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ISTRUZIONI DELLA COMMISSIONE PERMANENTE

PER LE QUESTIONI DEI CULTI SULLE MODALITÀ DI ATTUAZIONE DELLA LEGISLAZIONE SUI CULTI

(16 gennaio 1931)

I. - Scopo e composizione delle associazioni religiose.

1- Per il soddisfacimento in comune delle esigenze religiose i cittadini di uno stesso culto, che abbiano compiuto i 18 anni, possono formare una associazione religiosa o un gruppo di credenti.

2 - I credenti, appartenenti all’associazione religiosa o al gruppo, possono:

a) celebrare riti religiosi;

b) organizzare riunioni di credenti a scopo di preghiera e riunioni per la celebrazione del culto;

c) amministrare i beni di culto;

d) concludere transazioni rientranti nell’ambito del diritto privato, relative all’amministrazione dei beni di culto e alla celebrazione di riti religiosi;

e) prendere parte ai congressi delle associazioni religiose;

f) nominare e assumere ministri del culto per la celebrazione dei riti religiosi.

3 - Le associazioni religiose non sono persone giuridiche ed è fatto loro divieto

a) di istituire casse di mutuo soccorso, ospizi, asili, ricoveri per pellegrini, rifugi per poveri, casse per il rimborso delle spese per funerali e simili;

b) di organizzare cooperative, associazioni agricole, artigiane e altre e di utilizzare i fondi e i beni di culto di cui esse dispongono per uno scopo diverso da quello del soddisfacimento delle necessità religiose;

e) di organizzare riunioni a scopo di preghiera per ragazzi, giovani, donne, ecc.;

d) di organizzare riunioni, circoli, sezioni letterarie, per lavori a mano,. di lavoro, per l’insegnamento della religione e simili;

e) di organizzare escursioni e piazzali per bambini;

f) di aprire biblioteche e sale di lettura;

g) di organizzare sanatori e l’assistenza medica.

4 - Ciascun cittadino può essere membro soltanto di una sola associazione (società o gruppo) di culto religioso.

5 - La zona di attività dei ministri del culto, compresi i predicatori, gli insegnanti, i predicatori del Vangelo e simili deve essere circoscritta alla residenza dei credenti dell’associazione religiosa affidata alle loro cure e alla ubicazione del rispettivo edificio per il culto.

L’attività dei ministri del culto, compresi i predicatori, gli insegnanti, i predicatori del Vangelo e simili, che in forza delle norme del loro rito religioso hanno abitualmente la cura di due o più associazioni religiose, deve essere circoscritta al territorio, dove abitualmente risiedono i credenti di queste associazioni.

I suindicati sacerdoti possono iniziare la loro attività solo dopo che la società religiosa o il gruppo di credenti abbia fornito informazioni sul loro conto all’organo di registrazione secondo il modulo n. 5.

II. - Formazione e impiego dei mezzi finanziari.

6 - La società religiosa o il gruppo di credenti ha facoltà di raccogliere offerte volontarie per il soddisfacimento delle necessità attinenti alla celebrazione del culto e alla manutenzione dell’edificio, nell’edificio stesso per il culto e all’esterno di esso fra i credenti, assistiti dalla rispettiva associazione religiosa. Nel caso di collette all’esterno dell’edificio per il culto la società religiosa deve fornire le informazioni sulla persona cui è stata affidata la colletta, nella città ai Soviet urbani e, nelle località rurali, ai Soviet rurali.

7 -Non è consentita l’istituzione per gli appartenenti ad una associazione religiosa di quote sociali obbligatorie né l’introduzione di tessere con l’annotazione mensile delle offerte.

Qualsiasi riscossione coattiva a favore di associazioni religiose implica la responsabilità in base all’art. 124 del codice penale della RSFSR.

8 - Le offerte volontarie in denaro devono essere registrate mediante la tenuta di un libro delle entrate e delle uscite.

III. — Organi esecutivi.

9 - Per l’amministrazione e l’uso dei beni di culto le associazioni religiose eleggono fra i credenti della rispettiva associazione religiosa gli organi esecutivi:

a) un’associazione religiosa, tre membri;

b) un gruppo di credenti, un rappresentante.

Persone private del diritto di voto, non possono essere elette e non possono essere membri degli organi esecutivi suindicati.

Gli organi che provvedono alla registrazione hanno facoltà di ricusare ogni singolo membro dell’organo esecutivo dell’associazione religiosa o del gruppo di credenti (art. 14 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’8 aprile 1929).

10 - Singoli cittadini, che sono membri degli organi esecutivi delle associazioni religiose o rappresentanti dei gruppi di credenti, possono a nome proprio stipulare transazioni, relative all’amministrazione e il godimento dei beni di culto, e precisamente: contratti per l’assunzione di custodi, per la fornitura di legna, per la riparazione dell’edificio per il culto e dei beni di culto, per l’acquisto dì prodotti e di beni per la celebrazione dei riti religiosi, delle cerimonie e per lo svolgimento di simili funzioni, strettamente e direttamente connessi ai riti del rispettivo culto religioso, come pure per l’affitto di locali per le riunioni a scopo di preghiera.

11 - Per la verifica dei beni di culto e delle somme in denaro, ricavate per mezzo di contribuzioni e offerte volontarie,la società religiosa può eleggere fra i suoi componenti una commissione di revisione composta di non più di tre persone.

12 - I congressi e i consigli locali, repubblicani, panrussi e panfederali possono eleggere fra i propri partecipanti gli organi esecutivi per la esecuzione delle deliberazioni dei congressi e consigli.

Annotazioni. - Rientrano nel numero degli organi esecutivi dei congressi e dei consigli religiosi anche le cosidette amministrazioni ecclesiastiche..

Il numero dei membri degli organi esecutivi dei congressi panrussi o panfederali non può essere superiore a 10 e di quelli locali superiore a 5.

Le deliberazioni e le disposizioni dei congressi e consigli religiosi e dei loro organi esecutivi, come pure delle cosidette amministrazioni ecclesiastiche possono essere attuate solo per via di esecuzione volontaria da parte dei credenti.

13 - Gli organi esecutivi dei congressi e consigli religiosi non hanno personalità giuridica (art. 22 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’8 aprile 1929).

I membri degli organi esecutivi dei congressi e dei consigli religiosi possono utilizzare i mezzi ricevuti sia da singoli membri sia da associazioni religiose solo per il pagamento delle spese relative al mantenimento dell’organo esecutivo.

14. - La zona di attività degli organi esecutivi dei congressi e dei consigli religiosi è circoscritta al luogo ove si trovano le società religiose e i gruppi di credenti, rappresentate dal rispettivo congresso o consiglio o che riconoscono volontariamente la rispettiva amministrazione.

15 - Gli organi esecutivi delle associazioni religiose o dei gruppi di credenti, come pure quelli dei consigli e dei congressi religiosi possono usare stampati, timbri e moduli con l’indicazione della loro denominazione solo per pratiche di carattere religioso. Tali stampati, timbri e moduli non possono contenere emblemi e motti stabiliti per gli istituti e gli organi delle autorità. sovietiche.

16 - Le riunioni dei credenti sono pubbliche. Negli edifici di culto e nei locali appositamente adatti per le riunioni a scopo di preghiera esse possono svolgersi senza notifica alle autorità.

17 - Nei locali che non siano appositamente adatti (per es. nelle abitazioni) le riunioni a scopo di preghiera possono aver luogo dietro autorizzazione, nelle località rurali, del Soviet rurale, e nelle località urbane, del Soviet urbano.

18 - Le riunioni dei credenti per le discussioni di questioni connesse alla celebrazione del culto possono aver luogo dietro autorizzazione nelle località rurali, del Soviet rurale, e nelle località urbane, del Soviet urbano.

19 - Nella notifica degli organi esecutivi delle associazioni religiose riguardanti la convocazione di una riunione devono essere indicati: la data, il luogo della riunione e il presunto numero dei partecipanti alla medesima, nonché l’elenco delle questioni che devono essere discusse.

A richiesta dell’organizzatore può essere rilasciata una ricevuta comprovante la presentazione della notifica, purché essa soddisfi ai requisiti sopra esposti.

Le notifiche di convocazione di una riunione devono essere presentate per iscritto al più tardi tre giorni prima della predisposta riunione a scopo di preghiera e al più tardi io giorni prima della predisposta riunione.

La deliberazione circa l’autorizzazione o il divieto di convocare la riunione deve essere comunicata al più tardi due giorni prima della predisposta riunione.

20 - Le riunioni (sedute) degli organi esecutivi e di revisione dei gruppi di credenti e delle associazioni religiose possono svolgersi senza notifica alle autorità e senza l’autorizzazione delle medesime.

21 - Promotori della convocazione e organizzatori dei congressi e consigli religiosi possono essere le associazioni religiose e i gruppi di credenti, i loro organi esecutivi, come pure gli organi esecutivi dei congressi religiosi.

Nella richiesta di autorizzazione di un congresso o di un consiglio religioso devono essere indicati: la data e il luogo di convocazione, il numero dei delegati, il territorio rappresentato dalla riunione o dal consiglio, l’elenco delle questioni che devono essere discusse e il cognome, nome e paternità, la professione e il domicilio dell’organizzatore o degli organizzatori.

A richiesta dell’organizzatore può essere rilasciata una ricevuta comprovante la presentazione della notifica, qualora essa soddisfi ai requisiti sopra esposti.

22 - I congressi e i consigli locali, repubblicani, panrussi e panfederali possono aver luogo in base all’autorizzazione:

a) del Comitato Esecutivo rionale o della provincia autonoma, qualora il congresso rappresenti il territorio di un rione o di una provincia autonoma;

b) del Comitato Esecutivo regionale o di quello provinciale, qualora venga convocato un congresso regionale o provinciale o qualora il congresso rappresenti due o più rioni di una provincia o regione;

c) del Comitato Esecutivo centrale della RSFSR, qualora venga convocato un congresso panrusso o panfederale nel territorio della RSFSR, o qualora il congresso rappresenti il territorio di due o più repubbliche autonome, regioni o provincie.

Annotazione. - Al numero dei congressi e consigli religiosi appartengono anche i congressi degli arcipreti e simili.

23 - La richiesta di autorizzazione per un congresso o consiglio locale e repubblicano deve essere presentata almeno un mese, e per un congresso o consiglio panrusso o panfederale almeno due mesi prima della convocazione del congresso o del consiglio.

La deliberazione di autorizzazione o divieto di convocare un congresso o un consiglio locale o repubblicano deve essere comunicata all’organizzazione responsabile entro15 giorni e quella concernente un congresso o consiglio panrusso o panfederale entro un mese dalla data della presentazione della richiesta.

V. — Processioni e cerimonie.

24 - Negli istituti o imprese statali, pubblici, cooperativi o privati non è ammessa la celebrazione di qualsiasi rito religioso di un culto, né la collocazione di qualsiasi oggetto per il culto.

È fatto divieto di celebrare riti religiosi in locali pubblici e presso le varie convivenze.

Il presente divieto non si applica:

a) alla celebrazione, in locali appositamente isolati, di funzioni religiose a richiesta di morenti o di malati gravi, che si trovino in ospedali e in luoghi di reclusione, come pure alla celebrazione di funzioni religiose nei cimiteri e nei crematori;

b) alle immagini d’indole religiosa (statue, quadri), che abbiano un valore artistico, storico o da museo, e che si trovino in musei, gallerie e simili istituti.

25 - La visita a domicilio a richiesta dei credenti per la celebrazione di uffici divini e nei giorni di feste religiose può aver luogo in ogni singolo caso dietro autorizzazione, nelle località urbane, del Soviet urbano.

Tali visite a domicilio non sono consentite in tempo di epidemie nelle rispettive località.

26 - In singoli casi la celebrazione di funzioni religiose presso abitazioni private, e precisamente: di messe di requiem, di battesimi, di trasporto di icone a domicilio ecc., può aver luogo senza autorizzazione delle autorità e senza notifica alle medesime.

Nel caso di celebrazione di funzioni religiose presso malati affetti da malattie contagiose devono essere osservate le norme d’igiene stabilite (Circolare del Commissariato della Sanità Pubblica della RSFSR del 26 ottobre 1923, n. 249, bollettino del Commissariato della Sanità Pubblica del 1923, n. 22).

27 - Le processioni religiose, come pure la celebrazione di funzioni religiose e di cerimonie all’aperto sono ammesse in seguito a speciale autorizzazione da concedersi in ogni singolo caso, nelle località rurali e nelle città che non siano centri amministrativi, dal Comitato Esecutivo rionale, e nelle città direttamente dipendenti dai Comitati Esecutivi centrali delle repubbliche autonome e dai loro Comitati Esecutivi regionali o provinciali, da parte dei Soviet di dette città. Non occorrono autorizzazioni per le funzioni religiose all’aperto relative a funerali.

Per le processioni religiose, che costituiscono parte integrale dell’ufficio divino e che si svolgono attorno all’edificio per il culto sia nelle città che nelle località rurali, non occorrono nè autorizzazioni delle autorità né notifiche alle medesime, a condizione che le processioni non intralcino il normale traffico stradale.

Le autorizzazioni per processioni religiose oltre i confini del territorio, posto sotto la giurisdizione di una data associazione religiosa, vengono rilasciate secondo il disposto dell’art. 6i del decreto del Comitato esecutivo centrale panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’8 aprile 1929.

28 - La richiesta per il rilascio di un’autorizzazione per una processione religiosa o una cerimonia deve essere presentata per iscritto al più tardi 15 giorni prima della data fissata per la processione o la cerimonia.

Nella richiesta devono essere indicati:

a) il carattere della processione;

b) il giorno, il mese e l’ora dell’inizio delle processioni e la loro durata;

e) il preciso itinerario;

d) il presunto numero dei partecipanti.

Se la richiesta corrisponde ai suddetti requisiti, viene rilasciata una ricevuta comprovante la sua presentazione.

La deliberazione circa l’autorizzazione o il divieto di organizzare la processione deve essere comunicata al più tardi tre giorni prima della data della processione progettata.

VI. - Registrazione

29 - Le associazioni religiose locali di cittadini credenti vengono registrate nelle località rurali e nelle città, che non siano centri amministrativi, presso il Comitato esecutivo rionale, e nelle città poste sotto la giurisdizione diretta dei Comitati esecutivi regionali e provinciali o dei Comitati esecutivi centrali delle repubbliche autonome, presso i Soviet di tali città.

Una società religiosa può essere formata da un numero di cittadini che non sia inferiore a 20. Un gruppo di credenti viene formato da cittadini che per l’esiguità del loro numero non possano formare una società religiosa.

Una società religiosa o un gruppo di credenti può iniziare la propria attività solo dopo aver provveduto alla registrazione nel luogo della propria residenza.

30 - Ai fini della registrazione di una società religiosa o di un gruppo di credenti i loro fondatori devono presentare:

a) una richiesta di registrazione in base al modulo n. 1;

b) l’elenco dei fondatori della società religiosa costituita da non meno di 20 persone o un elenco di credenti in base al modulo n. 2.

A documentare la presentazione della richiesta viene rilasciata una ricevuta.

Le persone, che abbiano deliberatamente fornito informazioni false nella richiesta di registrazione, ne sono responsabili.

31 - Gli organi che provvedono alla registrazione sono tenuti a registrare la società religiosa o il gruppo di credenti entro un mese dalla presentazione della richiesta ovvero a comunicare il rifiuto della registrazione (art. 7 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’8 aprile 1929).

VII. - La liquidazione delle associazioni religiose.

32 - La registrazione di un’associazione religiosa viene annullata dietro richiesta dei firmatari della richiesta di registrazione, qualora il numero di quelli che hanno sottoscritto sia inferiore a venti.

33 - Le società religiose o i gruppi di credenti registrati sono tenuti a comunicare entro un mese dalla data di registrazione all’organo che effettuò la registrazione i dati circa il luogo delle riunioni a scopo di preghiera e delle sedute loro e degli organi esecutivi, e nel caso che non disponessero di locali speciali per le riunioni a scopo di preghiera, devono essere comunicati anche i dati circa il luogo delle riunioni della società religiosa o del gruppo.

34 - Qualora nell’attività delle associazioni religiose venissero scoperte delle infrazioni alle norme stabilite per esse, gli organi incaricati della registrazione devono invitarle ad eliminare le irregolarità notate entro un determinato termine.

Contro la deliberazione di liquidazione della società religiosa o del gruppo di credenti emessa dal Comitato Esecutivo rionale o dal Soviet urbano, può essere presentato ricorso ai Comitati Esecutivi Centrali delle Repubbliche autonome o ai Comitati Esecutivi provinciali (regionali).

35 - Nel caso di presentazione di ricorso, la registrazione della società religiosa o del gruppo di credenti viene annullata e la liquidazione ha luogo solo dopo che il ricorso dei credenti sia stato respinto dal Comitato Esecutivo Centrale della Repubblica o dal Comitato Esecutivo provinciale (regionale).

VIII. - Edifici e beni di culto.

36 - Le associazioni di culto religioso (società e gruppi) possono, per il soddisfacimento delle loro necessità, utilizzare speciali locali per riunioni a scopo di preghiera. Ogni associazione religiosa può possedere a tale scopo solo un locale.

37 - Come locali per la celebrazione del culto e per lo svolgimento delle riunioni a scopo di preghiera possono servire o edifici appositamente costruiti (chiese ortodosse, cattoliche, luterane, moschee, pagode, cappelle ecc.) o locali disabitati tanto in case private quanto in quelle municipalizzate o nazionalizzate.

Il contratto per l’affitto di locali disabitati sia in case private che in quelle municipalizzate o nazionalizzate può essere annullato a norma di legge per via giudiziaria, indipendentemente dai termini contrattuali, qualora si verifichi una acuta crisi degli alloggi, riconosciuta da un decreto del Soviet urbano

38 - Tutti gli speciali edifici e locali per il culto, compresi quelli appositamente destinati a servire di alloggio per il custode sono nazionalizzati,. registrati e si trovano sotto la sovrintendenza dei Soviet urbani locali e dei Comitati Esecutivi rionali.

Gli edifici e i beni per il culto che hanno un valore storico, artistico o da museo si trovano inoltre sotto la sovrintendenza della sezione scientifica dei Commissariato del Popolo per l’Istruzione Pubblica e sono registrati presso la medesima.

39 - Gli edifici per il culto, i beni per il culto che vi si trovano e le case dei custodi sono dati in godimento gratuito ai credenti, che hanno formato un’associazione religiosa, in base ad un contratto-tipo (v. allegato n. 7)..

La cessione in godimento ai credenti degli edifici e dei beni di culto viene effettuata a nome del Soviet urbano o del Comitato esecutivo rionale.

40 - La cessione in godimento ai credenti, riuniti in comunità religiose,. degli edifici per il culto e dei beni, che sono registrati come monumenti storici, artistici o da museo, viene effettuata con la partecipazione del rappresentante del Comitato Esecutivo rionale, dei rappresentanti della sezione scientifica del Commissariato del Popolo per l’Istruzione Pubblica o del suo organo locale in base ad un contratto speciale (v. allegato).

41 - Gli edifici speciali per il culto possono essere ceduti per l’uso in comune contemporaneamente a due società di credenti della stessa confessione, ma appartenenti a correnti diverse, mediante la divisione dell’edificio.

In questo caso le autorità stipulano contratti separati con ciascuna delle due società.

42 - Una società religiosa ha facoltà dietro autorizzazione delle autorità di concedere l’uso a turno dello stesso locale ad un’altra società o gruppo di credenti.

43 - I contratti circa la cessione degli edifici per il culto e gli elenchi dei beni di culto che vi si trovano vengono stesi in due o, se si trovano sotto-la soprintendenza della sezione scientifica del Commissariato del Popolo per l’Istruzione Pubblica, in tre esemplari e vengono firmati da una parte da un funzionario del Comitato Esecutivo rionale o del Soviet urbano, e dall’altra da non meno di venti rappresentanti della rispettiva comunità religiosa,. e, se l’edificio o i beni per il culto si trovano sotto la soprintendenza della sezione scientifica, anche dai rappresentanti di quest’ultima.

44 - Tutti i beni di culto dati in godimento ai credenti devono essere registrati in un inventano. In detto inventano devono essere indicati la denominazione, le dimensioni o il peso e lo stato dei beni dati in godimento, nonché il materiale onde gli oggetti stessi sono fatti (v. modulo n. 8).

45 - Nell’inventano devono essere registrati tutti gli oggetti di culto e di uso comune, sia offerti o acquistati coi mezzi volontariamente offerti,. sia quelli trasferiti da altri edifici per il culto.

Tutte le offerte in natura, fatte per servire da ornamento all’edificio e agli oggetti di culto, devono essere registrate man mano che vengono ricevute.

46 - Le offerte volontarie (in denaro e in natura), fatte per servire alla manutenzione dell’edificio per il culto (riscaldamento, illuminazione, restauro dell’edificio e dei beni di culto) o per le necessità della celebrazione delle funzioni e delle cerimonie del culto (candele, olio, incensi aromatici, e simili),come pure le offerte in denaro e in natura fatte a favore dei ministri dei culto, non devono essere registrate nell’inventano.

47 - Con la conoscenza e col consenso del Comitato Esecutivo rionale o del Soviet urbano, a nome dei quali è stipulato il contratto coi credenti, gli oggetti di culto religioso deteriorati inservibili sono eliminati dall’inventano mediante annotazioni fatte in esso dai funzionari del rispettivo Comitato Esecutivo o del Soviet urbano e dai rappresentanti delle comunità religiose e dei gruppi, e possono essere trasmessi alle rispettive autorità.

48 - Vengono considerate come case del custode i piccoli locali, situati entro il recinto dell’edificio per il culto o presso il medesimo, destinati ad uso esclusivo di abitazione delle persone, che hanno l’obbligo di custodire l’edificio e i beni di culto.

Questi locali costituiscono parte integrante dell’edificio per il culto e insieme con gli altri beni per il culto nazionalizzati vengono dati in godimento gratuito ai credenti.

Le case dei custodi devono essere utilizzate dalle associazioni religiose secondo la loro destinazione esclusivamente a uso di abitazione delle persone che funzionano da custode.

49 - Se presso gli edifici per il culto nelle località rurali manca un locale a uso di abitazione per il custode, in tal caso ai credenti che hanno formato una comunità religiosa, è data facoltà di costruire coi propri mezzi una casa per il custode accanto all’edificio per il culto, a condizione che vengono osservate le norme vigenti sulle modalità per la costruzione di fabbricati.

50 - Qualunque persona ha il diritto di abitare la casa del custode, fintanto che funge da custode nei riguardi dell’edificio e dei beni dati in godimento alla comunità religiosa.

51 - I credenti, che hanno ricevuto in godimento l’edificio e i beni di culto si assumono l’obbligo, nella persona dei cittadini che hanno firmato il contratto

1) di custodire e prescrivere i beni dello Stato loro affidati;

2) di provvedere al restauro dell’edificio per il culto, come pure di sopportare le spese connesse al possesso e all’uso di tali beni (riscaldamento, assicurazione, custodia, pagamento delle imposte sui fabbricati e dell’imposta fondiaria);

3) di provvedere all’assicurazione degli edifici per il culto in conformità dell’art. 13 del Decreto sulla assicurazione statale obbligatoria dell’URSS.

Annotazione - I beni che servono al culto abitualmente dati in godimento alle comunità e ai gruppi religiosi, possono essere assicurati a volontà..

4) di servirsi di tali beni esclusivamente per il soddisfacimento delle necessità religiose dei credenti (cfr. art. 3);

5) di risarcire i danni, causati allo Stato in seguito al deterioramento ed all’ammanco dei beni;

6) di tenere presso di sé un certificato attestante la registrazione, il contratto relativo alla presa in consegna e al godimento dei beni per il culto e di uso comune e l’inventano dei beni;

7) di permettere in ogni momento (ad eccezione delle ore in cui vengono celebrati l’ufficio divino e le funzioni religiose e recitate le preghiere) senza frapporre difficoltà ai rappresentanti dei Comitati Esecutivi e dei Soviet la verifica e l’esame periodico dei beni.

52 - Il contratto, stipulato con la società religiosa per il godimento dell’edificio per il culto può essere rescisso nei seguenti casi:

1) se i credenti, che hanno il godimento dell’edificio e dei beni per culto, intendono essi stessi di annullare il contratto e se dopo l’annullamento delle firme da parte dei firmatari del contratto in tale documento e nello inventano dei beni per il culto, il numero delle firme rimaste risulta inferiore a venti;

2) se a causa della fatiscenza dell’edificio per il culto è stata riconosciuta la necessità della sua demolizione e se la demolizione è stata confermata da un decreto del Presidium del Comitato Esecutivo provinciale (regionale) o dal Comitato Esecutivo Centrale della Repubblica autonoma (art. 52 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’8 aprile 1929)

3) se l’associazione religiosa non mantiene le condizioni del contratto e, in particolare, se essa non effettua il pagamento delle somme menzionate al § 2 dell’art. 51 della presente istruzione;

4) se l’associazione religiosa non esegue le disposizioni dei Comitati Esecutivi (rinnovo della registrazione, riparazioni) o se l’associazione religiosa si rifiuta di eseguire la riparazione, indicata nell’atto d’ispezione delle commissioni tecniche speciali (art. 51 del decreto del Presidium del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’8 aprile 1929);

5)se secondo le modalità stabilite dal decreto del Presidium del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’8 aprile 1929è stata definitivamente stabilita la chiusura (liquidazione) dei rispettivi edifici per il culto (artt. 36 e 37 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’8 aprile 1929).

53 - La riscossione dell’imposta sui fabbricati, dell’imposta fondiaria e del premio di assicurazione a carico delle società religiose viene effettuata secondo le seguenti norme:

a) dietro invito all’organo esecutivo di quella associazione religiosa, a disposizione della quale è stato messo in base al contratto l’edificio per il culto, di effettuare il pagamento della imposta sui fabbricati, della imposta fondiaria e del premio di assicurazione, con l’avvertenza che, se il pagamento dell’imposta sui fabbricati, di quella fondiaria e del premio di assicurazione non verrà effettuato entro il termine stabilito, il contratto sarà annullato e l’edificio per il culto dato in godimento alla società religiosa, le sarà tolto;

b) nel caso di mancato pagamento delle somme su indicate entro due mesi dopo il termine fissato per il pagamento la sezione finanziaria locale si rivolge al Comitato Esecutivo rionale o al Soviet urbano in quelle città, che sono elevate ad unità amministrative indipendenti, con la domanda di annullare il contratto e di togliere l’edificio alla società religiosa, alla disposizione della quale esso è stato messo e che non ha provveduto entro il termine utile al pagamento della imposta sui fabbricati, della imposta fondiaria e del premio di assicurazione;

c) non è ammessa né l’apposizione di sigilli agli edifici prima dell’annullamento del contratto secondo le modalità del comma precedente, né le condanne al pagamento di multe o il sequestro dei beni di. proprietà sia dei singoli cittadini, appartenenti alla società religiosa, sia del suo organo esecutivo per il mancato pagamento entro il termine utile dell’imposta sui fabbricati, dell’imposta fondiaria e del premio di assicurazione.

54 - La stipulazione di un nuovo contratto con una società religiosa nella persona di un nuovo gruppo di cittadini, che firmino il nuovo contratto, può aver luogo a condizione che tale società paghi il debito accumulatosi durante il tempo trascorso, o a condizione che essa si assuma l’impegno di liquidare il debito.

55 - Il diritto di annullare il contratto e di interdire ai credenti l’uso dell’edificio per il culto appartiene esclusivamente ai Comitati Esecutivi Centrali delle repubbliche autonome e ai Presidium dei Comitati esecutivi regionali (provinciali) (artt. 43 e 51 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’S aprile 1929).

56 - Le proposte tendenti ad annullare il contratto e ad interdire ai credenti l’uso dell’edificio vengono fatte per il tramite dei Presidium del rispettivo Soviet urbano o del Comitato Esecutivo rionale.

57 - La disposizione del Comitato Esecutivo Centrale della Repubblica autonoma o del Pnesidium del Comitato Esecutivo Regionale (provinciale) circa l’annullamento del contratto e l’interdizione dell’uso dell’edificio ai credenti viene notificata contro ricevuta ai credenti, che formarono la comu­nità religiosa, nella persona del suo organo esecutivo.

58 - Se entro 15 giorni dalla data della notifica i credenti che formarono la comunità religiosa ricorrono al Presidium del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso contro la disposizione d’annullamento del contratto e l’interdizione dell’uso dell’edificio ai credenti, tutta la pratica viene trasmessa per la decisione del caso al Presidium del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso per il tramite dei Comitati Esecutivi Centrali delle Repubbliche autonome e dei Comitati Esecutivi Regionali (provinciali).

59 - In caso di ricorso, il contratto coi credenti perde la sua validità e l’interdizione dell’uso dell’edificio per il culto ai credenti ha luogo solo dopo la conferma da parte del Presidium del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso della disposizione del Comitato Esecutivo Centrale della Repubblica autonoma o del Presidium del Comitato Esecutivo Regionale (provinciale).

60 - L’annullamento del contratto con la rispettiva società religiosa e l’interdizione dell’uso dell’edificio per il culto non porta per sé a una definitiva chiusura del luogo di preghiera e alla sua cessione ad un’altra società religiosa.

61 - Se un edificio per il culto a causa della sua fatiscenza minaccia di crollare, le autorità hanno facoltà di vietare l’organizzazione in esso di riunioni di credenti a scopo di preghiera o ad altro scopo, e di prendere d’urgenza i provvedimenti per l’ispezione dell’edificio da parte di una commissione tecnica in conformità degli articoli 46-48 del decreto del Comitato Esecutivo Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo della RSFSR dell’8 aprile 1929.

62 - L’atto d’ispezione della commissione tecnica viene steso in quattro esemplari, di cui uno viene consegnato alla amministrazione del controllo edilizio, il secondo viene trasmesso al Comitato Esecutivo rionale o al Soviet urbano, il terzo, al rispettivo ufficio della sezione scientifica del Commissariato del Popolo per l’istruzione pubblica e il quarto all’organo esecutivo dell’associazione religiosa.

63 - Le conclusioni e le deduzioni della commissione tecnica, esposte nell’atto d’ispezione sono obbligatorie e hanno forza esecutoria (art. 49 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari. del Popolo della RSFSR dell’8 aprile 1929).

64 - Nel caso che la commissione tecnica abbia accertato la necessità di effettuare la riparazione di un dato edificio per il culto, il Soviet urbano e il Comitato Esecutivo rionale devono in base all’atto della su indicata commissione invitare l’organo esecutivo dell’associazione religiosa a provvedere alla. riparazione necessaria entro il termine indicato nell’atto (art. 50 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del. Popolo della RSFSR dell’8 aprile 1929).

65 - Un edificio per il culto può essere liquidato:

a) qualora, a causa della sua fatiscenza, la commissione tecnica riconosca la necessità della sua demolizione. In questo caso l’edificio per il culto è soggetto alla demolizione secondo le modalità stabilite dagli artt. 52 e 53 del decreto del Presidium del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo della RSFSR dell’8 aprile 1929;

b) qualora l’edificio occorra per necessità pubbliche e la grande maggioranza della popolazione della rispettiva località ne faccia apposita richiesta.

La cessione dell’edificio per il culto per necessità pubbliche o statali avviene secondo le modalità previste dagli artt. 36, 37, 41 e 42 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’S aprile 1929.

66 - Nel caso che i credenti ricorrano contro il provvedimento di eliminazione dell’edificio per il culto secondo le modalità stabilite dall’art. 3 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo della RSFSR dell’8 aprile 1929, tutta la pratica relativa alla eliminazione viene trasmessa al Presidium del Comitato Centrale Panrusso coi seguenti documenti:

a) relazione con l’indicazione della distanza del luogo di preghiera.. dello stesso culto, la dimensione e lo stato di quest’ultimo;

b) copia provvedimenti sulla questione;

c) piano per la utilizzazione dell’edificio;

d) progetto di ricostruzione;

e) informazione circa le somme necessarie e disponibili per la ricostruzione.

67 - Nel caso di liquidazione di edifici per il culto la distribuzione dei. beni di culto avviene secondo le modalità stabilite dall’art. 40 del decreto del. Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo. della RSFSR dell’8 aprile 1929.

Gli oggetti che hanno un valore speciale per la celebrazione del culto, nel caso che le associazioni religiose si rifiutassero di accettarli, possono essere distrutti se non hanno un particolare valore.

68 - La liquidazione degli edifici per il culto e dei beni per il culto viene effettuata da un rappresentante del rispettivo comitato esecutivo rionale o del Soviet urbano.

69 - Il trasferimento degli edifici per il culto da un luogo in un altro è consentito nei casi in cui gli stessi credenti, che li hanno in godimento ne fanno richiesta, oppure quando il trasferimento dell’edificio è richiesto dalla maggioranza della popolazione lavoratrice.

Il trasferimento degli edifici per il culto può essere effettuato solo in base ad un’autorizzazione del Comitato Esecutivo Centrale di una RAAS (Repubblica Autonoma Socialista Sovietica) o dei Comitati Esecutivi regionali o provinciali a richiesta degli organi che provvedono alla registrazione delle associazioni religiose.

Il trasferimento viene effettuato a spese dei credenti, osservando le norme generali tecnico-edilizie e, quando si tratta di edifici che abbiano un valore da museo, devono essere osservate anche le norme stabilite al riguardo.

Nei casi in cui i credenti ricorrono contro le decisioni degli organi suindicati la questione del trasferimento viene risolta secondo le modalità di cui agli .artt. 36 e 37 del decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo della RSFSR dell’8 aprile 1929.

IX. - Resoconti e registrazioni.

70 - Sulla composizione degli organi d’ispezione e di revisione e su tutte le variazioni che avvengono in seno ad essi, le società religiose e i gruppi di credenti hanno l’obbligo d’informare entro dieci giorni le autorità, che provvidero alla registrazione delle associazioni stesse.

Le informazioni devono essere presentate in due copie, secondo il modulo n. 2.

A conferma della ricezione dell’elenco dei membri dell’organo esecutivo e religioso viene rilasciata alla società religiosa o al gruppo di credenti una ricevuta secondo il modulo n. 4.

71 - Sui ministri del culto, predicatori religiosi, insegnanti e simili, che prestano la loro opera in favore di una società religiosa o di un gruppo di credenti, le informazioni devono essere presentate all’organo, che provvede alla registrazione dell’associazione religiosa, in due copie secondo il modulo n. 5.

A conferma della ricezione delle informazioni viene rilasciata una ricevuta secondo il modulo n. 6.

72 - L’incremento di un congresso o di un consiglio (verbali, deliberazioni e relazioni) unitamente agli elenchi dei membri dell’organo esecutivo eletto stesi in due copie secondo il modulo n. 2 deve essere presentato all’organo che ha rilasciato l’autorizzazione per il congresso o il consiglio.

A conferma della ricezione dell’incartamento e dell’elenco dei membri dell’organo esecutivo viene rilasciata una ricevuta secondo il modulo n. 4.

73 - La registrazione delle società religiose e dei gruppi di credenti entro un dato territorio viene effettuata dagli organi che provvedono alla registrazione delle associazioni religiose in base a pratiche individuali istituite per ogni singola associazione religiosa.

74 - La pratica individuazione di ogni associazione religiosa deve contenere quanto segue:

a) copia del certificato attestante la registrazione;

b) elenco dei fondatori secondo il modulo stabilito;

c) elenco dei membri dell’organo esecutivo;

d) elenco dei membri della commissione di revisione;

e) elenco dei ministri del culto;

f) copia del contratto relativo alla cessione in godimento gratuito ai credenti dell’edificio per il culto o una copia relativa all’affitto, se le riunioni a scopi di preghiera si svolgono in locali affittati;

g) copia dell’inventano dei beni per il culto e copia dell’inventano dei beni di uso comune;

h) tutti gli altri documenti ed informazioni relative alla società o gruppo, tanto quelli presentati per una nuova registrazione quanto quelli che in seguito vengono presentati e che si riferiscono a qualsiasi variazione avvenuta nella composizione dei beni dati in godimento e fra i membri dell’associazione religiosa, dell’organo esecutivo, della commissione di revisione fra i sacerdoti, ecc.

75 - Gli organi che provvedono alla registrazione delle associazioni religiose, comunicano ai comitati esecutivi superiori i dati numerici che si riferiscono a tali associazioni usando i moduli ed entro i termini stabiliti dalla Commissione permanente presso il Presidium del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso per gli affari del culto.

I Comitati Esecutivi Centrali delle repubbliche autonome, i comitati esecutivi regionali e provinciali, sommando i dati ricevuti dai comitati esecutivi dipendenti, li comunicano alla Commissione permanente presso il Presidium del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso per gli affari del culto.

X. -Sorveglianza.

76 - La sorveglianza sull’attività delle associazioni religiose, come pure sulla conservazione degli edifici e dei beni per il culto è affidata agli organi che provvedono alla registrazione; nelle località rurali tale sorveglianza è affidata ai Soviet rurali (decreto del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso e del Soviet dei Commissari del Popolo dell’8 aprile 1929).

 

77. - Elencazione degli atti normativi abrogati

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