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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

Legge del 24 gennaio 1990 con le successive modificazioni

 

SULLA LIBERTA' DI COSCIENZA E DI RELIGIONE E SULLE CHIESE

 

Le chiese, le confessioni e le comunità religiose d'Ungheria sono fattori sociali di estrema importanza, poiché esse preservano valori essenziali e contribuiscono al crearsi e ricrearsi di comunità. Al di là e al di sopra del loro impegno religioso, le chiese hanno un ruolo rilevante nella vita del paese attraverso le loro attività culturali, educative, sociali e di beneficenza

Al fine di affermare la libertà dì coscienza e di religione, di stabilire il principio di tolleranza in vista del rispetto per le convinzioni altrui di salvaguardare l'indipendenza

delle chiese come atto di garanzia di tali aspetti, soprattutto al fine di agire in armonia con la Costituzione con gli obblighi internazionali della Repubblica Ungherese, il Parlamento ha approvato la seguente legge

 

CAPITOLO I

IL DIRITTO DI LIBERTA' DI COSCIENZA

 

Par. 1

La Repubblica Ungherese assicura il pacifico esercizio della libertà di coscienza e di religione come diritti fondamentali dell'uomo.

Par. 2

1. I diritti di libertà di coscienza e di libertà di religione comprendono il diritto di scegliere o abbracciare qualsiasi religione o ogni altra convinzione di coscienza senza restrizione, come pure la libertà di manifestare o non manifestare, praticare o insegnare una religione ed un credo religioso attraverso atti, cerimonie religiose o altri mezzi sia individualmente che insieme ad altri, in pubblico o in privato (Cost. par. 60 comma 2).

2. La propria religione o altra convinzione di coscienza può essere comunicata anche attraverso i mass media. In tal caso, saranno osservate le disposizioni della legge in materia di informazione.

Par. 3

Nessuno sarà danneggiato o favorito a motivo della propria religione o convinzione, né per averle espresse o praticate.

2. Nessun dato che si riferisca alla sfera religiosa o ad altra convinzione può essere inserito in alcuna registrazione statale o di altra autorità. Di ogni dato di tale natura già registrato, può essere informato solo l'interessato o, dopo la sua morte, i diretti discendenti.

Par. 4

Nessuno sarà molestato nell'esercizio delle libertà di coscienza e di religione, ma l'esercizio di tali diritti, salva contraria disposizione, non esenterà alcuno dal dovere di fedeltà al governo.

Par. 5

I genitori e i tutori sono legittimati ad assumere decisioni ed opportuni provvedimenti in materia di educazione morale e religiosa dei figli minorenni.

Par. 6

Sarà facilitata la pratica religiosa individuale e collettiva degli adulti e bambini che si trovino sotto la protezione dello Stato nelle istituzioni sociali sanitarie, d'assistenza a bambini e giovani come pure per i reclusi nei penitenziari.

Par. 7

Chiunque presti il suo servizio militare ha il diritto di praticare individualmente la propria religione senza restrizione, in conformità ai regolamenti militari, all'interno della struttura militare.

Par. 8

1. Le persone accomunate da identico credo religioso possono costituire comunità religiose, confessioni, chiese (in seguito chiesa), autonome per la pratica della propria religione.

2. Possono essere costituite chiese allo scopo di compiere ogni attività religiosa che non sia contraria alla Costituzione e non violi la legge.

 

CAPITOLO II

LE CHIESE

DELLA REGISTRAZIONE DELLE CHIESE

 

Par. 9.

1. La chiesa è registrata dal Tribunale della Contea (o Tribunale Municipale avente giurisdizione territoriale (in seguito Tribunale) se:

a) la chiesa sia stata fondata da almeno 100 persone fisiche,

b) la chiesa abbia approvato proprie regole statutarie

c) la chiesa abbia eletto il proprio organo direttivo e e gli organi rappresentativi, e

d) i membri fondatori abbiano dichiarato che la propria organizzazione si uniformerà alle disposizioni del par. 8.

2, Le regole statutarie o leggi interne (in seguito Statuti) della chiesa includeranno, come minimo, quanto segue:

a) nome, sede ed assetto organizzativo, e

b) se qualcuna delle unità organizzative è una persona giuridica la sua denominazione.

3. La denominazione della chiesa non può somigliare ad una delle chiese già registrate, o essere facilmente confusa con denominazioni già stabilite.

Par. 10

1. L'istanza di registrazione sarà presentata da un legittimo rappresentante.

2. Saranno acclusi all'istanza di registrazione i seguenti documenti: lo statuto provato, la dichiarazione di cui al punto d) comma 1 par. 9. come pure la lista dei legali rappresentanti della chiesa.

Par. 11

La registrazione di una chiesa può essere rifiutata se la stessa non adempie alle condizioni di cui al par. 8 e/o i fondatori non hanno adempiuto alle formalità precisate nei par. 9 e 10.

Par. 12

1. Il Tribunale decide sulla registrazione con procedimento non contenzioso entro 60 gg. dalla domanda.

2. Qualora lo Statuto o la legale rappresentanza venissero modificati rispetto a quanto indicato secondo la previsione del comma 2 par. 9, il fatto sarà comunicato al Tribunale entro 30 gg. a cura del rappresentante.

Par. 13

1. La chiesa diverrà persona giuridica con la registrazione e cesserà di esserlo con la cancellazione della registrazione, come pure dal giorno di emanazione di un decreto avente tale efficacia.

2. Lo Statuto dell'unione includerà lo scopo, la denominazione, la sede e l'organizzazione dell'unione. Non può fondarsi unione che abbia come scopo principale quello di avviare un'impresa economica

3. Il Tribunale rifiuterà la registrazione ove gli obiettivi dell'unione siano in contrasto con la Costituzione o con altra disciplina legislativa, ovvero se i fondatori non abbiano ottemperato agli adempimenti statutari previsti al par. 12 ai commi 1 e 2.

4. Circa le controversie non regolate dai precedenti paragrafi da 1 a 3, saranno applicate le regole stabilite per la registrazione, il funzionamento, la sorveglianza e l'estinzione delle chiese.

 

UNIONI DI CHIESE

 

Par. 14

1. Un'unione di chiese sarà registrata dal Tribunale, previa approvazione degli Statuti delle chiese fondatrici, elezione degli organi dirigenti e rappresentativi e presentazione di un'istanza di registrazione al Tribunale da parte del legale rappresentante dell'associazione. L'unione diverrà persona giuridica con la registrazione.

2. Lo Statuto dell'unione includerà lo scopo, la sede e l'organizzazione dell'unione. Non può fondarsi unione che abbia come scopo principale quello di avviare un'impresa economica

3. Il Tribunale rifiuterà la registrazione ove gli obiettivi dell’unione siano in contrasto con la Costituzione o con altra disciplina legislativa, ovvero se i fondatori non abbiano ottemperato agli adempimenti statutari previsti ai commi 1 e 2.

4. Circa le controversie non regolate dai precedenti paragrafi da 1 a 3, saranno applicate le regole stabilite per la registrazione, il funzionamento, la sorveglianza e l'estinzione delle chiese.

 

RELAZIONI TRA CHIESE E STATO

 

Par. 15

1 . Nella Repubblica Ungherese, la chiesa è separata dallo Stato (par. 60 comma 3).

2. Nessun potere statale può essere invocato per conferire vigore a leggi e regolamenti interni delle chiese,

3. Tutte le chiese hanno gli stessi diritti e gli stessi obblighi.

Par. 16

1.Lo Stato non può costituire alcun organo o autorità preposto alla direzione o sorveglianza delle chiese.

2.Se una persona giuridica della chiesa dovesse violare la legge, il pubblico ministeri procederà contro di essa

 

ATTIVITA' EDUCATIVE, SOCIALI E DI BENEFICENZA

 

Par. 17

1. La persona giuridica facente parte della chiesa è legittimata a svolgere ogni tipo di attività educativa, culturale, sociale, di beneficenza, sportiva, di promozione dell'infanzia e di tutela della gioventù che la legge non riservi allo Stato o all'organo statale (o istituzione) competente. All’interno di tale sfera di attività, l'ente può fondare e gestire delle istituzioni.

2. La persona giuridica facente parte della chiesa può condurre ogni tipo di attività di educazione religiosa (su base volontaria), secondo le richieste di studenti e genitori, all'interno delle istituzioni educative e di formazione gestite dallo stato.

 

ECONOMIA DELLE CHIESE

 

Par. 18

1. I beni della persona giuridica facente parte della chiesa sono costituiti soprattutto da donazioni e contributi vari delle persone fisiche, delle giuridiche e degli enti non riconosciuti come anche delle offerte derivanti dai servizi religiosi. La persona giuridica facente parte della chiesa può ricevere donazioni senza bisogno di apposita autorizzazione, attraverso le modalità fissate nella legge interna e nei regolamenti della chiesa interessata.

2. Allo scopo di assicurarsi le basi finanziarie necessarie al proprio fine, l'ente può impegnarsi in attività economiche e, secondo la disciplina specifica per le organizzazioni sociali (codice civile, par. 70-73) può fondare una società o un'associazione economica o può partecipare ad analoghe e iniziative d'impresa.

3. Non saranno considerate economiche le seguenti attività se gestite da una persona giuridica facente parte della chiesa:

a) attività di istituzioni culturali, educative, sociali, dì beneficenza, di assistenza dell'infanzia e di tutela della gioventù;

b) attività di produzione e commercializzazione di pubblicazioni religiose e oggetti ecclesiastici;

c) attività di utilizzazione parziale di edifici di norma usati per scopi della chiesa.

d) esercizi cimiteriali.

Par. 19

1. Lo stato sussidierà istituzioni educative, sociali, sanitarie, sportive, di beneficenza, di assistenza all'infanzia e di tutela della gioventù nella misura prevista per enti statali similari dalle specifiche disposizioni normative; il sussidio deriverà dai fondi del bilancio statale divisi per ogni capitolo di spesa.

2. Il compimento di altre attività non menzionate al punto 1 da parte di persone giuridiche ecclesiastiche può essere finanziato dallo Stato nella misura prevista nella legge sulle condizioni finanziarie delle attività religiose e sociali delle chiese.

 

CANCELLAZIONE DELLE CHIESE DAL REGISTRO

 

Par. 20

1. Su richiesta della più alta autorità della chiesa in Ungheria, il tribunale, cancellerà la chiesa dal registro nel caso in cui la chiesa si sia fusa con un'altra, o separata in due o più chiese, o autodichiaratasi sciolta. Questa disposizione sarà egualmente applicata alle persone giuridiche registrate secondo il comma 3 par. 13, con l'aggiunta che la cancellazione può anche essere richiesta dall'autorità della chiesa interessata se la domanda di registrazione sia stata ritirata.

2. Su istanza del pubblico ministero, il Tribunale cancellerà quella chiesa o persona giuridica dipendente la cui attività sia contraria al comma 2 par. 8, e quella chiesa o persona giuridica dipendente che non abbia in interrotto la propria attività illegale nonostante una pubblica intimazione.

3. Il Tribunale dichiarerà l'estinzione di una chiesa e la cancellerà dal registro qualora essa cessi la propria attività o ometta di amministrare i propri beni.

4. Se una violazione di legge sia intervenuta nel corso del funzionamento di un'unità organizzativa o di un'istituzione ai sensi del comma 3 par. 13, il Tribunale interporrà appello comma 2 contro la più alta autorità della chiesa in Ungheria.

Par. 21

1. Se una chiesa si fonde con un'altra, o si separa in due o più chiese, i suoi beni sono trasferiti in proprietà del legale successore. In caso di separazione, le regole della distribuzione dei beni della chiesa saranno stabilite dalla chiesa stessa.

2. Se una chiesa si è estinta, o il Tribunale ha disposto la sua estinzione, i suoi beni saranno destinati agli scopi elencati nel comma 1 par. 17 o ad altri scopi di pubblico interesse, previo saldo di tutti i creditori.

3. Se una chiesa si estingue, o il Tribunale ne dichiara l’estinzione ed essa non dispone dei suoi beni entro novanta giorni dall’estinzione, in particolare se una chiesa è stata cancellata dal registro secondo il comma 2 par. 20, con i suoi beni si costituirà un fondo (o più fondi), il cui scopo verrà fissato dal Governo, menzionando nel contempo il fondatore. Se le dimensioni del patrimonio non sono in grado di consentire l’istituzione di un fondo, esso sarà devoluto al patrimonio dello Stato, e sarà utilizzato per pubblico interesse. Il modo di utilizzazione di tali beni sarà in ogni caso reso pubblico.

 

Raccolta di fonti normative di diritto ecclesiastico, a cura di G. Barberini sesta ed, Torino, Giappichelli, 2000

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