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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

In Nome della SS. Trinità.

 

Sua Santità il Sommo Pontefice Leone XIII, e Sua Altezza Nicolò I, Principe di Montenegro, per tutelare gli interessi religiosi dei cattolici del Principato, hanno risoluto di fare una Convenzione , nominando a tale effetto due Plenipotenziarii, cioè per parte di Sua Santità

L' Emo e Riho signor Cardinale Ludovico Iacobini, Suo Segretario di Stato, e per parte di Sua Altezza

Il signor Cavaliere Giovanni Sundêcic, suo Segretario Particolare; i quali, scambiati i loro rispettivi pieni Poteri, e trovatili in buona e dovuta forma, convennero negli articoli seguenti :

 

Art. I. - La Religione Cattolica Apostolica Romana avrà il suo libero e pubblico esercizio nel Montenegro.

 

Art. II - Sua Santità, prima di nominare definitivamente l'Arcivescovo di Antivari, parteciperà al Governo la persona del Candidato, per conoscere se vi siano fatti o ragioni di ordine politico e civile in contrario.

 

Art. III - L'Arcivescovo di Antivari, alla cui giurisdizione ecclesiastica apparterranno tutti i cattolici del Montenegro, dipenderà negli affari ecclesiastici direttamente ed esclusivamente dalla Santa Sede.

 

Art. IV - Prima di entrare in funzione l'Arcivescovo di Antivari presterà nelle mani di Sua Altezza il Principe del Montenegro il giuramento di fedeltà nella formula seguente: - Io giuro e prometto dinnanzi a Dio e sopra i Santi Evangeli obbedienza e fedeltà a Sua Altezza il Principe del Montenegro; prometto di non avere accordo qualsiasi, nè di assistere ad alcun Consiglio, nè d'incoraggiare o lasciar partecipare dal Clero a me subordinato a qualsiasi impresa che tenda a turbare la pubblica tranquillità dello Stato. - Il Governo Montenegrino gli riconosce il titolo d'Illustrissimo Monsignore e gli assegna un emolumento annuo di franchi cinquemila.

 

Art. V - L'Arcivescovo di Antivari avrà piena libertà nell'esercizio delle funzioni ecclesiastiche e nel regime della sua Diocesi; potrà esercitare tutti i dritti e le prerogative proprie del suo pastorale ministero, secondo la disciplina approvata dalla Chiesa: da lui dipendono tutti i membri del Clero Cattolico in ciò che riguarda l'esercizio del sacro Ministero.

 

Art. VI - All'Arcivescovo di Antivari spetta, di intelligenza col Governo Montenegrino, l'erezione delle Parrocchie. A lui spetta pure la nomina dei Parrochi, e se trattasi di persone estranee al Principato, procederà d'intelligenza col Governo Montenegrino, se poi trattasi di sudditi Montenegrini darà notizia della nomina al detto Governo.

 

Art. VII - Nelle Parrocchie ove non esiste un edilizio pel Culto cattolico, l'Arcivescovo si porrà d'accordo colle Autorità locali, affinchè possibilmente gliene sia assegnato uno conveniente.

 

Art. VIII - L'Arcivescovo in forza del suo pastorale Ministero, dirigerà l'istruzione religiosa della gioventù cattolica in tutte le scuole, e nominerà, d'intelligenza col Governo, un Ecclesiastico o Maestro cattolico per l'istruzione religiosa dei giovani cattolici nelle scuole dello Stato , e questi avrà lo stesso stipendio degli altri Maestri. - Nella località poi, ove la popolazione è esclusivamente o in grande maggioranza Cattolica , il Governo nelle scuole dello Stato presceglierà per Maestri individui grati all'Autorità Ecclesiastica.

 

Art. IX - Il Governo riconosce la validità dei matrimoni fra Cattolici e dei matrimoni misti contratti alla presenza del Parroco Cattolico secondo le leggi della Chiesa.

 

Art. X - Le Cause matrimoniali fra Cattolici, eccetto in ciò che riguarda gli effetti civili saranno giudicate dall'Arcivescovo di Antivari , e nei matrimoni misti, eccetto egualmente in ciò che riguarda gli effetti civili, il Governo lascia ai Coniugi la facoltà di portare le loro cause innanzi al medesimo Arcivescovo.

 

Art. XI - La formula di preghiera pel Sovrano Domine salvum, fac Principem sarà cantata negli Uffici divini in lingua Slava.

 

Art. XII - Per la formazione di giovani Montenegrini idonei al Sacerdozio cattolico, il Governo Montenegrino di comune accordo coll'Arcivescovo di Antivari, ne sceglierà alcuni dei più meritevoli che saranno inviati a Roma per farvi i loro studi, ai quali passerà pel medesimo scopo un conveniente annuo sussidio.

Nei primi cinque anni, dalla data della presente Convenzione, questi giovani saranno in numero di due per ogni anno, in seguito sarà uno solo per ciascun anno.

Gli stessi giovani saranno obbligati di studiare in Roma anche la lingua serba.

 

Art. XIII - Se nell'avvenire sorgerà qualche difficoltà sulla interpretazione dei precedenti articoli, il Santo Padre e Sua Altezza il Principe del Montenegro, di comune intelligenza, procederanno ad un'amichevole soluzione.

 

Art. XIV - La presente Convenzione entrerà in vigore immediatamente dopo la ratifica di Sua Santità il Sommo Pontefice Leone XIII e di Sua Altezza il Principe di Montenegro Nicolò I.

Roma, li 18 Agosto 1886 .

 

 

L. CARD. IACOBINI

 

GIOVANNI SUNDECTC

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In Nomine SSmae Trinitatis.

 

Sanctissimus Pater, Summus Pontifex Leo XIII et celsissimus Nicolaus I. Amani Princeps, Amanensium Catholicorum, equae ad Religionem spectant commoda tuendi gratia mutuam publicamque Conventionem inire statuerunt, duobus ad id opus adscitis Oratoribus cum liberis mandatis: videlicet a Romano Pontifice, Ulm o ac Rmo D. Card. Ludovico Iacobinio, exteris Pontificiae Ditionis negotiis curandis praefecto; et a celsissimo Principe, D. Equité Ioanne Sundecic domestico eiusdem Pricipis scriba a secretis; qui suis utrinque liberis mandatis alternatim exhibitis, iisque legitima praeditis forma comprobatis, in sequentes articulos convenerunt.

 

Art. I - Religionis Catholicae Apostolicae Romanae liberum erit ci publicum, in Amanensi Principatu exercitium.

 

Art. II - Romanus Pontifex ante quam Antibarensem Archiepiscopum nominet, delectum ab se virum summis Principatus Administratoribus significabit, ut dignoscatur utrum ne facta rationes ve in eo politici ac civilis ordinis, censurae digna existant.

 

Art. III - Antib ar ensis Archiepiscopus, cuius ecclesiasticae iurisdictioni omnes Catholici Amanienses subditi erunt, in ecclesiasticis negotiis a S. Sede directe atque unice pendebit.

 

Art. IV - Idem antequam Antibarensis Archiepiscopatus munera exercenda suscipiat, coram celsissimo Amant Principe in eius nomen legemque iurabit his verbis: «Iuro ac promitto coram Deo et sanctis Evangeliis, celsissimo Amani Principi obedientiam fidelitatemque me pfaestiturum: promitto, me nec ullo modo consensurum, nec tdli consilio adstiturum, nec Clerum mihi subiectum siturum, ut ipse ctncumque faciliori, quod publicam Principatus tranquillitatem turbandam spectet, perpetrando partem suscipiat.» Amaniensis Principatus eidem Archiepiscopo Illustrissimi Antistitis titulum confirmat, atque annuum emolumentum adtribuat argenteo gallicorum quinquies mille.

 

Art. V - Antibarensis Archiepiscopus in ecclesiasticis muneribus exercendis, suaque Dioecesi regenda, plena Ubertate potietur; iuribus item omnibus ac privilegiis,  sui pastoralis Ministerii propriis, iuxta probatam Ecclesiae disciplinam, per fungi poterit: omnia demum Catholici Cleri membra, in iis quae ad sacri Ministerii exercitium pertinent, eidem subicientur.

 

Art. VI - Ad antibarensem Archiepiscopum, collatis consiliis cum supremi Principatus Rectoribus, Paroeciarum erectio spectat. Item ad eumdem pertinet Parochorum nominatio: et quidem si qui nominandi sunt, extranei sint ab Principatu, cum supremis eiusdem Administratoribus ex compacto rem geret; si vero subditi Amanienses sint, horum nominationem iisdem significabit.

 

Art. VII - In iis Paroeciis, ubi nullum Cultui catholico addictum aedificium est, Archiepiscopus cum puklicis cuiusque loci auctoritatibus consilia inibit, ut unum saltem, quoad fieri possit conveniens, adiudicetur.

 

Art. VIII. - Archiepiscopus, ratione sui. pastoralis Ministerii, religiosam catholicae iuventutis eruditionem in omnibus scholis diriget, atque ex compacto cum summis Principatus Rectoribus ecclesiasticum Virum, aut saltem Catholicum, iunioribus Catholicis, in scholis Principatus, rite erudiendis Magistrum nominabit; hic vero idem, ac ceteri Magistri stipendium obtinebit. In iis autem locis, ubi aut tota gens, aut eius longe maior pars catholica est, Principatus Rectores viros illos prae ceteris Magistros eligent, qui sint auctoritati ecclesiasticae accepti.

 

Art. IX - Amaniensis Principatus mutua inter Catholicos Matrimonia; itemque ea Matrimonia, ut aiunt, mixta, equae coram Parocho catholico, iuxta Ecclesiae leges, inita sint, valida agnoscit, ac rata habet.

 

Art. X - Matrimoniales causas, praeter quam in iis, quae civilia attingunt, inter Catholicos obortas, Archiepiscopus Antibarensis iudi. cabit: in mixtis vero Matrimoniis, (item praeter quam in iis, quae civilia attingunt), ad Archiepiscopum, si cui placeat, causas suas iudicandas deferre Amaniensis Principatus liberum sinit.

 

Art. XI - Pro Principe precandi forimela: «Domine, salvum fac Principem» in divinis Officiis lingua Iapydica (vulgo Slavonica) concinetur.

 

Art. XII - Ad eorum iuvenum AmoMiensium, qui sacerdotio Catholico idonei futuri sint, institutionem perficiendam, stimmi eiusdem Principatus Administratores, cum Antibarensi Archiepiscopo collatis consiliis, illorum aliquot omnium maxime dignos eligent, qui Romam studiorum conficiendorum causa mittentur; iisque congruum quotannis pecuniae subsidium adtribuent. Primis ipsis quinque annis ab hoc publico Convento subsignato computandis, hi iuvenes duo quoquo anno erunt; deinceps quoto quovis anno unus. Iisdem iuvenibus idioma etiam Serbicum addiscendum erit.

 

Art. XIII - Si quae posthac in hisce Articulis interpretandis dubia exoriantur, ea sanctissimus Pater, ac celsissimus Amani Princeps, collatis consiliis, amicabili ratione dissolvent.

 

Art. XIV - Haec Conventio plenum suum vigorem obtinebit statim ac Romanus Pontifex Leo XIII et celsissimus Amani Princeps Nicolaus I eamdem, subscripto nomine, ratam habuerint.

Romae, die 18 Augusti 1886.

 

LUD. CARD. IAXOBINI

IOANNES SUNDECIC

 

 

 

 

 

 

 

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