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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

COMUNICATO DELLA COMMISSIONE MISTA DEL GOVERNO DELLA REPUBBLICA POLACCA E DELL’EPISCOPATO

(dicembre 1956)

 

La commissione mista dei rappresentanti del Governo e dell’Episcopato ha discusso diverse questioni, riguardanti le relazioni tra lo Stato e la Chiesa, che esigono una regolamentazione.

Durante i colloqui i rappresentanti del Governo hanno sottolineato la disponibilità a togliere gli ostacoli che, nel periodo precedente, avevano resa difficile la realizzazione del principio della piena libertà della vita religiosa.

I rappresentanti dell’Episcopato hanno constatato che in conseguenza dei mutamenti intervenuti nella vita pubblica che tendono al rafforzamento della legalità, della giustizia sociale della convivenza pacifica e all’elevazione della morale pubblica e alla riparazione delle ingiustizie, il Governo e le autorità statali troveranno nella gerarchia della Chiesa e negli ecclesiastici piena comprensione per queste iniziative.

I rappresentanti dell’Episcopato hanno anche espresso il pieno appoggio per gli sforzi intrapresi dal Governo tendenti a rafforzare e a promuovere lo sviluppo della Polonia Popolare, alla concentrazione degli sforzi di tutti i cittadini in un lavoro comune per il bene del paese, all’osservanza coscienziosa delle leggi della Polonia Popolare e al compimento da parte dei cittadini dei loro obblighi verso lo stato.

La Commissione mista ha esaminato e regolato alcune questioni importanti per lo Stato e per la Chiesa.

1) Allo scopo di regolare i rapporti giuridici fra lo Stato e l’Amministrazione ecclesiastica, la Commissione mista avanzerà richiesta alle autorità statali perchè abroghino il decreto finora vigente del 9 febbraio 1953 sulla nomina alle cariche ecclesiastiche. Regolando tale questione, il nuovo atto legislativo garantirà allo stato la facoltà di intervenire nella nomina alle cariche di arcivescovi, vescovi diocesani, coadiutori con diritto di successione e parroci, rispettando nello stesso tempo le esigenze della giurisdizione ecclesiastica.

Il progetto del nuovo atto legislativo sarà concordato dalla Commissione mista.

2) Allo scopo di regolare l’insegnamento della religione nelle scuole, sono stati stabiliti i seguenti principi:

- Si assicura la piena libertà e si garantisce la spontaneità di usare dell’insegnamento della religione nelle scuole primarie e medie per i bambini i cui genitori esprimeranno tale desiderio. L’insegnamento della religione nelle scuole sarà considerato materia non obbligatoria. Le autorità scolastiche sono obbligate a rendere possibile l’insegnamento della religione attraverso un’adeguata distribuzione dell’impegno scolastico.

- Gli insegnanti di religione saranno nominati dalle autorità scolastiche d’intesa con le autorità ecclesiastiche. Gli insegnanti di religione saranno pagati dal bilancio del Ministero dell’istruzione. I programmi ed i manuali per l’insegnamento della religione devono avere l’approvazione delle autorità ecclesiastiche e delle autorità scolastiche. Le ispezioni all’ insegnamento della religione saranno eseguite dalle autorità ecclesiastiche e dalle autorità scolastiche. Le autorità scolastiche faranno il possibile per facilitare ai fanciulli e ai giovani la libera partecipazione alle pratiche religiose al di fuori della scuola.

- Le autorità scolastiche ed il clero assicureranno piena libertà e tolleranza ugualmente ai credenti e ai non credenti e si opporranno decisamente contro ogni tentativo di violare la libertà di coscienza.

3) La Commissione ha concordato i principi per assicurare l’assistenza religiosa ai malati,

Sulla base di questi principi saranno pubblicate nuove ordinanze da parte del Ministero della sanità.

4) La Commissione ha stabilito i principi per l’assistenza pastorale ai detenuti e per la nomina di cappellani per i detenuti.

5) Si permette il ritorno delle monache che erano state trasferite nel 1955 dai voivodati di Opole, Wroclaw e Katowice. Coloro fra queste che non si sentono unite alla Polonia e hanno espresso la volontà di recarsi all’estero potranno lasciare il paese. E’stato ugualmente deciso il ritorno dei sacerdoti che erano stati espulsi dalle loro parrocchie nei voivodati occidentali.

6) E’ stato concluso un accordo fra l’Episcopato e il Governo sulla questione dei cinque nuovi vescovi nominati dalla Sede Apostolica nei Territori occidentali.

 

©GB FB

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