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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

STATUTO DI ORGANIZZAZIONE DELLA CHIESA ORTODOSSA RUSSA APPROVATO DAL CONCILIO LOCALE

(31 GENNAIO 1945)

Nella Chiesa Ortodossa Russa il potere supremo in materia di fede, di amministrazione ecclesiastica e del tribunale ecclesiastico, cioè il potere legislativo, amministrativo e giudiziario, spetta al Concilio locale, convocato periodicamente e composto di vescovi, ecclesiastici e laici.

I - Il Patriarca

1) In conformità al can. 34 dei SS. Apostoli, la Chiesa Ortodossa Russa riconosce come suo capo il Beatissimo Patriarca di Mosca e di tutta la Russia e viene da lui amministrata in comune col Santo Sinodo.

2) Il nome del Patriarca viene solennemente commemorato durante le funzioni religiose in tutte le chiese della Chiesa Ortodossa Russa, sia dell’URSS sia dell’estero, secondo la seguente formula: « Per il Beatissimo Padre nostro (nome), Patriarca di Mosca e di tutta la Russia ».

3) Il Patriarca ha il diritto di rivolgersi con lettere pastorali su questioni ecclesiastiche a tutta la Chiesa Ortodossa Russa.

4) Il Patriarca, a nome della Chiesa Ortodossa Russa, conduce le trattative degli affari della Chiesa con i capi delle altre Chiese ortodosse autocefale.

5) Il Patriarca, in caso di bisogno, dà agli Eccellentissimi Vescovi consigli fraterni riguardanti il loro ufficio e la loro amministrazione.

6) Al Patriarca spetta premiare gli Eccellentissimi Vescovi con i titoli previsti e le maggiori onorificenze ecclesiastiche.

7) Il Patriarca, onde risolvere importanti questioni ecclesiastiche già preparate, convoca, previa autorizzazione del Governo, il Concilio degli Eccellentissimi Vescovi assumendone la presidenza; inoltre, qualora si presenti il bisogno di sentire il parere del clero e dei laici e le circostanze esterne permettano di convocare il Concilio locale, provvede a tale convocazione e ne assume la presidenza.

8) Il Patriarca è il Vescovo della diocesi di Mosca.

9) Per alleggerire il compito del Patriarca nelle sue incombenze degli affari generali della Chiesa, la diocesi di Mosca viene amministrata, secondo le direttive del Patriarca, dal Vicario Patriarcale, con diritti di vescovo diocesano, che porterà il titolo di Metropolita di Krutizky.

10) Sotto la direzione del Patriarca, a Mosca, si trova anche l’Istituto teologico, scuola religiosa superiore, il cui compito è di dare una formazione ecclesiastica ai futuri pastori della Chiesa e di preparare gli insegnanti di materie teologiche.

11) Nelle questioni che richiedono l’autorizzazione del Governo, il Patriarca si mette in contatto col Soviet per gli affari della Chiesa Ortodossa Russa, presso il Soviet dei Commissari del Popolo dell’URSS.

12) Se il Patriarca muore, oppure un’altra causa gli renda impossibile espletare la sua attività, diventa Vicario della Sede patriarcale il più anziano per consacrazione fra i membri permanenti del Santo Sinodo.

13) Nel periodo di vacanza della Sede Patriarcale:

a) l’amministrazione della Chiesa Ortodossa Russa Spetta al Vicario, in comune col Santo Sinodo;

b) il nome del Vicario viene commemorato durante le funzioni religiose in tutti i templi della Chiesa Russa;

e) le lettere pastorali a tutta la Chiesa Russa, come pure ai capi delle Chiese autocefale vengono inviate con la firma del Vicario Patriarcale;

d) il Metropolita di Krutizky assume l’amministrazione autonoma della diocesi di Mosca.

14) Resasi vacante la Sede Patriarcale, il Santo Sinodo sotto la presidenza del Vicario Patriarcale pone la questione della convocazione del Concilio per l’elezione del nuovo Patriarca, ne determina l’epoca, che non deve essere posteriore ai sei mesi dalla vacanza della sede.

15) Il Concilio, convocato per l’elezione del Patriarca, viene presieduto dal Vicario.

16) Il Patriarca ha il sigillo e il timbro registrati dalla competente autorità civile.

Il. - Il Santo Sinodo

17) Il Santo Sinodo si compone di sei membri: sei vescovi diocesani, più il presidente nella persona del Patriarca.

18) Tre membri del Santo Sinodo sono permanenti e tre sono temporanei.

19) 1 membri permanenti del Santo Sinodo sono i metropoliti di Kiev, Leningrado e di Krutizky.

20) I membri temporanei del Sinodo vengono chiamati per assistere ad una sessione in conformità dell’elenco dei vescovi, secondo l’anzianità di consacrazione, uno per ciascun gruppo, nei quali sono suddivise le diocesi.

21) L’anno sinodale si suddivide in due sessioni: la sessione estiva (marzo-agosto) e la sessione invernale (settembre-febbraio).

22) Per dirigere le singole branche dell’amministrazione del Patriarca, presso il Santo Sinodo possono essere organizzate speciali sezioni (scolastica, editoriale, un economato ed altre).

III. — Diocesi

23) La Chiesa Ortodossa Russa si suddivide in diocesi, i confini delle quali devono coincidere coi confini civili, cioè, coi confini delle province, delle regioni e delle repubbliche.

24) A capo della diocesi è il vescovo diocesano, nominato con decreto del vastissimo Patriarca e che porta il titolo corrispondente alla sua città vescovile.

25)Secondo l’utilità e il bisogno, allo scopo di coadiuvare i vescovi diocesani, possono venire nominati vescovi vicari, con mansioni da stabilirsi dal vescovo diocesano.

26) Il vescovo diocesano è il capo responsabile della diocesi affidatagli, che egli amministra o personalmente, secondo le condizioni del luogo, o coadiuvato dal consiglio diocesano, usando il suo timbro ufficiale e il sigillo, registrati

dalla competente autorità civile. Presso il vescovo diocesano ci sarà la sua cancelleria.

27) Il consiglio diocesano, qualora il vescovo lo crei, si compone da tre a cinque persone dell’ordine dei sacerdoti; il compito di questo consiglio è di preparare le pratiche che dovranno essere decise dal vescovo, il quale a tale scopo gliele avrà precedentemente affidate.

28) Al vescovo diocesano spetta il diritto di indirizzare lettere pastorali entro la circoscrizione territoriale della diocesi.

29) La diocesi è suddivisa in decanati, a capo dei quali vi sono i decani nominati dal vescovo diocesano.

30) I decani sorvegliano l’attività e la condotta del clero parrocchiale del distretto, visitando le parrocchie non meno di due volte all’anno; notificano; al clero loro dipendente le disposizioni del vescovo diocesano; in caso di necessità danno fraterne indicazioni ai parroci e ai membri del clero; si interessano dei bisogni spirituali dei parrocchiani credenti, che provvisoriamente sono privi di sacerdoti; inoltrano al vescovo le proposte per la premiazione di quelli che meritano di essere incoraggiati; presentano sulla loro attività e sulle condizioni dei distretti loro affidati una relazione al vescovo diocesano alla fine di ogni semestre e, in merito a casi di particolare importanza, riferiscono invece immediatamente; infine, sorvegliano la regolarità dell’attività economico-finanzi aria delle parrocchie.

31) I vescovi diocesani presentano al Patriarca annualmente una relazione, nella forma prescritta, relativa alla diocesi loro affidata.

32) Nella diocesi, ove ciò sarà possibile, si istituiscano, con l’autorizzazione dei competenti organi, corsi teologico-pastorali per la preparazione dei candidati al sacerdozio, in base a programmi approvati dal Patriarca.

33) Per rifornire le chiese di quanto è necessario per il culto divino (candele, incenso, ecc.), si può impiantare in diocesi, con l’autorizzazione dell’autorità civile, una fabbrica di candele, come pure si potrà provvedere alla confezione di corone, di piccole croci per preghiere assolutorie e di simili oggetti.

34) I monasteri esistenti nella diocesi devono conformarsi agli statuti approvati dal Patriarca.

IV. - Le parrocchie (1)

35) La comunità parrocchiale ortodossa della Chiesa Ortodossa Russa, che raggruppa almeno 20 persone di confessione ortodossa e che si trova sotto la giurisdizione d’un vescovo, può essere creata in base al libero consenso dei fedeli per la soddisfazione dei loro bisogni religiosi e morali, sotto la direzione spirituale d’un prete scelto dalla comunità e provvisto della benedizione del vescovo; deve essere registrata dall’autorità civile locale e riceve da essa in uso gratuito la chiesa e gli oggetti ecclesiastici secondo un contratto particolare; risponde dei beni dinanzi alla legge sovietica.

36) La comunità parrocchiale fa parte integrante della Chiesa Ortodossa Russa e quindi della Chiesa universale del Cristo e gode dell’autonomia nell’amministrazione dei suoi beni e delle sue finanze.

37) Per l’amministrazione dei beni della parrocchia, vengono costituiti, d’accordo col principio ecclesiale d’amministrazione conciliare, due organismi:

l’assemblea parrocchiale in quanto organo amministrativo (assemblea dei membri che costituiscono la «ventina ») e il consiglio parrocchiale composto da tre persone, dal fabbriciere, dal suo aiutante e dal tesoriere, eletti dalla comunità tra i parrocchiani capaci e di buoni costumi cristiani.

Per la sorveglianza permanente dello stato dei beni ecclesiastici, il movimento dei fondi, l’inventano trimestrale documentativo dei beni e dei fondi ecclesiastici, per stabilire la fondatezza delle spese, si procede all’elezione d’una commissione di controllo composta da tre membri che sottopone le sue conclusioni e le sue proposte all’esame dell’assemblea generale dei parrocchiani.

In caso d’abusi, di mancanza nei beni o di somme di denaro, la commissione stende un processo-verbale che manda al consiglio locale della città (Gorsoviet) o del villaggio (Sel’soviet).

38) L’assemblea parrocchiale, composta di membri che hanno firmato la convenzione sull’uso della chiesa e dei beni del culto, è. convocata secondo le necessità dietro autorizzazione dei consigli locali delle città o dei villaggi e decide su tutte le questioni che riguardano l’amministrazione e la vita di queste comunità.

39) L’organo esecutivo della comunità parrocchiale, responsabile della sua attività dinanzi all’assemblea generale della parrocchia, assume, tra due assemblee generali, la direzione della vita economica e finanziaria della parrocchia. È responsabile dinanzi al potere civile della conservazione in buono stato dell’edificio e degli oggetti del culto,. si occupa della manutenzione, del riscaldamento, dell’illuminazione, dei lavori di riparazione della chiesa e degli oggetti di culto, dell’approvvigionamento della chiesa riguardo a tutto quello che è necessario per la celebrazione delle sacre cerimonie, come: ornamenti, libri liturgici, incenso, vienciki mortuari, preghiere d’assoluzione, croci di battesimo, ecc.

L’organo esecutivo assume la responsabilità della divisione dei fondi della parrocchia e vigila rigorosamente che questi fondi siano correttamente contabilizzati e spesi.

Versa le quote ed opera i prelevamenti sulle risorse parrocchiali per le necessità della Chiesa e le necessità nazionali, rimunera il clero ove non riceva un determinato compenso per il suo lavoro, rimunera coloro che lavorano per la chiesa; versa benevolmente le somme per il mantenimento del vescovo diocesano e della sua amministrazione, per il mantenimento dell’amministrazione patriarcale, degli istituti d’insegnamento religioso presso il patriarcato, per i fondi delle pensioni, secondo le necessità e le somme disponibili provenienti dalle offerte benevole dei fedeli per le necessità della chiesa.

40) Le somme (appartenenti) alla chiesa comprendono versamenti volontari dei fedeli in occasione delle collette durante le sacre cerimonie, versamenti simili per le prosfore, i ceri, ecc., come pure i doni per le necessità della chiesa in generale.

41) I fondi della comunità religiosa sono depositati nella Banca dello Stato a nome della comunità in questione e vengono ritirate mediante assegni firmati dal presidente (fabbriciere) e dal tesoriere del consiglio ecclesiastico della comunità religiosa. Le risorse della comunità sono controllate mediante un registro di contabilità delle entrate e delle uscite.

42) L’organo esecutivo della comunità religiosa possiede il suo timbro e il suo sigillo registrati dall’autorità civile competente.

43) Il rettore della parrocchia e gli altri preti (dandosi il caso) sono i pastori della parrocchia, ai quali il vescovo affida il compimento nella chiesa parrocchiale dei servizi liturgici e privati, l’amministrazione dei sacramenti della Chiesa secondo i canoni ecclesiastici e la direzione (della parrocchia) nella vita cristiana. Sono responsabili dinanzi a Dio e ai loro vescovi del buon andamento della parrocchia dal punto di vista della sua pietà e della crescita morale.

44) Il rettore della parrocchia, tenendo presenti nello spirito le parole dell’Apostolo: « Noi continueremo ad essere assidui alla preghiera e al ministero della parola)) (Atti, VI, 2-4), assicura la direzione spirituale dei parrocchiani, vigila che il divino servizio sia celebrato in chiesa col fervore e la bellezza richiesti, conformemente alle esigenze del typikon e che i bisogni religiosi dei parrocchiani siano soddisfatti in tempo opportuno e con cura. Assicura la sorveglianza della disciplina del clero subalterno e sottomette le. distinzioni che gli destina al suo superiore gerarchico. Vigila sullo sviluppo dei buoni costumi nella parrocchia. A questo scopo, dà, anzitutto, il buon esempio con la sua condotta personale nella parrocchia. Si premura anche che tutti gli oggetti necessari al culto siano in perfetto stato e fa sapere in tempo opportuno al comitato esecutivo della comunità le necessità esatte della celebrazione normale del divino esercizio, dei servizi privati e dei sacramenti.

45) L’organo esecutivo non s’intromette nell’ordinamento del servizio divino e degli affari che riguardano le relazioni tra membri del clero. In caso d’anomalie, si rivolge al vescovo, unico competente per giudicarne.

46) La rigorosa osservanza tanto da parte del clero che da parte delle comunità parrocchiali della legislazione civile che riguarda la Chiesa, senza parlare della disciplina ecclesiastica, è obbligatoria. È la garanzia del buon andamento della Chiesa Ortodossa Russa in generale e della parrocchia in particolare.

(*) Questa sezione IV dello statuto è stata approvata, in sostituzione della precedente, dall’Assemblea dei Vescovi, nel luglio 1961.

 

© GB

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