Print Friendly, PDF & Email

Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

ORDINANZA MINISTERIALE SULLA ISTRUZIONE RELIGIOSA

 

del 24 marzo 1957, n. 21/1957

 

Ai sensi del decreto-legge n. 5/1949 de1 Consiglio Presidenziale della Repubblica Popolare, l’istruzione religiosa nelle scuole non è obbligatoria.

In applicazione di tale disposizione legislativa, il Governo rivoluzionario Ungherese Operaio Contadino ordina quanto segue:

Art. 1 — 1) In conformità allo spirito del principio sulla pratica della religione contenuto nell’art. 54 della Costituzione, come pure conformemente allo spirito dell’accordo fra lo stato e le chiese, l’insegnamento della religione deve essere considerato come una questione esclusivamente privata dei cittadini.

Ai cittadini deve essere garantito che i loro figli minorenni, che studiano nelle scuole e nei ginnasi, possano partecipare o possano non partecipare all’insegnamento della religione.

2) Tutti devono rispettare la libertà di partecipazione o di non partecipazione a questo insegnamento. Si deve intervenire con il rigore della legge contro tutti quelli che:

a) usano dell’insegnamento della religione a scopi politici contro l’ordine statale, sociale od economico della Repubblica Popolare ungherese;

b) si sforzano di influire con la violenza, con minacce, con la persuasione o con l’errore sulla decisione a partecipare o a non partecipare all’insegnamento della religione;

c) impediscono con la violenza o con minacce l’insegnamento della religione ovvero la partecipazione ad esso.

Art. 2 — 1) L’insegnamento della religione — quale materia liberamente scelta — viene impartito nelle scuole normali e nei ginnasi normali.

2) Le ore di religione, rispetto all’orario normale della scuola, possono essere tenute — all’infuori delle ore di insegnamento obbligatorio — per due volte alla settimana, prima o dopo le ore di insegnamento.

3) L’insegnamento della religione può essere svolto dall’inizio alla fine dell’anno scolastico.

4) Se il direttore della scuola, a causa della mancanza di aule, non riesca ad assicurare un locale nell’ambito scolastico in cui impartire l’insegnamento della religione ad una parte di coloro che si sono presentati per riceverlo, per costoro si può permettere che detto, insegnamento venga impartito anche nei locali della chiesa.

Art. 3 — 1) L’iscrizione alle lezioni di religione è fatta tutti gli anni, al massimo una settimana dopo la normale iscrizione alle scuole; su tale termine sia la stampa, sia la radio sia i direttori di scuole sono obbligati a fornire le necessarie informazioni.

2) L’iscrizione all’insegnamento della religione può farsi in quelle scuole in cui gli scolari abbiano adempiuto all’obbligo della normale iscrizione scolastica.

3) Che il bambino minorenne prenda o no parte all’insegnamento della religione, lo decide il genitore che esercita la patria potestà o il tutore.

4) Il genitore che esercita la patria potestà o il tutore deve attestare il suo consenso all’iscrizione all’insegnamento della religione.

Art. 4 — Per l’insegnamento della religione e per il suo controllo da parte delle chiese, sono autorizzate soltanto le persone che ne abbiano ricevuto l’incarico da parte delle chiese stesse, che abbiano la cultura necessaria per impartirlo e che abbiano l’approvazione anche della Sezione culturale del Consiglio dipartimentale (della città capitale, delle città che godono dei diritti dipartimentali).

Art. 5 — Questa ordinanza entra in vigore il 1° giugno 1957; il Ministro della cultura è incaricato della sua esecuzione.

 

© GB FB

Trascina file per caricare