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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

DECRETO PER IL REGIME GENERALE DEI CULTI RELIGIOSI

del 3 agosto 1948, n. 177

 

Cap. I

Disposizioni generali

 

Sez. I. - Della libertà religiosa

 

Art. 1 - Lo stato garantisce la libertà di coscienza e la libertà religiosa in tutto il territorio della Repubblica Popolare Rumena.

Chiunque può appartenere a qualsiasi religione o abbracciare qualsiasi fede religiosa, purché il suo esercizio non contravvenga alla costituzione, alla sicurezza e all’ordine pubblico o al buon costume.

Art. 2 - L’odio confessionale, manifestato per mezzo di atti che disturbano il libero esercizio di un culto religioso riconosciuto, costituisce un delitto che è punito in conformità alla legge.

Art. 3 - Nessuno può essere perseguito per la sua fede religiosa o per la sua mancanza di fede. La credenza religiosa non può impedire a nessuno di ottenere e di esercitare i diritti civili e politici, né può esentare alcuno dagli obblighi imposti dalla legge.

Art. 4 - Nessuno può essere costretto a partecipare ai servizi religiosi di un culto.

Art. 5 - Nessuno può essere costretto, per mezzo di misure amministrative statali, a contribuire alle spese di un culto od a sottoporsi alle decisioni degli organi giudiziari religiosi.

 

Sez. II. - Della libertà di organizzazione dei culti

 

Art. 6 - I culti religiosi sono liberi di organizzarsi e possono funzionare liberamente purché le loro pratiche e il rituale non siano contrari alla costituzione, alla sicurezza o all’ordine pubblico e al buon costume.

Art. 7 - I culti religiosi si organizzeranno secondo proprie norme, conformemente alle loro dottrine, canoni, tradizioni e potranno organizzare, in conformità alle stesse norme, enti, associazioni, ordini e congregazioni.

Art. 7/1- Gli ordini monastici sono ammessi solamente nell’ambito dei monasteri autorizzati dei culti legalmente riconosciuti. L’autorizzazione al funzionamento dei monasteri viene concessa dal Dipartimento dei culti.

I licenziati delle scuole di preparazione del clero possono entrare negli ordini monastici a qualunque età, purché abbiano assolto gli obblighi di leva.

Le altre persone possono essere ammesse negli ordini monastici solo se hanno compiuto 55 anni gli uomini e i 50 le donne, se rinunciano al salario o alla pensione dello stato, se non sono sposati e se non hanno obblighi già stabiliti in base al codice di famiglia.

Nei casi in cui l’esercizio del culto lo esiga, il Dipartimento dei Culti potrà autorizzare alcuni monaci a esplicare funzioni ecclesiastiche e a ricevere il salario convenuto.

Le disposizioni di cui sopra si applicano anche ai monasteri e ai monaci esistenti.

Art. 8 - I culti religiosi riconosciuti possono avere organi giudiziari religiosi per la disciplina del personale del loro servizio.

Gli organi giudiziari disciplinari si organizzano per mezzo di regolamenti speciali, in conformità ai canoni e agli statuti dei rispettivi culti. I regolamenti sono redatti dai legittimi organi del culto rispettivo e sono approvati con decreto del Presidium della Grande Assemblea Nazionale, su proposta dei Ministero dei culti.

Art. 9 - Le suddivisioni locali dei culti religiosi riconosciuti possono avere e mantenere sole o associandosi con altre, cimiteri per i loro fedeli.

I Comuni sono obbligati a creare cimiteri comuni o luoghi riservati nei terreni dei cimiteri esistenti, per la sepoltura di coloro che non appartengono ai culti che hanno cimiteri.

Cap. II

Rapporti fra lo stato e i culti religiosi

 

Art. 10 - I fedeli di tutti i culti religiosi sono obbligati a sottomettersi alle leggi del paese, a prestare giuramento nella forma e nei casi previsti dalla legge, a registrare gli atti di stato civile agli uffici di stato civile nel termine legale.

Art. 11 - I delitti e i crimini di diritto comune perpetrati dai capi o dai membri della gerarchia dei culti religiosi sono giudicati dalle Corti, con ricorso alla Corte Suprema.

Art. 12 - I culti religiosi riconosciuti dovranno avere una organizzazione centrale, che rappresenti il culto, indipendentemente dal numero dei loro fedeli.

Art. 13 - I culti religiosi, per potersi organizzare e funzionare, dovranno essere riconosciuti con decreto del Presidium della Grande Assemblea Nazionale, emanato su proposta del Governo, previa raccomandazione del Ministro dei culti.

In casi ben motivati si potrà ritirare il riconoscimento, nello stesso modo.

Art. 14 - Ai fini del riconoscimento, ogni culto religioso presenterà, attraverso il Ministero dei culti, per l’esame e l’approvazione, il proprio statuto di organizzazione, direzione e amministrazione, accompagnato dal credo della rispettiva fede.

Art. 15 - La Chiesa Ortodossa Rumena è autocefala e unitaria nella sua organizzazione.

Art. 16 - L’organizzazione di partiti politici su base confessionale è proibita.

Art. 17 - Le suddivisioni locali dei culti religiosi riconosciuti, come comunità, parrocchie, unità, gruppi, dovranno essere iscritte in un registro speciale del rispettivo municipio con l’indicazione nominale degli organi direttivi e di controllo e con l’indicazione numerica dei membri che ne fanno parte.

Art. 18 - Le associazioni civili e le fondazioni che perseguono, in tutto o in parte scopi religiosi, debbono, per essere riconosciute come persone giuridiche, avere l’approvazione del Governo attraverso il Ministero dei culti, essendo sottoposte in tutto agli obblighi derivanti dalle leggi riguardanti il loro carattere religioso.

Art. 19 - Le iscrizioni e i segni simbolici, come sigilli o stampiglie indicanti la denominazione del culto, dovranno avere in precedenza l’approvazione del Ministero dei culti.

Art. 20 - I capi dei culti, i membri della gerarchia e in generale l’intero personale del servizio dei culti, devono essere cittadini rumeni e godere del pieno esercizio dei diritti civili e politici.

Art. 21 - I capi dei culti, come i metropoliti, gli arcivescovi, i vescovi, i sovrintendenti, gli amministratori apostolici, i vicari amministrativi e gli altri aventi funzioni simili, eletti o nominati in conformità agli statuti organizzativi dei rispettivi culti, non saranno riconosciuti in funzione se non in base all’ approvazione del Presidium della Grande Assemblea Nazionale, concessa con decreto su proposta del Governo, previa raccomandazione del Ministero dei culti.

Prima di entrare in funzione, tutti costoro dovranno prestare il giuramento di fedeltà davanti al Ministro dei Culti.

La formula dei giuramento è la seguente:

«Come servo di Dio, come uomo e come cittadino, giuro di essere fedele al popolo e di difendere la Repubblica Popolare Rumena contro i nemici interni ed esterni;

giuro che rispetterò e farò rispettare dai miei subalterni le leggi della Repubblica Popolare Rumena;

giuro che non permetterò ai miei subalterni di intraprendere o di prendere parte e neppure io intraprenderò o prenderò parte ad alcuna azione atta a recare offesa all’ordine pubblico e all’integrità della Repubblica Popolare Rumena;

così Dio mi aiuti !»

Questa formula di giuramento è obbligatoria anche per i capi delle associazioni civili con carattere religioso previste all’art. 18.

Gli altri membri del clero appartenenti ai diversi culti come presidenti o capi delle comunità locali, presteranno il giuramento di fedeltà, prima di entrare in funzione, davanti ai loro capi gerarchici, secondo la seguente formula:

«Come servo di Dio, come uomo e come cittadino, giuro di essere fedele al popolo e di difendere la Repubblica Popolare Rumena contro i nemici esterni ed interni;

giuro di rispettare le leggi della Repubblica Popolare Rumena e di mantenere il segreto nel servizio ordinato dallo stato. Così Dio mi aiuti! ».

Gli altri funzionari del servizio dei culti religiosi presteranno alle competenti autorità statali il giuramento di fedeltà previsto dall’art. 8 della legge n. 363 del 30 dicembre 1947 per la costituzione dello Stato Rumeno in Repubblica Popolare Rumena.

Art. 22 - I culti religiosi con organizzazione diocesana possono avere un numero di diocesi proporzionato al numero totale dei fedeli.

Per la creazione e il funzionamento delle eparchie (diocesi, sovrintendenze) si calcoleranno in media 750.000 fedeli per ogni eparchia.

La delimitazione delle eparchie e la ripartizione dei fedeli per gerarchie saranno fatte dagli organi statutari del rispettivo culto e saranno confermate con decreto del Presidium della Grande Assemblea Nazionale su proposta del Ministro dei Culti.

 

Cap. III

Dell’attività dei culti

 

Art. 23 – L’ attività dei culti religiosi riconosciuti si svolgerà in conformità alla loro dottrina religiosa, allo statuto di organizzazione approvato e secondo le leggi del Paese e i buoni costumi.

Art. 24 - I culti religiosi possono tenere congressi o assemblee generali con 1’approvazione del Ministero dei culti, conferenze e consigli locali (riunioni di eparchia, di arcipreti) con 1 approvazione delle rispettive autorità locali.

Art. 25 - Il Ministero dei culti potrà sospendere ogni decisione, istruzione o ordinanza, come ordine di ogni carattere amministrativo ecclesiastico, culturale, educativo, filantropico o concernente fondazioni che contravvengano agli statuti di organizzazione del culto rispettivo, agli atti di fondazione, agli atti di costituzione, alla sicurezza e all’ordine pubblico o ai buoni costumi.

Le pastorali e le circolari di interesse generale saranno comunicate in tempo utile al Ministero dei culti.

Art. 26 - I culti possono usare, nelle manifestazioni e nella loro attività interna, la lingua madre dei fedeli. La corrispondenza con il Ministero dei culti si farà in lingua rumena.

Art. 27 - Nelle commemorazioni riguardanti la suprema autorità dello stato che abitualmente si tengono in occasione dei vari servizi religiosi, come nelle solennità ufficiali previste da leggi e decisioni, si useranno solo formule approvate precedentemente dal Ministero dei culti. Parimenti i culti sono tenuti a non usare, nei libri rituali, formule ed espressioni contrarie alle leggi e ai buoni costumi.

Cap. IV

Del patrimonio dei culti religiosi

 

Art. 28 - I culti religiosi riconosciuti sono persone giuridiche. Sono persone giuridiche anche le loro suddivisioni locali che hanno il numero legale di membri previsti dalla legge delle persone giuridiche, come gli enti, le associazioni, gli ordini e le congregazioni previste nei loro statuti organizzativi, purché questi culti si siano conformati alle disposizioni di legge sulle persone giuridiche.

Art. 29 - I beni mobili e immobili dei culti religiosi, delle diverse parti costituenti, degli enti, delle associazioni, degli ordini e delle congregazioni saranno inventariati dai loro organi statutari.

Gli organi centrali dei culti religiosi comunicheranno tutti i dati, riferentisi a questi inventari, al Ministero dei culti, per l’esercizio del diritto di verifica e di controllo.

Art. 30 - I culti religiosi, le loro diverse parti componenti, gli enti, le associazioni, gli ordini e le congregazioni avranno bilanci propri, con l’indicazione delle rendite e delle spese.

Questi bilanci sono sottoposti al controllo del Ministero dei culti.

Art. 31 - Le spese per il mantenimento dei culti religiosi e per sopperire alle loro necessità possono essere coperte anche con contribuzioni volontarie dei fedeli.

Art. 32 - Le sovvenzioni accordate dallo stato saranno contabilizzate e controllate, conformemente alle leggi della contabilità pubblica.

Art. 33 - Il contravvenire alle leggi riguardanti l’ordinamento democratico della Repubblica Popolare Rumena può provocare la cessazione totale o parziale delle sovvenzioni accordate dallo stato. Il personale dei culti, aventi attitudini antidemocratiche, potrà essere privato temporaneamente o definitivamente del salario accordato dallo stato.

Art. 34 – La concessione dei salari al personale dei culti religiosi avverrà secondo le norme generali in vigore.

Art. 35 – L’istituto del patronato, riguardante beni patrimoniali provenienti da persone o da istituzioni private di ogni categoria, è soppresso.

Art. 36 – I beni dei culti scomparsi o di quelli ai quali è stato tolto il riconoscimento, appartengono di diritto allo stato.

Art. 37 – Se almeno il 10% dei fedeli della comunità locale di un culto passano ad un altro culto, la comunità locale religiosa del culto abbandonato perde di diritto una parte del suo patrimonio, proporzionale al numero dei fedeli che l’hanno abbandonato e questa parte proporzionale passa, sempre di diritto, nel patrimonio della comunità locale del culto adottato dai nuovi fedeli.

Se quelli che hanno abbandonato la comunità locale formano la maggioranza, la chiesa (il luogo di adorazione, la casa delle preghiere), così come gli edifici annessi appartengono di diritto alla comunità del nuovo culto adottato, mentre gli altri beni sono dovuti alle due comunità locali nella proporzione indicata nel paragrafo precedente.

Se le persone passate da un culto all’altro rappresentano almeno il 75% del numero dei fedeli della comunità locale del culto abbandonato, l’intero patrimonio passa di diritto alla comunità locale del culto adottato, con diritto di risarcimento per la comunità locale abbandonata, proporzionale al numero di quelli rimasti, senza considerare la chiesa (il luogo di adorazione, la casa delle preghiere) e gli edifici annessi; questo risarcimento sarà pagato nel termine massimo di 3 annida quando è stato fissato.

I casi previsti in questo articolo saranno accertati e risolti dal tribunale popolare locale.

 

Cap. V

I rapporti tra i culti

 

Art. 38 – I passaggi da un culto all’ altro o l’abbandono di un culto sono liberi.

La dichiarazione di abbandono di un culto è comunicata alla suddivisione locale del culto abbandonato attraverso l’autorità comunale locale. A richiesta, l’autorità comunale rispettiva è obbligata a rilasciare un certificato attestante l’avvenuta comunicazione.

Art. 39 – Nessun culto potrà iscrivere nuovi aderenti se colui che sollecita l’iscrizione non dimostri di aver informato dell’abbandono il culto cui apparteneva.

Art. 40 – Le relazioni dei culti religiosi con l’estero saranno soltanto di natura religiosa.

Nessun culto religioso e nessun rappresentate di un culto potrà intrattenere relazioni con i culti religiosi, con istituzioni o con persone ufficiali al di fuori del territorio nazionale se non con l’approvazione del Ministero dei culti e tramite il Ministero degli affari esteri.

Art. 41 – La giurisdizione dei culti religiosi del Paese non può estendersi al di fuori del territorio della Repubblica Popolare Rumena e neppure i culti religiosi stranieri potranno esercitare la loro giurisdizione sui fedeli del territorio dello Stato Rumeno.

Art. 42 - Gli aiuti e le offerte ricevute dall’estero dai culti religiosi del Paese o inviati da questi all’estero saranno controllati dallo stato,

Art. 43 - I beni ecclesiastici esistenti all’estero e gli interessi religiosi dei cittadini rumeni all’estero possono costituire oggetto di accordi internazionali su base di reciprocità.

 

Cap. VI

Dell’insegnamento religioso

 

Art. 44 - I culti religiosi sono liberi di organizzare l’insegnamento per la preparazione del personale del culto sotto il controllo dello stato.

La fondazione delle scuole e la preparazione di programmi scolastici saranno compito degli organi competenti dei rispettivi culti religiosi e saranno sottoposte per l’approvazione al Ministero dei culti.

Art. 45 - I membri del corpo insegnante sono nominati dagli organi staturari del rispettivo culto religioso, in conformità allo statuto e alle norme approvate dal Ministero, ottenendo per gli stipendiati dallo stato il riconoscimento previo del Ministero e per quelli pagati dal culto la conferma, nel termine di quindici giorni dalla nomina.

Il Ministero dei culti può annullare le nomine fatte, qualora lo richiedano motivi di ordine pubblico o la sicurezza dello stato.

Art. 46 - I diplomi e i certificati rilasciati dalle scuole di insegnamento per la preparazione del personale del culto hanno validità soltanto nell’ambito del rispettivo culto.

L’equivalenza dei diplomi e dei certificati stranieri relativi alla preparazione religiosa sarà stabilita da commissioni speciali riconosciute dal Ministero dei culti.

Art. 47 - I culti religiosi sono obbligati a comunicare al Ministero dei culti tutti i dati riguardanti l’organizzazione e il funzionamento dell’insegnamento per la preparazione del personale ecclesiastico.

Art. 48 - I culti religiosi possono organizzare, con l’approvazione del Ministero, per la preparazione del personale del culto, scuole di cantori e scuole per la preparazione del clero.

Le scuole di cantori avranno alla base almeno il ginnasio unico o sette classi primarie (insegnamento elementare di 7 classi).

Le scuole per la preparazione del clero secolare e regolare possono essere seminari teologici, aventi alla base il ginnasio unico o sette classi primarie, istituti teologici aventi alla base la licenza liceale o il diploma di scuola normale (pedagogica) e istituti teologici di grado universitario aventi alla base il baccellierato o il diploma di scuola normale (pedagogica).

Ogni culto si sceglierà, per la formazione del clero, una di queste forme di istruzione scolastica.

Per la preparazione dei monaci, i culti possono organizzare, con l’approvazione del Ministero, seminari speciali sulla base del ginnasio unico o della scuola primaria di sette anni.

Art. 49 - Il culto ortodosso potrà avere per la preparazione del clero due istituti teologici di grado universitario.

Il culto cattolico potrà avere un solo istituto teologico di grado universitario, con le sezioni speciali necessarie.

Parimenti i culti protestanti potranno avere un solo istituto teologico di grado universitario, con le sezioni speciali necessarie.

Art. 50 - I culti possono avere internati per gli allievi o gli studenti che frequentano rispettivamente scuole e istituti di preparazione del clero, ma esclusivamente per questi e solamente vicino alla scuola o al rispettivo istituto.

Art. 51 - La giurisdizione canonica e l’insegnamento dogmatico nelle scuole di cantori, seminari e istituti spettano al rispettivo culto, mentre il controllo didattico e amministrativo spetta al Ministero dei culti, indipendentemente dal loro ordine e grado.

Art. 52 - L’inquadramento degli attuali professori si farà per decreto su proposta del Ministero dei culti.

Cap. VII

Disposizioni finali e transitorie

 

Art. 53 - Gli attuali seminari teologici, in cui si insegna anche cultura generale, sono soppressi. Il corpo docente di materie profane di questi seminari, insieme con le rispettive previsioni di bilancio, passa dalla competenza del Ministero dei culti al Ministero della pubblica istruzione. I professori che rientrano in questa categoria saranno inquadrati, secondo la possibilità, nelle cattedre delle medesime specializzazioni o di specializzazioni affini.

I diplomati dei seminari teologici che hanno ottenuto questo diploma alla data di pubblicazione della presente legge, godono degli stessi diritti di continuare l’insegnamento teologico superiore, così come i baccellieri dei licei teoretici o i diplomati delle scuole normali (pedagogiche).

Art. 54 - La facoltà di teologia di Bucarest si trasforma in Istituto teologico di grado universitario ed il personale insegnante e amministrativo, unitamente alle rispettive previsioni di bilancio, passa dal Ministero della pubblica istruzione al Ministero dei culti.

Art. 55 - Tutte le questioni riguardanti la ripartizione dei beni tra le diverse comunità religiose locali dei culti, non ancora risolte, saranno risolte secondo quanto disposto dall’art. 37 della presente legge.

Art. 56 - Tutti i culti religiosi sono tenuti a presentare il loro statuto di organizzazione, redatto in conformità alle disposizioni della presente legge, entro il termine di tre mesi dalla data di pubblicazione della presente legge, al Ministero dei culti per 1’approvazione.

L’ approvazione degli statuti avviene per decreto del Presidium della Grande Assemblea Nazionale su proposta del Governo tramite il Ministero dei culti.

Art. 57 - Le modifiche successive negli statuti di organizzazione dei vara culti religiosi saranno fatte allo stesso modo.

Art. 58 - Sono abrogate le disposizioni della legge n. 68 del 19 marzo 1937 per l’organizzazione del clero militare.

I membri del clero di tutti i culti sono obbligati ad accordare l’esistenza e i servizi religiosi ai militari, ogni qualvolta ne siano richiesti. Il rifiuto di ottemperare a questo obbligo, costituisce un’infrazione che sarà punita disciplinarmente.

Art. 59 - Le chiese e le cappelle militari, con il loro intero inventario, passano in proprietà delle parrocchie del medesimo culto, nella circoscrizione in cui si trovano.

Le cattedrale episcopale del clero militare della città di Alba-Julia, unitamente al suo patrimonio, entra in proprietà dell’Episcopio Ortodosso Rumeno di Cluj, Vad e Feleac.

Art. 60 - I membri del clero militare che alla data di pubblicazione della presente legge nel « Monitorul Oficial» abbiano almeno 20 anni di servizio pubblico, potranno chiedere la pensione, in deroga alle disposizioni della legge generale sulle pensioni, beneficiando di un aumento di 5 anni, utili per la pensione, aggiunti al tempo effettivamente servito.

I membri del clero militare che non beneficeranno delle disposizioni del paragrafo precedente saranno inquadrati in posti di preti sulla base di richieste individuali, nelle Eparchie in cui hanno sempre servito o in altre Eparchie che abbiano posti vacanti.

L’attuale Vescovo dell’Esercito, che mantiene i titoli e i diritti personali attuali, rimane a disposizione del Santo Sinodo che gli fisserà attribuzioni convenienti al suo rango.

Art. 61 - Il pagamento di questo personale ecclesiastico, passato alle dipendenze del Ministero dei culti, avverrà attraverso un credito straordinario di bilancio, che sarà aperto dal Ministero delle finanze per conto del Ministero dei culti e che sarà coperto con l’annullamento di somme di uguale valore dal bilancio del Ministero della difesa nazionale.

Art. 62 - Sono abrogate la legge n. 54 del 22 aprile 1928 per il regime generale dei culti e ogni disposizione contraria alla presente legge.

© GB FB

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Regimul general al cultelor religioase*

(Decret nr. 177 din 4 august 1948, publicat în: Monitorul Oficial nr. 178 din 4 august 1948)

Text corectat conform rectificarii aparuta în Monitorul Oficial Nr. 204 din 3,Septembrie 1948.

 

Emitent: Ministerul Cultelor

 

 

CAP. 1

Dispozitiuni generale

 

SECTIUNEA I

Despre libertatea religioasa

 

ART. 1

Statul garanteaza libertatea constiintei si libertatea religioasa pe tot cuprinsul Republicii Populare Române.

Oricine poate sa apartina oricarei religii sau sa îmbratiseze orice credinta religioasa, daca exercitiul ei nu contravine Constitutiei, securitatii si ordinei publice sau bunelor moravuri.

 

ART. 2

Ura confesionala manifestata prin acte, care stânjenesc liberul exercitiu al unui cult religios recunoscut, constituie un delict ce se pedepseste conform legii.

 

ART. 3

Nimeni nu poate fi urmarit pentru credinta sa religioasa sau pentru necredinta sa. Credinta religioasa nu poate împiedica pe nimeni de a dobândi si exercita drepturi civile si politice si nici nu poate scuti pe nimeni de la obligatiunile impuse de legi.

 

ART. 4

Nimeni nu poate fi constrâns sa participe la serviciile religioase ale unui cult.

 

ART. 5

Nimeni nu poate fi constrâns, prin masuri administrative de Stat, sa contribuie la cheltuielile unui cult sau sa se supuna unor hotarîri ale organelor religioase de judecata.

 

SECTIUNEA II

Despre libertatea organizarii cultelor

 

ART. 6

Cultele religioase sunt libere sa se organizeze si pot functiona liber daca practicile si ritualul lor nu sunt contrare Constitutiei, securitatii sau ordinei publice si bunelor moravuri.

 

ART. 7

Cultele religioase se vor organiza dupa norme proprii, conform învataturilor,canoanelor, si traditiilor lor, putând organiza potrivit acelorasi norme, asezaminte, asociatiuni, ordine si congregatiuni.

 

ART. 8

Cultele religioase recunoscute pot avea organe de judecata religioasa pentru disciplinarea personalului din serviciul lor.

Organele disciplinare de judecata se organizeaza prin regulamente speciale, în conformitate cu canoanele si statutele cultelor respective. Regulamentele se alcatuiesc de organele legale al cultului respectiv si se aproba prin decret al Prezidiului Marii Adunari Nationale, la propunerea ministerului cultelor.

 

ART. 9

Partile componente locale ale cultelor religioase recunoscute pot avea si întretine, singure sau în asociatie cu altele, cimitire pentru credinciosii lor.

Comunele sunt obligate a crea cimitire comune, sau locuri rezervate din terenurile cimitirelor existente, pentru înmormântarea celor ce nu apartin cultelor ce au cimitire.

 

CAP. 2

Raporturile dintre Stat si cultele religioase

 

ART. 10

Credinciosii tuturor cultelor religioase sunt obligati a se supune legilor tarii, a depune juramântul în forma si în cazurile prevazute de lege si a face înscrierea actelor de stare civila la oficiile de stare civila în termen legal.

 

ART. 11

Delictele si crimele de drept comun savârsite de sefii sau de ierarhii cultelor religioase se judeca de Curti, cu recurs la Curtea Suprema.

 

ART. 12

Cultele religioase recunoscute vor trebui sa aiba organizatie centrala, care sa reprezinte cultul, indiferent de numarul credinciosilor sai.

 

ART. 13

Cultele religioase, pentru a putea sa se organizeze si sa functioneze, vor trebui sa fie recunoscute prin decret al Prezidiului Marii Adunari Nationale, dat la propunerea Guvernului, în urma recomandarii ministrului cultelor. În cazuri bine motivate se va putea retrage recunoasterea în acelasi mod.

 

ART. 14

În vederea recunoasterii, fiecare cult religios va înainta, prin Ministerul Cultelor, spre examinare si aprobare, statutul sau de organizare si functionare, cuprinzând sistemul de organizare, conducere si administrare, însotit de marturisirea de credinta respectiva.

 

ART. 15

Biserica Ortodoxa Româna este autocefala si unitara în organizarea sa.

 

ART. 16

Organizarea de partide politice pe baza confesionala este interzisa.

 

ART. 17

Partile componente locale ale cultelor religioase recunoscute, precum comunitati, parohii, unitati, grupe, vor trebui sa fie înscrise într-un registru special al primariei respective, cu aratarea nominala a organelor de conducere si control si cu indicarea numerica a membrilor care fac parte din ele.

 

ART. 18

Asociatiunile civile si fundatiunile care urmaresc în total sau în parte, scopuri religioase, trebuie, pentru a fi recunoscute ca persoane juridice, sa aiba încuviintarea Guvernului, prin Ministerul Cultelor, fiind supuse întru totul obligatiunilor ce decurg din legi cu privire la caracterul lor religios.

 

ART. 19

Inscriptiunile si semnele simbolice, precum si sigiliile sau stampilele aratând denumirea cultului, vor trebui sa aiba în prealabil aprobarea Ministerului Cultelor.

 

ART. 20

Sefii cultelor, ierarhii si în general întregul personal din serviciul cultelor, trebuie sa fie cetateni români, bucurându-se de deplinatatea exercitiului drepturilor civile si politice.

 

ART. 21

Sefii cultelor, precum si mitropolitii, arhiepiscopii, episcopii, superintendentii, administratorii-apostolici, vicarii-administrativi si altii, având functiuni asemanatoare, alesi sau numiti în conformitate cu statutele de organizare ale cultelor respective, nu vor fi recunoscuti în functiune decât în baza aprobarii Prezidiului Marii Adunari Nationale, data prin decret, la propunerea Guvernului, în urma recomandarii ministrului cultelor.

Înainte de intrarea în functiune, toti acestia vor depune juramântul de credinta în fata ministrului cultelor. Formula de juramânt este urmatoarea:

"Ca slujitor al lui Dumnezeu, ca om si ca cetatean, Jur de a fi credincios Poporului si de a apara Republica Populara Româna, împotriva dusmanilor din afara si dinauntru; Jur ca voiu respecta si voiu face sa se respecte de catre subalternii mei, legile Republicii Populare Române;

Jur ca nu voiu îngadui subalternilor mei sa întreprinda si sa ia parte si nici eu nu voiu întreprinde si nu voiu lua parte la nici o actiune de natura a aduce atingere ordinei publice si integritatii Republicii Populare Române. Asa sa-mi ajute Dumnezeu!".

Aceasta formula de juramânt este obligatorie si pentru conducatorii asociatiilor civile cu caracter religios prevazute la art. 18.

Ceilalti membri ai clerului apartinând diferitelor culte, cât si presedintii sau conducatorii comunitatilor locale, vor depune înainte de intrarea lor în functiune, în fata sefilor lor ierarhici juramântul de credinta dupa formula urmatoare: "Ca slujitor al lui Dumnezeu, ca om si ca cetatean,

Jur de a fi credincios Poporului si de a apara Republica Populara Româna împotriva dusmanilor din afara si dinauntru;

Jur a respecta legile Republicii Populare Române si de a pastra secretul în serviciul orânduit de Stat.

Asa sa-mi ajute Dumnezeu"!

Ceilalti functionari din serviciul cultelor religioase vor depune în fata autoritatilor competente de Stat, juramântul de credinta prevazut de art. 8 din legea Nr. 363 din 30 Decembrie 1947 pentru constituirea Statului Român în Republica Populara Româna.

 

ART. 22

Cultele religioase, cu organizatii eparhiale pot avea un numar de eparhii în raport cu numarul total al credinciosilor. Pentru crearea si functionarea de eparhii, (dioceze, superintendente), se vor

socoti în medie 750.000 de credinciosi de fiecare eparhie.

Delimitarea eparhiilor si repartizarea credinciosilor pe eparhii, se vor face de catre organele statutare ale cultului respectiv si se va confirma printr-un decret al Prezidiului Marii Adunari Nationale, la propunerea ministrului cultelor.

 

CAP. 3

Despre activitatea cultelor

 

ART. 23

Activitatea cultelor religioase recunoscute se va desfasura potrivit cu învatatura lor religioasa, cu statutul de organizare aprobat si în conformitate cu legile tarii si bunele moravuri.

 

ART. 24

Cultele religioase pot tine congrese sau adunari generale cu aprobarea Ministerului Cultelor, iar conferintele si consfatuirile locale (adunari eparhiale, protopopesti), cu aprobarea autoritatilor locale respective.

 

ART. 25

Ministerul Cultelor va putea suspenda orice hotarîri, instructiuni sau ordonante, precum si orice ordin cu caracter administrativ-bisericesc, cultural, educativ, filantropic sau fundational, care ar contraveni statutelor de organizare ale cultului respectiv actelor de fundatiune, actelor de constituire, securitatii si ordinei publice sau bunelor moravuri.

Pastoralele si circularile de interes general vor fi comunicate în timp util Ministerului Cultelor.

 

ART. 26

Cultele pot întrebuinta, în manifestarile si activitatea lor interna, limba materna a credinciosilor.

Corespondenta cu Ministerul Cultelor se va face în limba româna.

 

ART. 27

La pomeniri, în legatura cu autoritatea suprema a Statului, care în mod obisnuitse fac cu ocazia diferitelor slujbe religioase, precum si la solemnitatile oficiale prevazute de legi si deciziuni, se vor întrebuinta numai formule aprobate, înprealabil, de Ministerul Cultelor. Cultele sunt tinute, de asemenea, sa nu întrebuinteze formule si expresii, în cartile de ritual, contrare legilor si bunelor moravuri.

 

CAP. 4

Despre patrimoniul cultelor religioase

 

ART. 28

Cultele religioase recunoscute sunt persoane juridice. Sunt persoane juridice si partile lor componente locale, care au numarul legal de membri prevazut de legea persoanelor juridice, precum si asezamintele, asociatiunile ordinele si congregatiunile prevazute în statutele lor de organizare, daca acestea din urma s-au conformat dispozitiunilor legii persoanelor juridice.

 

ART. 29

Bunurile mobile si imobile ale cultelor religioase, ale diferitelor parti constitutive, asezamintelor, asociatiunilor, ordinelor si congregatiunilor, vor fi inventariate de organele lor statutare.

Organele centrale ale cultelor religioase vor comunica toate datele cu privire la aceste inventare Ministerului Cultelor, pentru exercitarea dreptului de verificare si control.

 

ART. 30

Cultele religioase, diferitelor lor parti componente, asezamintele, asociatiunile, ordinele si congregatiunile vor avea bugete proprii, cu aratarea veniturilor si cheltuielilor. Aceste bugete sunt supuse controlului Ministerului Cultelor.

Bugetele si gestiunilor organelor si instructiunilor centrale, ale centrelor eparhiale si ale asezamintelor lor, se aproba, se verifica si se descarca de Ministerului Cultelor.

 

ART. 31

Cheltuielile pentru întretinerea cultelor religioase si a nevoilor lor, pot fi acoperite si din contributiuni consimtite de credinciosi.

 

ART. 32

Subventiile acordate de Stat vor fi contabilizate si controlate, conform legii contabilitatii publice.

 

ART. 33

Contravenirea la legile care privesc ordinea democratica a Republicii Populare Române poate atrage, în total sau în parte, retragerea subventiilor acordate de Stat. Deserventii cultelor, care au atitudini antidemocratice, vor putea fi înlaturati temporar sau definitiv de la salarizarea acordata de Stat.

 

ART. 34

Salarizarea personalului cultelor religioase se va face conform normelor generale în vigoare.

 

ART. 35

Institutia patronatului, privind bunuri patronale provenite de la persoane sau institutii private de orice categorie, ramâne desfiintata.

 

ART. 36

Averea cultelor disparute sau a caror recunoastere a fost retrasa, apartine de drept Statului.

 

ART. 37

Daca cel putin 10% din numarul credinciosilor comunitatii locale a unui cult trec la alt cult, comunitatea locala religioasa a cultului parasit, pierde de drept o parte din patrimoniul sau, proportionala cu numarul credinciosilor care au parasit-o si aceasta parte proportionala se stramuta tot de drept în patrimoniul comunitatii locale a cultului adoptat de noii credinciosi.

Daca cei care parasesc comunitatea locala alcatuiesc majoritatea, biserica (locasul de închinaciune, casa de rugaciuni), cum si edificiile anexe, apartin de drept comunitatii locale a cultului nou adoptat, cealalta avere cuvenindu-se celor doua comunitati locale în proportia aratata la alineatul precedent.

Daca cei trecuti de la un cult la altul reprezinta cel putin 75% din numarul credinciosilor comunitatii locale a cultului parasit, întreaga avere se stramuta de drept în patrimoniul comunitatii locale a cultului adoptat, cu drept de despagubire pentru comunitatea locala parasita, proportional cu numarul celor ramasi fara a se socoti biserica (locasul de închinaciune, casa de rugaciuni) si edificiile anexe; aceasta despagubire va fi platita în termen de cel mult 3 ani de la stabilirea ei.

Cazurile prevazute în acest articol vor fi constatate si solutionate de judecatoria populara a locului.

 

CAP. 5

Raporturile dintre culte

 

ART. 38

Trecerile de la un cult la altul sau parasirea unui cult, sunt libere. Declaratia de parasire a unui cult se comunica partii componente locale a cultului parasit, prin autoritatea comunala locala. La cerere autoritatea comunala respectiva este obligata sa elibereze dovada facerii acestei comunicari.

 

ART. 39

Nici un cult nu va putea înscrie noi adepti, decât daca cel ce solicita acest lucruface dovada ca a anuntat de parasirea cultului, cultul caruia i-a apartinut.

 

ART. 40

Relatiunile cultelor religioase cu strainatatea, vor fi numai de natura religioasa. Nici un cult religios si nici un reprezentant al vreunui cult nu va putea întretine legaturi cu cultele religioase, institutiuni sau persoane oficiale în afara teritoriului tarii, decât cu aprobarea Ministerului Cultelor si prin intermediul Ministerului Afacerilor Externe.

 

ART. 41

Jurisdictia cultelor religioase din tara nu se poate întinde în afara de teritoriul Republicii Populare Române si nici cultele religioase din strainatate nu vor putea exercita jurisdictiunea asupra credinciosilor din cuprinsul Statului Român.

 

ART. 42

Ajutoarele sau ofrandele primite din strainatate de cultele religioase din tara sau trimise de acestea în strainatate, vor fi controlate de Stat.

 

ART. 43

Bunurile bisericesti aflatoare în strainatate si interesele religioase ale cetatenilor români în strainatate pot constitui obiectul unor întelegeri internationale pe baza de reciprocitate.

 

CAP. 6

Despre învatamântul religios

 

ART. 44

Cultele religioase sunt libere a-si organiza învatamântul pentru pregatirea personalului cultului sub controlul Statului.

Crearea scolilor si alcatuirea programelor scolare se vor face de catre organele competente ale cultelor religioase respective si vor fi supuse spre aprobare Ministerului Cultelor.

 

ART. 45

Membrii Corpului didactic se numesc de organele statutare ale cultului religios respectiv, în conformitate cu statutul si normele aprobate de minister, având pentru cei salarizati de Stat recunoasterea prealabila a ministerului, iar pentru cei platiti de cult, confirmarea în termen de 15 zile de la numire. Ministerul Cultelor poate anula numirile facute, când motive de ordine publica sau siguranta Statului cer acest lucru.

 

ART. 46

Diplomele si certificatele eliberate de catre scolile de învatamânt pentru pregatirea personalului cultului, au valabilitatea numai în cuprinsul cultului respectiv.

Echivalarea diplomelor si certificatelor din strainatate, în ceea ce priveste pregatirea religioasa, va fi stabilita de comisiuni speciale recunoscute de Ministerul Cultelor.

 

ART. 47

Cultele religioase sunt obligate a comunica Ministerului Cultelor toate datele cu privire la organizarea si functionarea învatamântului pentru pregatirea personalului eclesiastic.

 

ART. 48

Cultele religioase pot organiza, cu aprobarea ministerului, pentru pregatirea deserventilor cultului, scoli de cântareti si scoli pentru pregatirea clerului.

Scolile de cântareti vor avea la baza cel putin gimnaziul unic sau sapte clase primare (învatamântul elementar de sapte clase). Scolile pentru pregatirea clerului mirean si monahal pot fi seminarii teologice, având la baza gimnaziul unic sau sapte clase primare, institute teologice, având la baza absolventa liceului sau a scolii normale (pedagogice) si institute teologice de grad universitar, având la baza bacalaureatul sau diploma de scoala normala (pedagogica).

Fiecare cult îsi va alege, pentru formarea clerului, una din aceste forme de asezamânt scolar.

Pentru pregatirea monahilor, cultele pot organiza, cu aprobarea ministerului, seminarii speciale cu baza de gimnaziu unic sau scoala primara de sapte ani.

 

ART. 49

Cultul ortodox va putea avea, pentru pregatirea clerului doua institute teologice de grad universitar.

Cultul catolic va putea avea un singur institut teologic de grad universitar, cu sectiile speciale necesare.

Cultele protestante de asemenea vor putea avea un singur institut teologic de grad universitar, cu sectiile speciale necesare.

 

ART. 50

Cultele pot avea internate pentru elevii sau studentii care urmeaza scolile, respectiv institutele de pregatire a clerului, însa exclusiv pentru acestia si numai pe lânga scoala sau institutul respectiv.

 

ART. 51

Jurisdictiunea canonica si învatatura dogmatica în scolile de cântareti, seminarii si institute, sunt pe seama cultului respectiv, iar controlul didactic si administrativ, apartin Ministerului Cultelor, indiferent de felul si gradul lor.

 

ART. 52

Încadrarea profesorilor actuali se va face prin decret la propunerea Ministerului Cultelor.

 

CAP. 7

Dispozitiuni finale si transitorii

 

ART. 53

Actualele seminarii teologice, în care se preda si cultura generala, se desfiinteaza. Corpul didactic de specialitati laice de la aceste seminarii, împreuna cu prevederile bugetare respective, trec de la Ministerul Cultelor la Ministerul Învatamântului Public. Profesorii care intra în aceasta categorie vor fi încadrati dupa posibilitati, la catedre de aceeasi specialitate sau specialitati înrudite.

Absolventii cu diploma ai seminariilor teologice si care au obtinut diploma pâna la data aparitiei legii de fata, se bucura de aceleasi drepturi de a urma învatamântul teologic superior, ca si bacalaureatii liceelor teoretice sau diplomatii scolilor normale.

 

ART. 54

Facultatea de Teologie din Bucuresti se transforma în Institut Teologic de grad universitar, iar personalul didactic si administrativ, împreuna cu prevederile bugetare respective, trec de la Ministerul Învatamântului Public, la Ministerul Cultelor.

 

ART. 55

Toate chestiunile cu privire la împartirea bunurilor între diferitele comunitati religioase locale ale cultelor, nerezolvate înca, se vor rezolva potrivit dispozitiunilor art. 37 din legea de fata.

 

ART. 56

Toate cultele religioase sunt datoare a-si înainta statutul lor de organizare, pus în concordanta cu prevederile legii de fata, în termen de 3 luni de la data publicarii prezentei legi, Ministerul Cultelor, în vederea aprobarii lor. Aprobarea statutelor se face prin decret al Prezidiului Marii Adunari Nationale, la propunerea Ministrului Cultelor.

 

ART. 57

Modificarile ulterioare în statutele de organizare ale diferitelor culte religioase,se vor face în acelasi mod.

 

ART. 58

Dispozitiunile legii 68 din 19 Martie 1937, pentru organizarea clerului militar, se abroga.

Membrii clerului tuturor cultelor sunt obligati a acorda asistenta si servicii religioase ostasilor, ori de câte ori li se cere. Refuzul de a satisface aceasta obligatie constituie o abatere ce se va sanctiona disciplinar.

 

ART. 59

Bisericile si capelele militare, cu întregul lor inventar, trec în proprietatea parohiilor de acelasi cult, în circumscriptia carora se afla. Catedrala Episcopala a clerului militar din orasul Alba-Iulia, dimpreuna cu patrimoniul sau, trece în proprietatea Episcopiei ortodoxe române a Clujului,

Vadului si Feleacului.

 

ART. 60

Membrii clerului militar, care la data publicarii prezentei legi în Monitorul Oficial, au cel putin 20 de ani de serviciu public, vor putea cere pensionarea prin derogare de la dispozitiunile legii generale de pensiuni, beneficiind de un spor de 5 ani, utili la pensie, adaugati la timpul efectiv servit.

Membrii clerului militar, care nu vor beneficia de dispozitiunile alineatului precedent, vor fi încadrati în posturi de preoti, pe baza de cereri individuale, în Eparhiile unde au mai functionat sau în alte Eparhii, care au posturi vacante.

Actualul Episcop al Armatei, pastrându-si titlurile si drepturile personale actuale, ramâne la dispozitiunea Sfântului Sinod, care-i va fixa atributiuni potrivite rangului sau.

 

ART. 61

Plata acestui personal clerical, trecut la Ministerul Cultelor, se va face dintr-un credit extraordinar bugetar, ce se va deschide de catre Ministerul Finantelor pe seama Ministerului Cultelor si care se va acoperi prin anularea unei sume de valoare egala din bugetul Ministerului Apararii Nationale.

 

ART. 62

Legea Nr. 54 din 22 Aprilie 1928, pentru regimul general al cultelor, precum siorice dispozitiuni contrare prezentei legi, se abroga.

 

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