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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

ISTRUZIONE DEL COMMISSARIATO DEL POPOLO PER LA GIUSTIZIA SULLE MODALITÀ DI ATTUAZIONE DEL DECRETO “SULLA SEPARAZIONE DELLA CHIESA DALLO

STATO E DELLA SCUOLA DALLA CHIESA”

(31 agosto 1918)

Le società ecclesiastiche e religiose

1) Sono soggette al decreto « sulla separazione della chiesa dallo stato e della scuola dalla chiesa»:

a) le chiese: ortodossa, vecchio-credente, cattolica di tutti i riti, armeno-gregoriana, protestante e le confessioni: ebraica, maomettana, buddista-lamaitica;

b) tutte le altre società private religiose, che si sono formate per esercitare un qualsiasi culto sia prima, sia dopo la emanazione del decreto «sulla separazione della chiesa dallo stato e della scuola dalla chiesa»; come pure

c) tutte le società che limitano l’ammissione esclusivamente a persone culturali o di altro genere, perseguono il fine di prestare aiuto o sostegno immediato a qualsiasi culto religioso (come il sostentamento dei ministri di culto o di qualsiasi istituzione, ecc.);

2) tutte le società di cui all’art. 1, a norma del decreto «sulla separazione della chiesa dallo stato e della scuola dalla chiesa», vengono private del diritto di personalità giuridica. Ai singoli membri di queste società è concesso soltanto di organizzare contributi (collette, quote) allo scopo di acquistare beni per fini di culto religioso e per soddisfare altri bisogni religiosi.

3) Le società di beneficenza e quelle di insegnamento e simili, di cui al punto c) dell’art. 1 e ugualmente quelle che in qualunque modo nascondono i propri fini religiosi, vengono sciolte; i loro beni vengono consegnati dai Soviet dei deputati operai e contadini ai competenti Commissariati o sezioni.

I beni destinati alla celebrazione del culto

4) I beni, che al momento della emanazione del decreto «sulla separazione della chiesa dallo stato e della scuola dalla chiesa» si trovavano nell’amministrazione delle chiese ortodosse e in quelle di altre istituzioni e associazioni, si trasferiscono, in forza del decreto, alla gestione immediata dei Soviet locali dei deputati operai e contadini, secondo i principi formulati negli articoli che seguono.

5) Il Soviet locale dei deputati operai e contadini impone ai rappresentanti delle amministrazioni precedenti o alle persone della relativa confessione, nel cui possesso di fatto si trova il tempio e i beni di culto, di presentare in tre esemplari gli inventari dei beni, specialmente quelli destinati ai fini cultuali e rituali. Secondo questo inventano il Soviet dei deputati operai e contadini riceve i beni dai rappresentanti del relativo culto religioso o insieme coll’inventario la consegna per l’uso gratuito a tutti gli abitanti locali della rispettiva religione, e che desiderano usare questi beni di culto; il secondo esemplare dell’inventano colla ricevuta confermata, il Soviet dei deputati operai e contadini lo conserverà presso di sè, il terzo invece sarà inviato al Commissariato del Popolo per l’istruzione pubblica.

6) Il numero necessario degli abitanti locali, che ricevono in uso la proprietà del culto, viene stabilito dal Soviet locale dei deputati operai e contadini, ma non può essere inferiore alle 20 persone.

7) Nel caso di rifiuto da parte dei rappresentanti dell’amministrazione precedente, ossia da parte delle persone nel cui possesso di fatto si trovano i beni di culto, di presentare l’inventano di cui all’art. 5, il presidente del Soviet locale dei deputati operai e contadini, in presenza del gruppo di persone alle quali si consegnano in uso i beni per il culto, o di persone di loro fiducia, con intervento di testimoni, scelti fra gli abitanti del luogo, verifica realmente i beni del culto secondo l’inventano e li consegna al gruppo delle persone della rispettiva religione, che manifesta il desiderio di ricevere in uso la proprietà.

8) Quelli che prendono in uso i beni del culto, si obbligano:

a)a conservarli e custodirli, come patrimonio nazionale a loro affidato;

b) a fare restauri e spese connesse col possesso di questa proprietà, come riscaldamento, assicurazione, tutela, pagamento dei debiti, imposte locali e così via;

c) a fare uso di questa proprietà esclusivamente per bisogni del culto;

d) risarcire, alla riconsegna, i danni causati durante il loro uso, rispondendo solidalmente (cauzione solidale) della loro integrità e conservazione;

e) a tenere presso di sé un inventano di tutti i beni di culto, nel quale saranno registrati tutti gli oggetti di nuova acquisizione, a mezzo di offerte, o ricevuti da altre chiese ecc., che non sono proprietà privata dei singoli cittadini;

f) a non ostacolare le persone inviate dal Soviet dei deputati operai e contadini a fare, non durante la funzione religiosa, periodicamente la verifica e la revisione della proprietà;

g) a restituire immediatamente la proprietà al Soviet dei deputati operai e contadini alla prima loro richiesta, qualora il Soviet dei deputati operai e contadini scopra un abuso o spreco. Tutte queste condizioni vengono comprese nel contratto che il gruppo dei cittadini sopra menzionati conclude col Soviet dei deputati operai e contadini.

9) I templi e le case di preghiera, che hanno valore storico, artistico e archeologico si consegnano secondo una istruzione speciale, elaborata dalla sezione del Commissariato del Popolo per l’istruzione pubblica (per i musei).

10) Tutti gli abitanti della rispettiva religione hanno il diritto di sottoscrivere il contratto indicato nei §§ 5-8 anche dopo la consegna della proprietà, acquistando in tal maniera il diritto di far parte dell’amministrazione dei beni di culto come il gruppo originario.

11) Nel caso di mancanza delle persone che desiderino prendere i beni di culto alle condizioni indicate, il Soviet locale dei deputati operai e contadini pubblica ciò tre volte nei giornali locali ed affigge un corrispondente avviso alle porte degli edifici di preghiera (chiesa).

12) Trascorsa una settimana dopo l’ultima pubblicazione, senza che ci sia stata una dichiarazione di voler prendere la proprietà alle condizioni indicate, il Soviet dei deputati operai e contadini ne riferisce al Commissariato del Popolo per l’istruzione pubblica. Nella sua relazione il Soviet dei deputati operai e contadini indica il tempo in cui fu edificata la casa di preghiera, il suo valore sotto l’aspetto storico, economico, artistico, gli scopi per i quali l’edificio si potrebbe usare, ed altri suggerimenti in proposito.

13) Dopo aver ricevuto la risposta dal Commissariato del Popolo per l’istruzione pubblica, il Soviet dei deputati operai e contadini mette in attuazione la proposta del Commissariato del Popolo per l’istruzione pubblica; qualora essa manchi, esegue le proprie proposte in materia.

14) Gli oggetti, così detti sacri, che si trovano negli edifici sopraindicati, non usati per fini religiosi, possono essere consegnati o a un gruppo di persone della rispettiva confessione, secondo i principi indicati negli artt. 5-8 o ai relativi musei della Repubblica Sovietica.

15) La costruzione di nuove chiese o di case di preghiera è permessa senza difficoltà, osservando però le disposizioni generali tecnico-costruttive, Il preventivo o il piano di costruzione vengono confermati dalla Commissione d’architettura del Soviet locale dei deputati operai e contadini. L’esecuzione della costruzione viene garantita dai fondatori con un versamento di una certa somma in deposito alla Banca di Stato. Questa somma viene stabilita dal Soviet dei deputati operai e contadini e spesa per la costruzione dell’edificio, secondo quanto occorra. La consegna della chiesa costruita per l’uso si fa a norma degli artt. 5-8 della presente istruzione.

Gli altri beni

16) I beni delle società ecclesiastiche e religiose come quelli delle già. esistenti amministrazioni confessionali che non sono destinati per fini cultuali, quali case, terreni, rendite, manifatture, fabbriche di candele ed altre fabbriche, industrie di pesce, foresterie, alberghi, capitali, in genere tutti i beni redditizi che finora non sono presi in gestione dalle istituzioni sovietiche, senza indugio vengono tolti alle suddette associazioni e amministrazioni precedenti.

17) I Soviet locali dei deputati operai e contadini richiedono ai rappresentati delle amministrazioni confessionali già esistenti e alle sezioni della Tesoreria Nazionale, alle Casse di Risparmio e alle persone, nel cui possesso di fatto si trova la proprietà soggetta alla nazionalizzazione, di riferire sotto responsabilità penale, nel termine di due settimane, su tutti i beni che appartengono alle organizzazioni confessionali locali e alle amministrazioni preesistenti.

18) Le relazioni ricevute vengono sottoposte alla verifica da parte di persone a ciò autorizzate dal Soviet dei deputati operai e contadini e sul risultato della verifica si redige un verbale, che si allega all’inventano e ad un atto speciale per i beni delle precedenti amministrazioni delle società ecclesiastiche e religiose. A questa istituzione compete di comunicare tutte le carte e documenti che si riferiscono a questi beni. Il Soviet dei deputati operai e contadini spedisce una copia dell’inventano ad esso presentato e da. esso realmente verificato, ai Commissariati del Popolo per l’istruzione e per il controllo statale.

19) I capitali scoperti in contanti delle amministrazioni prima esistenti e delle società ecclesiastiche o religiose, di qualsiasi titolo e luogo, devono essere ricevuti dal Soviet dei deputati operai e contadini nel termine di due settimane.

Nota. Il Soviet locale dei deputati operai e contadini, in caso di bisogno, può a suo giudizio lasciare a disposizione del gruppo di persone, che fa un contratto indicato negli artt. 5-8, una certa somma per le spese ordinarie necessarie alla celebrazione di funzioni religiose, sino alla fine dell’anno corrente.

20) I capitali delle amministrazioni prima esistenti e delle società ecclesiastiche e religiose, che si trovano presso persone private, sono da richiedersi nel termine di due settimane. I possessori dei capitali sopra indicati, che non ottemperino alla richiesta della consegna dei capitali in questione, sottostanno alla responsabilità penale e civile, come anche in caso di spreco.

21) I capitali ricevuti devono essere depositati dal Soviet dei deputati operai e contadini alla Tesoreria locale, non più tardi di tre giorni dopo averli ricevuti, per essere convertiti in rendita della Repubblica. Questi capitali devono essere inseriti nel corrispondente atto. Il Soviet dei deputati operai e contadini senza indugio informa i Commissariati per l’Istruzione Pubblica per il controllo statale delle somme indicate.

22) Se le società ecclesiastiche o religiose hanno capitali nelle casse di risparmio o nelle sezioni della Banca Nazionale, i libretti delle Casse di risparmio e i relativi documenti di Banca devono essere presentati alla prima richiesta del Soviet dei deputati operai e contadini; questi documenti, dopo essere stati annullati, vengono inseriti nel corrispondente atto, ma il Soviet dei deputati operai e contadini riferisce alle rispettive Casse di risparmio o alle sezioni della Banca Nazionale, della immediata trascrizione di questi capitali nella rendita del demanio. Di ciò vengono anche informati i Commissariati del Popolo per l’istruzione e per il controllo statale.

23) Per ogni uso illegale delle proprietà appartenenti alla Repubblica, o in casi di guasti volontari i colpevoli sono soggetti alle responsabilità penale.

24) Tutte le azioni riguardo al sequestro dei beni ecclesiastici o religiosi devono essere terminate non più tardi di due mesi dal giorno della pubblicazione della presente Istruzione, e le relazioni sulla loro esecuzione devono essere presentate al Commissariato del Popolo per l’istruzione e alla Sezione VIII del Commissariato per la giustizia.

25) Ogni susseguente contestazione sul diritto di persone private alla proprietà delle amministrazioni già esistenti o di società religiose ed ecclesiastiche, nazionalizzate in virtù del decreto « sulla separazione della chiesa dallo stato e della scuola dalla chiesa» avente per base la presente istruzione, verrà decisa secondo l’ordine generale di querela.

I registri ecclesiastici

26) I registri ecclesiastici di tutte le confessioni, per tutti gli anni in cui non sono stati ritirati fino ad oggi dalle direzioni dei concistori ecclesiastici, dalle direzioni urbane (i registri degli ebrei) e dagli altri archivi governativi, sono da consegnarsi immediatamente alle sezioni governative (provinciali) di iscrizione degli atti di stato civile.

27) I registri ecclesiastici di tutte le confessioni, di tutti gli anni, che si trovano nelle chiese delle città e delle campagne, sono da prendersi immediatamente in consegna dal Soviet dei deputati operai e contadini; oltre a ciò, un esemplare si consegni o alle Sezioni locali (urbane, circondariali) d’iscrizione degli atti di stato civile o ai relativi notariati (ove le sezioni notarili fanno l’iscrizione degli atti di stato civile), l’altro esemplare (copia bianca legata alla rustica) è da mandarsi alla Sezione governativa di iscrizione degli atti di stato civile.

Dopo il ritiro dei libri, ai ministri di culto è concesso, su richiesta, di copiare le note necessarie dai Registri ecclesiastici.

28) In conformità al divieto di fare nei passaporti e negli altri documenti ufficiali d’identità, osservazioni indicanti la confessione religiosa dei cittadini, è proibito di fare qualsiasi nota nei passaporti sui riti religiosi compiuti (battesimo, confermazione, circoncisione, matrimonio, funerali, ecc.) e neppure per il divorzio, ammesso dai ministri di culto e dalle istituzioni religiose di qualunque confessione.

Riti e cerimonie religiose

29) Negli uffici statali e negli altri edifici pubblici è assolutamente proibito:

a) compiere riti religiosi e cerimonie (suppliche, ufficio per defunti, ecc.);

b) esporre qualsiasi immagine religiosa (icone, cartine, statue di carattere religioso, ecc.).

30) L’autorità locale sovietica prende tutte le misure per rimuovere le cose indicate nell’articolo precedente e contrarie al decreto sulla libertà di coscienza.

Nota: la rimozione delle immagini religiose che hanno valore artistico e storico e la loro ulteriore destinazione viene regolata di concerto con il Commissariato del Popolo per l’istruzione pubblica.

31) Le Processioni religiose come pure la celebrazione di altri riti religiosi sulle strade e piazze si ammettono soltanto dietro permesso scritto della autorità locale sovietica che gli organizzatori chiederanno volta per volta, almeno due giorni prima delle pubbliche funzioni.

Nel rilasciare tali permessi il Soviet dei deputati operai e contadini si regola secondo l’art. 5 del decreto « sulla separazione della chiesa dallo stato e della scuola dalla chiesa

32) L’autorità sovietica locale allontana e obbliga le competenti persone ad allontanare dalle chiese o dalle altre case di preghiera, che sono patrimonio nazionale, tutti gli oggetti di culto, fatti allo scopo di eternare la memoria di qualsiasi persona appartenente alla dinastia crollata o dei suoi fautori.

L’istruzione religiosa

33) In virtù della separazione della scuola dalla chiesa l’insegnamento di qualsiasi dottrina religiosa in nessun caso è ammesso negli istituti scolastici statali, pubblici, e privati ad eccezione di quelli teologici.

34) Tutti i crediti per l’insegnamento della religione nelle scuole devono essere immediatamente chiusi e gli insegnanti di religione privati di ogni specie di salario. Nessun istituto statale e anche pubblico-giuridico ha il diritto di effettuare qualsiasi pagamento agli insegnanti sia per il tempo presente che per il passato, a decorrere dal mese di gennaio 1918.

35) Gli edifici degli istituti scolastici di tutte le confessioni come quelli delle scuole parrocchiali, si mettano, come patrimonio nazionale, a disposizione del Soviet dei deputati operai e contadini ossia del Commissariato del Popolo per l’istruzione pubblica.

Nota: questi edifici possono essere concessi in affitto o per altro uso dal Soviet dei deputati operai e contadini come per speciali istituti scolastici di tutte le confessioni soltanto in base ai principi generali, validi per tutti i cittadini e di concerto con il Commissariato del Popolo per l’istruzione pubblica.

 

©GB

 

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