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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

RISOLUZIONENE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

del 12 settembre 1945

 

I. - Considerato che:

a) nell’anno 1940 la Sede Apostolica ha affidato per mezzo del Nunzio a Berlino, l’amministrazione della diocesi di Chelmno al vescovo di Danzica, il tedesco Karol Maria Splett, ciò che rappresentava una violazione del concordato e in particolare dell’art. IX, in base a cui «nessuna parte della Repubblica Polacca sarà affidata a un vescovo la cui sede si trovi al di fuori delle frontiere dello Stato Polacco»;

b) la Sede Apostolica ha nominato all’arcivescovado di Gniezno e Poznań l’amministratore apostolico tedesco Breitinger, con giurisdizione per i tedeschi che abitavano i territori della diocesi di Gniezno e Poznań, ciò che era in contrasto con gli interessi della nazione dello Stato Polacco, nonché violazione dell’art. IX del Concordato, dato che la gerarchia cattolica della Repubblica Polacca non prevede in generale alcuna divisione nazionale, ma solo le divisioni in base ai riti a) latino; b) greco-ruteno; c) armeno.

Il Governo Polacco constata che il concordato concluso tra la Repubb1ica Polacca e la Sede Apostolica ha cessato di essere in vigore in conseguenza di violazione unilaterale da parte della Sede Apostolica con gli atti giuridici compiuti durante l’occupazione in contrasto con i suoi impegni.

II. - Considerato che a differenza della maggior parte degli Stati, la Sede Apostolica non ha finora riconosciuto il Governo Provvisorio di Unità Nazionale, e che in conseguenza di ciò tra la Sede Apostolica e il Governo Provvisorio di Unità Nazionale non esistono normali rapporti diplomatici, il Governo di Unità Nazionale non prende atto della comunicazione ufficiale della nomina degli amministratori apostolici fatta dalla Sede Apostolica il 15 agosto del corrente anno.

III. - Il Governo Provvisorio di Unità Nazionale dichiara che così come non ha frapposto finora alcuno ostacolo all’attività della Chiesa Cattolica, ugualmente per il futuro assicura alla Chiesa Cattolica la piena libertà di attività, nel quadro delle leggi vigenti.

 

 

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