culto non richiede preavviso qualora si svolga:

1) nelle chiese, cappelle, edifici ecclesiastici e terreni ecclesiastici come pure negli altri locali utilizzati per la catechesi o per le organizzazioni ecclesiastiche,

2) negli altri luoghi, con esclusione delle strade, delle piazze pubbliche e dei locali dì utilità pubblica; l'esercizio pubblico del culto nelle strade, nelle piazze pubbliche e nei locali di utilità pubblica è soggetto all'accordo con il competente organo che li amministra o che è autorizzato a disporne.

3. Le cerimonie funebri religiose e le funzioni per i defunti possono essere celebrate nei cimiteri comunali con l'osservanza delle norme vigenti che li regolamentano.

a. 16. 1. Il percorso e il tempo di una processione o di un pellegrinaggio sulle strade pubbliche sono soggetti all'accordo con:

1) gli organi locali dell'amministrazione statale a livello di base, qualora il percorso passi nei limiti del comune, della città, o nei quartieri della città

2) il voivoda o con il Presidente della città di Varsavia, di Cracovia o di Lodz, qualora il percorso passi nei limiti del voivodato

3) con il voivoda o con il Presidente della città di Varsavia, di Carcovia o di Lodz, competenti in riferimento a luoghi in cui si organizzano pellegrinaggi, quando il percorso oltrepassi i confini di un voivodato

2. Quanto disposto al par. 1 non si applica nei casi di cortei funebri che si svolgono in conformità con gli usi del luogo.

a. 17. 1. Le domeniche e le seguenti feste cattoliche, in seguito, chiamate “feste" sono giorni liberi dal lavoro:

1) 1' gennaio, solennità della S. Madre di Dio Maria (giorno del nuovo anno),

2) secondo giorno di Pasqua,

3) giorno del Corpus Domini,

4) 15 agosto - solennità dell'Assunzione della SS. Vergine Maria

5) 1' novembre - giorno di tutti i santi

6) 25 dicembre - primo giorno di Natale,

7) 26 dicembre - secondo giorno di Natale.

2. La modifica della regolamentazione di cui al par. 1 richiede il previo accordo fra il governo della Repubblica Polacca e la Conferenza episcopale polacca.

 

Capitolo 2

Catechesi le scuole

 

a.18.1. Lo Stato riconosce il diritto della Chiesa all'insegnamento della religione, nonché all'educazione religiosa dei fanciulli e dei giovani, in accordo con le scelte compiute dai genitori o dai tutori legali.

2. I bambini e i giovani in età scolare, i giovani lavoratori e le persone adulte si avvalgono dell'insegnamento della religione in conformità ai programmi stabiliti dall'autorità ecclesiastica.

3. L'insegnamento della religione, come questione interna della Chiesa, è organizzato dalle parrocchie e dalle case religiose sotto l'autorità dei vescovo diocesano.

a. 19.1. L'insegnamento della religione ai fanciulli e ai giovani ha luogo nei centri di catechismo organizzati nelle chiese, cappelle ed edifici ecclesiastici, come pure negli altri locali adattati a tale fine da una persona autorizzata a disporre dei locali.

2. Lo svolgimento obbligatorio delle lezioni nelle scuole e l'insegnamento della religione non possono coincidere. Tenendo conto delle esigenze sia del funzionamento scolastico sia dell'insegnamento della religione, il Ministro dell'educazione nazionale, d'intesa con il Segretariato della Conferenza episcopale polacca emana un'ordinanza che fissa i principi e le modalità di conciliazione dell'orario dell'insegnamento della religione con l'orario scolastico.

a.20.1 Le persone giuridiche ecclesiastiche hanno il diritto di fondare e dirigere scuole e altri istituti di istruzione/educazione e assistenziali-educativi sulla base dei principi dì organizzazione e dei programmi opportunamente stabiliti dalla legge. Essi hanno un carattere cattolico e sono soggetti all'autorità ecclesiastica.

2. Il Ministro dell'educazione nazionale, d'intesa con il segretariato della Conferenza episcopale polacca, definisce i tipi di scuole e di istituti di cui al par. 1, i principi per la loro fondazione, le condizioni per la direzione e per la sorveglianza su di essi; può ugualmente definire i principi per la loro dotazione.

3. Le diocesi e gli ordini religiosi hanno il diritto di fondare e di dirigere i loro seminari ecclesiastici. Ai fini del compimento del programma delle scuole primarie e per il conseguimento del diploma di maturità essi sono soggetti al Ministro dell'Educazione nazionale.

a.21.1. Agli insegnanti e agli educatori occupati nelle scuole e negli altri istituti di istruzione/educazione nonché negli istituti assistenziali-educativi e diretti da persone giuridiche ecclesiastiche, come pure agli insegnanti laici nei seminari minori ecclesiastici competono i diritti e i doveri stabiliti per gli insegnanti e gli educatori occupati nelle Scuole statali e negli istituti di istruzione/educazione e assistenziali-educativi, tenuto conto del par. 2.

2. I particolari ambiti dei diritti e dei doveri, di cui al par. 1, sono definiti dal Ministro dell'educazione nazionale su proposta del Segretariato della Conferenza episcopale polacca.

3. Ai lavoratori delle scuole e degli altri istituti di istruzione/educazione e degli istituti assistenziali-educativi, che non sono insegnanti o educatori, spettano i diritti e le prestazioni previsti per quelle categorie di lavoratori occupati nelle scuole e negli istituti statali.

a.22.1. Agli alunni delle scuole, di cui all'a.20, par. 1 e 3, spettano le prestazioni del servizio sociale sanitario e le agevolazioni nelle tariffe sui mezzi pubblici di trasporto allo stesso modo degli alunni delle scuole statali.

2. Ai genitori e ai tutori legali degli alunni delle scuole ecclesiastiche di cui all'a.20, par. 1 e 3, spetta il diritto ai sussidi familiari.

3. Agli alunni delle scuole ecclesiastiche possono essere assegnati, dalle persone giuridiche ecclesiastiche, borse di studio o altre prestazioni sociali.

a.23. 1. Alla Conferenza episcopale polacca, alle diocesi e agli ordini religiosi compete il diritto di fondare e dirigere seminari superiori ecclesiastici, e con le modalità definite nei par. 2 e 3, altri istituti superiori.

2. Lo status degli istituti superiori pontifici, come pure il modo e l’ambito del riconoscimento da parte dello Stato dei grandi e dei titoli scientifici sono regolati da un accordo fra il governo della Repubbli a Polacca e la Conferenza episcopale polacca.

3. La fondazione di scuole superiori per un ambito di insegnamento più ampio di quello di cui ai par. 1 e 2, avviene per legge su proposta della Conferenza episcopale polacca.

4. Agli insegnanti, agli educatori e ai lavoratori, nonché agli alunni delle scuole di cui ai par. 1 e 3 si applicano le disposizioni degli a.21 e 22..

5. Le autorità ecclesiastiche hanno ugualmente il diritto di erigere istituti scientifici e scientifici-didattici ecclesiastici. Essi non godono di quanto previsto ai par. 1-4.

a.24. Gli ecclesiastici e i membri degli ordini religiosi hanno il diritto di istruirsi nelle scuole statali di tutti i gradi e tipi. Essi sono soggetti alle disposizioni vigenti, conservando comunque il diritto di indossare l’abito ecclesiastico.

 

Capitolo 3

Pastorale militare e servizio militare degli ecclesiastici

 

a.25.1, A tutte le persone che compiono il servizio militare, come pure al loro famigliari, è assicurata la libertà di adempiere o non adempiere, secondo la propria intenzione, alla pratica religiosa.

2. Ai militari in servizio attivo è assicurata la possibilità di partecipare, fuori dell'ambito delle istituzioni militari, alla S. Messa nelle domeniche e nelle feste, come pure alle altre abituali pratiche religiose organizzate nelle chiese del presidio militare o non del presidio, qualora non coincidano con rilevanti obblighi di servizio.

3. I cappellani militari curano l'attuazione dei principi, di cui ai par. 1 e 2, in particolare con i contatti individuali con i comandanti delle unità militari e con i soldati.

4. I cappellani militari hanno la piena libertà di permanenti contatti con i militari all'interno delle unità militari, nei termini concordati con i comandanti delle unità.

a. 26. 1. Ai cappellani militari si applicano le disposizioni sul servizio militare del personale di carriera. I cappellani costituiscono un corpo distinto del personale militare di carriera.

2. I cappellani militari sono sottoposti nell'ambito del servizio militare agli organi militari e, nell'ambito pastorale, alle autorità ecclesiastiche.

3. Lo statuto del clero militare è predisposto in accordo dalle autorità di cui al par. 2. Lo statuto è approvato dalla Conferenza episcopale polacca ed è pubblicato dal Ministro della Difesa nazionale.

a.27.1. Fino al momento del riconoscimento dell'Ordinariato militare, di cui all'a.8, par. 1, p. 1 e par. 2, p. 1, il clero militare sarà diretto dal Decano Generale dell'Esercito polacco, come Cappellano militare superiore. Il suo organo esecutivo è il decanato generale dell'esercito polacco.

2. Il Ministro della Difesa nazionale sceglie fra i cappellani militari il Decano Generale dell'Esercito polacco, dopo il previo accordo sulla sua candidatura con la Conferenza episcopale polacca. Il vescovo diocesano conferisce al Decano Generale dell'esercito polacco la giurisdizione ecclesiastica

3. Il Decano Generale dell'esercito polacco cessa di adempiere alla sua funzione al momento:

1) del suo esonero dal servizio militare di carriera,

2) dell'accettazione della sua domanda di dimissioni da parte dei Ministro della Difesa nazionale o dell'autorità ecclesiastica,

3) della sua revoca dall'ufficio da parte del Ministro della Difesa nazionale o dell'autorità ecclesiastica.

4. Le decisioni di cui al par. 3 richiedono l'accordo congiunto.

a.28. 1. Il Decano Generale dell'esercito polacco, d'intesa con il vescovo diocesano, presenta al Ministro della Difesa nazionale la proposta di chiamata del cappellano militare e del suo esonero dal servizio militare di carriera.

2. Il Decano Generale dell'esercito polacco, d'intesa con il vescovo diocesano e con gli organi militari indicati nello statuto del clero militare, assegna il cappellano militare al posto di rettore della chiesa del presidio e lo revoca.

3. Su proposta dei Decano Generale dell'esercito polacco il vescovo diocesano conferisce la giurisdizione al rettore della chiesa del presidio o agli altri cappellani militari, salvo che vi si oppongano considerazioni ecclesiastiche previste dal diritto canonico.

4. Le modalità della procedura, nelle questioni di cui ai par. 1 e 2, come pure le conseguenze del rifiuto del conferimento della giurisdizione o della sua revoca sono regolate dallo statuto del clero militare.

S. Le modalità per la creazione delle parrocchie militari personali e del le parrocchie territoriali presso i presidi sono stabilite nello statuto del clero militare.

a.29.1. Le disposizioni concernenti il rinvio del servizio militare in ragione del compimento degli studi si applicano ugualmente agli alunni dei seminari maggiori ecclesiastici e dei noviziati religiosi

2. Gli ecclesiastici, dopo l'ordinazione in sacris e i religiosi dopo la professione perpetua, sono trasferiti nella riserva. Essi sono richiamati per il compimento dell’addestramento militare, d’intesa con il vescovo diocesano o con il superiore religioso, per il compimento delle funzioni di cappellano.

3. Nel caso di annuncio di mobilitazione e in tempo di guerra le persone di cui ai par. 1 e 2 sono destinati compatibilmente con le esigenze delle forze armate:

1) i sacerdoti, all’ adempimento della funzione di cappellani militari

2) gli alunni dei seminari maggiori ecclesiastici e i membri degli ordini religiosi, al servizio sanitario e al servizio della protezione civile

4. Nel caso di annuncio di mobilitazione e in tempo di guerra i competenti organi militari, d'intesa con il vescovo diocesano, assicurano l'assegnazione al servizio pastorale della popolazione del numero Indispensabile di quegli ecclesiastici che sono soggetti alla mobilitazione.

 

Capitolo 4

Pastorale speciale

 

a.30.1. Ai fanciulli e ai giovani ricoverati negli istituti di educazione e di tutela, nei sanatori, negli istituti di prevenzione e negli ospedali è assicurato il diritto di compiere le pratiche religiose, di usufruire dei servizi religiosi e della catechesi, osservando la reciproca tolleranza. In particolare, si assicura la possibilità di assistere alla S. Messa nelle domeniche nelle feste.

2. Ai fanciulli e ai giovani assistiti nelle colonie nazionali e nei campi organizzati dagli istituti statali si assicura il diritto al compimento delle pratiche religiose, in particolare ad assistere alla S. Messa nelle domeniche e nelle feste.

3. Disposizioni particolari per le questioni di cui ai par. 1 e 2 sono emanate dal Ministro dell'Educazione nazionale e, per quanto concerne i fanciulli e i giovani assistiti nei sanatori, negli istituti di prevenzione e negli ospedali, dal Ministro della Sanità e della Assistenza sociale, d'intesa con il Segretariato della Conferenza episcopale polacca.

a.31.1 Alle persone assistite negli istituti di cura e negli istituti di ricovero di servizio sociale è assicurato il diritto di compiere le pratiche religiose e di usufruire dei servizi religiosi.

2. Al fine di realizzare quanto consentito al par. 1 ì responsabili degli istituti statali interessati utilizzano cappellani indicati dal vescovo diocesano.

3. Al fine di rendere possibile la partecipazione degli interessati malati e soggetti ad assistenza alla S. Messa e alle altre pratiche collettive, i responsabili delle istituzioni statali destinano opportunamente un locale a cappella, e in eccezionali occasioni rendono praticabili altri locali a tal fine.

a.32.1. Le persone temporaneamente arrestate possono adempiere alle pratiche religiose e assistere alla S. Messa trasmessa dai mezzi di informazione di massa nonché, d'intesa con l'organo, fino a quando rimangono a disposizione, giovarsi del servizio religioso individuale.

2. Alle persone condannate è assicurata la possibilità di adempiere alle pratiche religiose, di usufruire dei servizi religiosi e di assistere alla celebrazione della S. Messa nelle domeniche e nelle feste nei locali opportunamente adattati nell'istituto in cui risiedono. Alle persone che non possono assistere alla S. Messa celebrata all'interno dell'istituto, si deve assicurare la facoltà di ascoltare la S. Messa trasmessa dai mezzi dì comunicazione di massa.

3. Ai minori che risiedono negli istituti di correzione e negli ospizi per minori si assicura la possibilità di adempiere alle pratiche religiose, di usufruire della catechesi e dei servizi religiosi, di assistere alla S. Messa nelle domeniche e nelle feste. Ai minori che non possono assistere alla S. Messa, si deve assicurare la facoltà di ascoltare la S. Messa trasmessa dai mezzi di comunicazione di massa.

4. Al fine di realizzare quanto consentito alle persone di cui ai par. 1-3, i responsabili dei rispettivi istituti stipuleranno contratti per il compimento gratuito degli obblighi del cappellano con ecclesiastici indicati dal vescovo diocesano.

 

Capitolo 5

Organizzazioni ecclesiastiche, cattoliche e associazioni di cattolici

 

a.33.1. Alle persone aderenti alla Chiesa è assicurata la libertà di associazione al fine di realizzare i compiti connessi con la missione della Chiesa.

2. Il diritto, di cui al par. 1, è realizzato nel quadro delle organizzazioni ecclesiastiche e cattoliche.

a.34.1. Per organizzazioni ecclesiastiche, ai sensi della presente legge, si intendono le organizzazioni che associano persone aderenti alla Chiesa:

1) erette dal vescovo diocesano o nel quadro degli statuti degli ordini religiosi dai superiori maggiori religiosi e, nel caso di un'organizzazione ad ambito interdiocesano, dalla Conferenza episcopale polacca,

2) fondate dai fedeli con la partecipazione del parroco, del rettore de la chiesa o del superiore religioso con l'autorizzazione dell'autorità ecclesiastica, di cui al p. 1.

2. Le organizzazioni ecclesiastiche hanno per finalità in particolare l'attività nel campo della formazione religiosa, del culto pubblico e della cultura cattolica.

3. Le organizzazioni ecclesiastiche operano nel quadro delle competenti persone giuridiche. Per le organizzazioni, erette in ambito interdiocesano il Segretariato della Conferenza episcopale polacca informa l'Ufficio per gli Affari di Culto. Le organizzazioni di cui al par. 1, p. 1 possono acquistare la personalità giuridica ai sensi dell'a.10.

4. Le autorità ecclesiastiche vigilano sulla conformità dell' attività delle organizzazioni con i loro fini religiosi e morali.

5. Alle organizzazioni ecclesiastiche non si applica la legge sulle associazioni. Le disposizioni della legge sulle riunioni si applicano alle organizzazioni ecclesiastiche unicamente nel caso di riunioni nelle strade e nelle piazze pubbliche e nei locali di utilità pubblica.

a.35.1. Per organizzazioni cattoliche ai sensi della leggi si intendono le organizzazioni fondate con l'approvazione dell'autorità ecclesiastica che ne approva il cappellano o l'assistente ecclesiastico. Esso operano in collegamento con la gerarchia ecclesiastica.

2. Le organizzazioni cattoliche possono avere come finalità, in particolare accordo con la dottrina della Chiesa, l'attività socio-culturale di istruzione e di educazione e caritativo-assistenziale.

3. Alle organizzazioni cattoliche si applicano le disposizioni della legge sulle associazioni, tenendo conto che:

alle autorità ecclesiastiche spetta il diritto di revoca dell’approvazione di cui al par. 1,

2) la revoca del tribunale con la proposta di scioglimento dell’associazione richiede l'accordo della Commissione congiunta,

3) in caso di liquidazione dell'organizzazione cattolica al suo patrimonio si applicano convenientemente le disposizioni sul patrimonio delle persone giuridiche ecclesiastiche liquidate, a meno che il suo statuto non stabilisca diversamente.

a.36. Le organizzazioni, il cui fine è la propaganda della sobrietà, la cura delle persone che abusano dell'alcool o che fanno uso di sostanze stupefacenti come pure l'aiuto per le loro famiglie, possono essere costituite sia nella forma di associazione ecclesiastica di cui all’a. 34, sia di organizzazione cattolica dì cui all'a.35.

a.37. Le organizzazioni diverse da quelle menzionate all'a.33, che associano cattolici, realizzano gli ideali cristiani secondo i propri programmi operando esclusivamente in base alle disposizioni generali di legge in vigore come pure dei loro statuti.

 

Capitolo 6

Attività caritativa-assistenziale della Chiesa

 

a.38.1. Le persone giuridiche della Chiesa hanno il diritto di svolgere autonomamente l'attività caritativa-assistenziale.

2. Per lo svolgimento dell'attività, di cui al par. 1, le autorità ecclesiastiche hanno il diritto di chiamare ugualmente:

1) la Caritas polacca come istituzione a livello nazionale,

2) la Caritas diocesana, per la rispettiva diocesi,

3. La Caritas polacca è costituita, riceve lo statuto ed è sotto la sorveglianza della Conferenza episcopale polacca.

4. La Caritas diocesana è costituita, riceve lo statuto ed è sotto la sorveglianza del vescovo diocesano.

5.Gli ordini religiosi svolgono l'attività caritativa- assistenziale nell'ambito stabilito dai loro statuti o da opportuni atti interni.

6..Le organizzazioni cattoliche possono svolgere attività caritativa-assistenziale nell'ambito stabilito dai loro statuti.

a.39. L'attività caritativa-assistenziale della Chiesa concerne in particolare:

1) la tenuta di istituti per orfani, anziani, persone fisicamente o mentalmente menomate e altre categorie di persone bisognose di assistenza,

2) la tenuta di ospedali e di altri istituti sanitari e di farmacie,

3) l’organizzazione di servizi per la protezione della maternità,

4) l'organizzazione di servizi per gli orfani, per le persone colpite da cataclismi ed epidemie, per le vittime della guerra, per le famiglie e le persone che si trovano in difficoltà materiali o di salute, fra cui per la privazione di libertà,

5) la tenuta di mense, di asili, convitti e ostelli,

6) l'amministrazione di servizi che assicurino sollievo a fanciulli e giovani che si trovano in stato bisognoso,

7) la diffusione dell'idea di servizio del prossimo e di comportamenti sociali ad esso favorevoli,

9) la trasmissione all'estero di offerte per calamità naturali e per persone che si trovano in particolari necessità.

a.40. I mezzi per la realizzazione dell'attività caritativa-assistenziale provengono in particolare:

1) dalle offerte in denaro e in natura,

2) da eredità, lasciti e donazioni all'interno e all'estero,

3) da proventi di manifestazioni e raccolte pubbliche,

4) da sovvenzioni, dotazioni e offerte provenienti da istituzioni nazionali e aziende statali, sociali, confessionali e private,

5) da compensi per servizi prestati da istituzioni ecclesiastiche caritative-assistenziali.

6) da proventi per attività economiche svolte dalla Caritas polacca e dalla Caritas della diocesi direttamente o da singoli istituti

7) da proventi di istituti ecclesiastici.

a.41.1. La Chiesa in Polonia e le sue persone giuridiche hanno il diritto di realizzare investimenti per edifici sacri ed ecclesiastici.

2. Per investimenti sacri si intendono costruzioni, ampliamenti, restauri di chiese e cappelle, come pure adattamenti di altri edifici a scopi sacri.

3. Per investimenti ecclesiastici si intendono gli investimenti delle persone giuridiche ecclesiastiche non ricompresi nel par. 2,

4. Gli investimenti sacri ed ecclesiastici sono soggetti alle disposizioni generali vigenti sulla pianificazione degli spazi e sul diritto delle costruzioni e nel caso di edifici di valore storico, anche alle norme su i beni culturali.

 

Capitolo 7

Edifici sacri ed ecclesiastici. Cimiteri

 

a.42. I piani di valorizzazione degli spazi riguardano anche gli investimenti sacri ed ecclesiastici, come pure i cimiteri confessionali cattolici. La destinazione di un terreno a questi fini è stabilita in tali piani su richiesta del vescovo diocesano o del superiore maggiore religioso

2. 1 suoli costituenti proprietà dello Stato o beni municipali, e destinati nei piani di valorizzazione degli spazi ai fini di cui al par. 1, saranno consegnati in uso perpetuo ovvero assoggettati a vendita alle persone giuridiche ecclesiastiche su loro richiesta.

3. I beni dei comuni destinati a tali fini possono essere venduti a prezzi stabiliti dalle assemblee rurali e nei terreni delle città a prezzi stabiliti dai consigli nazionali di base.

4. I vescovi diocesani o i superiori religiosi maggiori concordano l' ordine di realizzazione degli investimenti sacri ed ecclesiastici per il periodo del piano socio-economico nazionale.

5. Le modalità particolari e l'ambito di accordo, di cui al par. 4, i termini dell'accordo e della procedura nei casi dubbi, sono decise con ordinanza dal Ministro dell'Economia dei terreni e delle costruzioni d’ Intesa, con il Segretariato della Conferenza episcopale polacca.

a.43.1. Gli investimenti sacri ed ecclesiastici sono finanziati con i mezzi delle rispettive persone giuridiche ecclesiastiche.

2, La disposizione di cui al par. I non riguarda gli investimenti aventi come fine la creazione delle condizioni per l'attività pastorale militare e per la pastorale speciale nelle istituzioni statali.

3. Per il restauro e il mantenimento dei beni culturali che costituiscono proprietà delle persone giuridiche ecclesiastiche saranno concesse dotazioni statali sulla base di disposizioni speciali.

a.44. Non sono percepiti pagamenti per l'uso perpetuo dei terreni destinati a istituti caritativi-assistenziali e a centri di catechismo.

a.45. 1. Le parrocchie hanno il diritto di possedere, disporre, fondare ed ampliare cimiteri per le sepolture.

2. La disposizione del par. 1 si applica anche agli ordini religiosi e alle loro case in relazione ai cimiteri religiosi distinti.

3. Nelle località in cui non vi siano cimiteri municipali, le direzioni dei cimiteri rendono possibili le sepolture nei cimiteri di cui al par. 1 a parità di diritti degli altri defunti.

4, Le disposizioni dei par. 1-3 non derogano alle norme generali sui cimiteri e le inumazioni dei defunti, sulla pianificazione dei suoli e sulla protezione dei terreni agricoli e boschivi.

 

Capitolo 8

Cultura e mezzi di comunicazione di massa

 

a.46.1. Per assicurare le condizioni di sviluppo della cultura cristiana, le persone giuridiche ecclesiastiche hanno il diritto di pubblicare giornali, libri e altra stampa nonché di fondare e possedere case editrici, agenzie cattoliche di informazione, istituti poligrafici nel rispetto delle norme vigenti in tale campo.

2. Al fine della realizzazione di quanto stabilito al par. 1, le persone giuridiche ecclesiastiche possono ricevere come donazioni dall'estero per necessità proprie macchinari, attrezzature, materiali tipografici e carta.

a.47. Le persone giuridiche ecclesiastiche possono organizzare proprie distribuzioni di stampe e valersi dei mezzi di altre reti di distribuzione.

a. 48. 1. La Chiesa ha il diritto a diffondere con i mezzi di comunicazione di massa la S. Messa nelle domeniche e nelle feste, come pure suoi programmi, in particolare quelli religiosi-morali, sociali e culturali.

2. Le modalità di attuazione di quanto disposto al par. 1 sono regolate d'intesa fra il Comitato per la Radio e la Televisione "Radio e Televisione Polacca" e il Segretariato della Conferenza episcopale polacca.

3. La Chiesa ha il diritto di installare e di utilizzare impianti di radio- destinati alla diffusione di programmi radiofonici e televisivi, e di ottenere le necessarie frequenze.

4. Le modalità di attuazione di quanto disposto al par. 3 sono regolate con un'intesa fra il Ministro delle Poste e il Segretariato della Conferenza episcopale polacca.

a.49. 1. Le persone giuridiche ecclesiastiche hanno:il diritto di istituire e dirigere propri teatri, sale cinematografiche e case, produttrici di films di altri mezzi audiovisivi.

2. Le persone giuridiche ecclesiastiche hanno il diritto di distribuire diffondere films; e altri

mezzi audiovisivi

3. L'esercizio dei diritti, di cui ai par. 1 e 2, ha luogo senza l'obbligo di ottenere autorizzazioni e permessi per tali attività qualora siano dirette all'esigenza di attuazione dei problemi religiosi-morali nell'ambito culturale. Per l'organizzazione e la direzione di tali attività l'autorità ecclesiastica informa gli organi dello Stato competenti al rilascio delle suddette autorizzazioni e permessi.

4. Le persone giuridiche ecclesiastiche possono ottenete come donazioni dall'estero per le proprie esigenze attrezzature e materiali necessari per lo svolgimento dell'attività di cui al par. 1.

a.50.1. Le persone giuridiche ecclesiastiche hanno il diritto di istituite e possedere archivi e musei.

2. Le persone giuridiche ecclesiastiche hanno il diritto di organizzare biblioteche per fini interni e per fini pubblici. Per l'organizzazione di centri aperti al pubblico l'autorità ecclesiastica informa gli organi dello Stato competenti per la registrazione delle biblioteche.

3. La Chiesa e le sue persone giuridiche hanno il diritto, senza bisogno di ottenere autorizzazioni, di organizzazione e di direzione collegate con l'attuazione dei suoi compiti di attività culturale e artistica.

a.51. Le istituzioni statali ed ecclesiastiche collaborano per la tutela, la conservazione, l'accesso e il godimento dei monumenti di architettura sacra e di arte sacra, come pure della loro documentazione, dei musei, archivi e biblioteche dipendenti dall'autorità ecclesiastica, nonché delle opere di cultura e di arte di interesse religioso che costituisco momenti importanti dell'eredità della cultura polacca

 

PARTE TERZA

QUESTIONI PATRIMONIALI DELLE PERSONE

 

a.52. Alla Chiesa e alle sue persone giuridiche compete il diritto di acquistare, possedere e vendere beni mobili e immobili, acquistare e vendere diritti e obbligazioni per il suo patrimonio.

a.53. (abrogato).

a.54.1. Nella circolazione dei beni immobili fra persone giuridiche ecclesiastiche non si applica il diritto di prelazione in favore dell'erario.

2. Per l'acquisto di un bene immobile o di una sua frazione da parte di persone giuridiche ecclesiastiche da terze persone, il diritto di prelazione può essere applicato unicamente nei casi in cui l'investitore statale o cooperativo abbia ottenuto da tempo una decisione per dar luogo ad una localizzazione di investimento per abitazioni su quell'immobile o su una frazione di esso.

a.55.1. i beni e i redditi delle persone giuridiche ecclesiastiche sono soggetti alle disposizioni fiscali generali, con le eccezioni stabilite ai par. 2-6.

2.Le persone giuridiche ecclesiastiche sono esenti da imposizione a titolo di redditi per le loro attività non economiche. In tale ambito, tali persone non hanno l'obbligo di produrre la documentazione richiesta dalle norme sugli oneri fiscali.

3. I redditi da attività economiche delle persone giuridiche ecclesiastiche e delle associazioni di cui amministratori sono esclusivamente tali persone, sono esenti da imposizione nella parte in cui sono stati destinati nell’anno fiscale o nell'anno successivo a fini di culto, di istruzione ed educazione, di scienza, di cultura, di attività caritativa-assistenziale, di centri di catechismo, di conservazione di monumenti o di investimenti sacri, di cui all'a.41.2 o di quegli investimenti ecclesiastici, di cui all'a.41.3 che hanno per oggetto centri di catechismo e istituti caritativi-assistenziali e il loro restauro.

4. Le persone giuridiche ecclesiastiche sono esenti da imposizione e da oneri su fondi comunali o municipali, su immobili o loro frazione costituenti la proprietà di tali persone o di coloro che li usano sulla base di altro titolo giuridico a fini non di abitazione, con l'eccezione della parte occupazione per lo svolgimento di attività economica.

5. L'esenzione da imposizione di tasse per immobili e da oneri su fondi comunali e municipali comprende gli immobili o parte di essi destinati a fini di abitazioni per gli ecclesiastici e per i membri degli ordini religiosi, qualora:

1) sono iscritti nel registro dei monumenti,

2) sono utilizzati come internati per scuole e seminari ecclesiastici, case degli ordini religiosi contemplativi, case di formazione degli ordini religiosi e case del clero a riposo(suore a riposo),

3) si trovano in edifici della curia diocesana e vescovile, delle amministrazioni generali e provinciali degli ordini religiosi, nel Segretariato del Primate di Polonia e nel Segretariato della Conferenza episcopale polacca.

6. L'acquisto e la vendita di beni e di diritti patrimoniali da parte di persone giuridiche ecclesiastiche per mezzo di atti giuridici nonché per successione, per lasciti e per scrittura è libera dalle imposte sulle successioni e donazioni nonché da tasse fiscali qualora i loro oggetti siano:

beni e diritti non destinati ad attività economica, macchinari, attrezzature e materiali tipografici e carta importati dall’estero.

7. Le donazioni per l'attività caritativa-assistenziale ecclesiastica sono escluse dalla base imponibile dei doni delle imposte sul reddito e delle imposte compensative, qualora la persona giuridica ecclesiastica produca l'opportuna documentazione/ricevuta e – entro due anni dal giorno della rimessa della donazione - il rendiconto della sua destinazione a tali attività.

In caso di destinazione della donazione ad altri fini si applicano le disposizioni fiscali generali.

8. Le unità organizzative ecclesiastiche, di cui all'art. 12, possono essere riconosciute su richiesta della persona giuridica ecclesiastica dalla competente Camera finanziaria come soggetti distinti di imposta qualora siano organizzati in modo separato.

9. L'acquisto di beni e diritti patrimoniali, di cui al par. 6, è esente da tasse giudiziarie e notarili con esclusione delle tasse di cancelleria

a.56. Sono esenti da imposte:

1) gli invii dall'estero alle persone giuridiche ecclesiastiche di doni:

a) destinati ai fini di culto, caritativi-assistenziali, di istruzione e di educazione,

b) macchinari, attrezzature e materiali tipografici e carta;

2) gli invii all'estero da parte delle persone giuridiche ecclesiastiche di doni:

a) a istituzioni straniere e internazionali della Chiesa cattolica

b) destinati alle vittime di disastri e a persone che si trovano in particolari necessità

a.57.1. Le persone giuridiche ecclesiastiche hanno il diritto di raccogliere offerte per fini di religione, per l'attività ecclesiastica caritativa-assistenziale, culturale, di istruzione ed educazione nonché per il mantenimento del clero e dei religiosi.

2. Le raccolte di cui al par. 1 non richiedono il permesso dell’organo dell'amministrazione statale, qualora siano effettuate negli ambiti ecclesiastici, delle cappelle e nei luoghi e occasioni abituali accettati in una data religione e confermati in modo tradizionale.

a.58. 1. Le persone giuridiche ecclesiastiche possono istituire fondazioni. A tali fondazioni si applicano le disposizioni generali vigenti sulle fondazioni con le variazioni dì cui ai par. 2-5.

2. Indipendentemente dalla vigilanza statale, la vigilanza sull'attività della fondazione è esercitata dalla persona giuridica ecclesiastica de fondatore o indicata nello statuto della fondazione.

3. In caso di irregolarità accertate nell'amministrazione della fondazione il competente organo statale si rivolge alla persona giuridica ecclesiastica che esercita la sorveglianza sulla fondazione, stabilendo un termine non inferiore a tre mesi per l'eliminazione delle irregolarità. Decorso inutilmente tale termine possono essere applicati gli strumenti stabiliti dalle norme sulle fondazioni.

4. Nel caso che sia necessario sottoporre la fondazione ad amministrazione controllata ai sensi delle norme sulle fondazioni, tale amministrazione sarà esercitata da una persona giuridica ecclesiastica designata dalla presidenza della Conferenza episcopale polacca.

5. Qualora lo statuto della fondazione non stabilisca diversamente, nel caso della sua liquidazione:

1) al suo patrimonio che si trova nel Paese si applica opportunamente la disposizione dell'a.59,

2) sulla destinazione del suo patrimonio che si trova all'estero decide la Conferenza episcopale polacca o il Superiore religioso maggiore.

a.59. In caso di estinzione di una persona giuridica ecclesiastica, il suo patrimonio passa alla persona giuridica ecclesiastica superiore e qualora tale persona non esista o non operi in Polonia, tale patrimonio passa alla Conferenza episcopale polacca o alla Conferenza dei Superiori religiosi maggiori

 

PARTE QUARTA

NORME TRANSITORIE E FINALI a 60-77. (omissis)

 

 

tratto da Raccolta di fonti normative di diritto ecclesiastico, a cura di G. Barberini sesta ed, Torino, Giappichelli, 2000

 

© GB FB

 

 

 

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