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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

CONVENZIONE RELATIVA ALLA SICUREZZA SOCIALE DEI PRETI DELLA CHIESA ORTODOSSA SERBA E MACEDONE

 

del 14 luglio 1966

 

Disposizioni generali

 

Art. 1

La presente convenzione garantisce l’assicurazione - malattia e l’attuazione dell’assicurazione - invalidità e dell’assicurazione-pensione dei preti della Chiesa ortodossa serba e macedone (che sono qualificati assicurati nel testo che segue).

Art. 2

Hanno la qualifica di assicurati: i vescovi, i preti, i diaconi, i religiosi in servizio nelle chiese e nei monasteri e anche i religiosi ai quali il loro vescovo diocesano (eparca) ha affidato l’esercizio di una funzione parrocchiale o diaconale.

Le persone considerate nell’alinea 1 del presente articolo conservano la qualifica di assicurati anche quando sono al servizio della Chiesa ortodossa serba e macedone all’estero.

Art. 3

Gli assicurati e i membri delle loro famiglie godono dei diritti dell’assicurazione-malattia alle condizioni e nella misura previste dalla Legge fondamentale sull’assicurazione-malattia se non è disposto diversamente dalla presente convenzione.

 

Le categorie di assicurati

 

Art. 4 - I diritti degli assicurati all’assicurazione-malattia, all’assicurazione-invalidità e all’assicurazione-pensione sono determinati in funzione della categoria; della qualificazione professionale, dell’anzianità di servizio e anche dell’importo delle quote:

1) per gli assicurati aventi un’altra formazione professionale (1° categoria) e per i periodi di lavori seguenti:

da 0 a 10 anni importo d’assicurazione 450Din.

da 10 a 20 anni »»»500»

da 20 a 30 anni »»»600»

da 30 e oltre»»»700»

2) per gli assicurati aventi una formazione professionale superiore e per coloro che esercitano le funzioni di giudice, di segretario o di procuratore al tribunale ecclesiastico, o quelle di segretario del consiglio d’amministrazione diocesano (2° categoria) e che hanno i seguenti periodi di lavoro:

da 0 a 10 anni importo d’assicurazione 400 Din.

da 10 a 20 anni »»»450»

da 20 a 30 anni »»»550»

da 30 e oltre »»»650»

3) per gli assicurati a formazione professionale media (3° categoria) e che hanno compiuto i seguenti periodi di lavoro:

da 0 a 10 anni importo d’assicurazione 350 Din.

da 10 a 20 anni » » »400»

da 20 a 30 anni» » »500»

da 30 e oltre » »600 »

4) per gli altri assicurati (4° categoria):

da 0 a10 anni importo d’assicurazione 300 Din.

da 10 a 20 anni »»»350»

da 20 a 30 anni »»»400»

da 30 e oltre »»»450»

 

Il Sinodo dei Vescovi fissa il rango delle scuole religiose. È dopo questa classificazione che il livello di formazione professionale sarà determinato.

Art. 5

Gli importi delle assicurazioni previsti all’art. 4 della presente convenzione saranno maggiorati ogni anno a partire dal 1967.

La maggiorazione si effettuerà aggiungendo all’importo d’assicurazione la percentuale di accrescimento dei trattamenti nominali medi dei lavoratori, che sarà stato stabilito dall’Istituto federale di Statistica per l’anno decorso.

Gli importi ottenuti con la maggiorazione definita all’al. 2 del presente articolo saranno espressi in cifra tonda.

Non ci sarà maggiorazione se la percentuale di aumento stabilita per l’anno decorso è inferiore a 5. In questo caso si aggiungerà, quando sarà effettuata la maggiorazione l’anno seguente, la percentuale di aumento stabilita per l’anno decorso alla percentuale di aumento stabilita durante l’anno che segue. L’importo sarà aumentato della percentuale di aumento globale per i due anni.

La prima maggiorazione avrà luogo nel 1967 , in funzione della evoluzione dei redditi personali nel 1966 , in rapporto al 1965.

Gli importi delle assicurazioni stabiliti nel modo previsto agli alinea 2 e 3 del presente articolo entreranno in vigore il primo giorno del mese seguente nell’anno in cui la maggiorazione sarà stata effettuata.

Art. 6

Trattandosi degli assicurati che ricevono regolarmente un trattamento mensile, è questo trattamento che servirà alla loro classificazione.

Ai termini dell’al. 1 del presente articolo, l’importo di assicurazione meno elevato non potrà essere inferiore a 300 dinari.

 

Il periodo di assicurazione

 

Art. 7

Negli anni di lavoro rilevanti agli effetti della pensione sono conteggiati:

1) i periodi di lavoro compiuti dopo il giorno d’inizio dell’applicazione della legge fondamentale sull’assicurazione-pensione, nonché i periodi di lavoro compiuti prima dell’inizio dell’applicazione della legge in questione;

2) i periodi di partecipazione all’attività rivoluzionaria, alla guerra di Liberazione nazionale e alla lotta antifascista condotta in altri Paesi e in altri eserciti; i periodi di partecipazione alle guerre, i periodi di interruzione delle funzioni ecclesiastiche che sono riconosciute in quanto periodi di lavoro speciale per le disposizioni degli artt. 138, 140-146 e 148-150 della Legge fondamentale dell’assicurazione-pensione;

3) il tempo passato al servizio della Chiesa ortodossa serba e macedone, prima della attuazione della sicurezza sociale del clero della Chiesa ortodossa serba, ivi compresi i periodi di questo servizio compiuti all’estero.

Il tempo passato dagli assicurati - dalla loro andata in pensione fino all’entrata in vigore della sicurezza sociale dei preti della Chiesa ortodossa serba - nell’esercizio delle funzioni di prete, di impiegato della chiesa o di catechista, è conteggiato come periodo compiuto a servizio della Chiesa ortodossa serba e macedone.

Se, per il riconoscimento di un determinato periodo ai termini della Legge fondamentale sull’assicurazione pensione e sull’assicurazione-invalidità, lo stabilimento, l’esistenza o la cessazione di un rapporto di lavoro sono richiesti come condizione, si considererà che questa condizione è soddisfatta con l’entrata al servizio della Chiesa ortodossa serba e macedone, con il compimento di questo servizio o con la sua cessazione.

Art. 8

Il tempo trascorso al servizio della Chiesa ortodossa serba e macedone dopo l’entrata in vigore della sicurezza sociale per il clero ortodosso, e per il quale le quote di sicurezza sociale non saranno state pagate, sarà conteggiato negli anni di lavoro per la pensione dopo che le quote in questione saranno state versate.

Gli anni di servizio saranno, ai termini dell’al. 1 del presente articolo, conteggiati a partire dal giorno dell’ordinazione. Il fatto di avere una nazionalità straniera non è un ostacolo nel calcolo degli anni valevoli per la pensione, come è previsto all’al. 1 del presente articolo.

 

Diritti degli assicurati

Art. 9

Le prestazioni in luogo e al posto del reddito individuale in caso d’invalidità temporanea al lavoro previste all’art. 48, al. 1, n. 1 della Legge fondamentale sull’assicurazione-malattia, sono versate a partire dall’ottavo giorno d’incapacità temporanea.

Le prestazioni in luogo o al posto del reddito individuale sono determinate secondo la metà degli importi di assicurazione durante i sei mesi che hanno preceduto l’incapacità al lavoro.

Le disposizioni della legge fondamentale sull’assicurazione-malattia, relative all’orario di lavoro diminuito durante la durata dell’incapacità temporanea al lavoro e alle prestazioni in luogo e al posto del reddito individuale durante quel periodo, non si applicano agli assicurati, non più di quanto ad essi non sono applicabili le disposizioni degli artt. 50, 53 e 63 della suddetta legge che riguardano l’impedimento del lavoratore nel corso della giornata di lavoro.

Art. 10

La pensione dell’assicurato è determinata secondo la metà degli importi d’assicurazione per il corso di un periodo di assicurazione ininterrotta di 10 anni.

Prima che siano trascorsi 10 anni dall’inizio dell’applicazione della legge fondamentale sull’assicurazione-pensione, l’importo della pensione sarà determinato secondo la metà degli importi d’assicurazione previsti dal prontuario e che saranno serviti alla classificazione dell’assicurato dopo il 1° gennaio 1965.

Art. 11

Gli assicurati hanno diritto all’assicurazione per tutti i casi di invalidità previsti dalla legge fondamentale sull’ assicurazione-invalidità con un supplemento di aiuto e di cure al riadattamento professionale con indennizzo materiale per il fatto del riadattamento, al reimpiego ai lavori in rapporto con prestazioni che comportano il godimento di questo diritto e il rimborso delle spese di trasporto.

Art. 12

Sono considerati come lavori ai termini della legge fondamentale sull’assicurazione-invalidità tutti i lavori che l’assicurato compie a titolo della. sua funzione di prete.

Art. 13

Gli assicurati ai quali la Chiesa ortodossa serba e macedone non può procurare alcun altro lavoro o funzione hanno diritto al riadattamento professionale, nonché al reimpiego, a termini delle disposizioni della legge fondamentale sull’assicurazione-invalidità.

Il riadattamento professionale e il reimpiego dell’assicurato, a termini delle disposizioni della legge fondamentale sull’assicurazione-invalidità hanno luogo per un posto di lavoro appartenente alla categoria nella quale l’assicurato è stato classificato secondo l’art. 4 della presente convenzione.

Art. 14

Per il calcolo delle prestazioni previste dalla legge fondamentale sull’assicurazione-invalidità, si considera come reddito individuale l’importo corrispondente alla categoria nella quale l’assicurato era stato classificato al momento in cui è sopravvenuta l’invalidità.

Art. 15 - Si può domandare la pensione se tutte le quote a questo titolo sono state versate.

Gli assicurati non possono godere dei loro diritti all’assicurazione-malattia se essi non hanno regolarmente versato le loro quote a questo titolo. L’esercizio interrotto di questo diritto riprende a partire dal giorno in cui le quote scadute saranno state pagate interamente.

La sospensione e il ristabilimento di questo diritto formano oggetto di una decisione speciale.

Art. 16

Il diritto alla pensione prende effetto a partire dal giorno in cui l’esercizio regolare della funzione di prete è venuta a cessare.

Trattandosi dell’assicurato che è stato messo a riposo con meno di 40 anni di servizio, gli sarà versata l’intera pensione anche se, dopo la sua messa a riposo, egli continua ad officiare e in particolare a dir messa, battezzare, celebrare matrimoni ecc., a condizione, tuttavia, che queste funzioni gli siano state affidate dal vescovo diocesano allo scopo di assistere o di sostituire un altro prete. Questa attività dell’assicurato a riposo non è considerata come attività autonoma di cui dagli artt. 104 e 120 della legge fondamentale sull’assicurazione-pensione.

Trattandosi dell’assicurato messo a riposo dopo 40 anni o più di servizio, l’importo interno della pensione gli sarà versato anche se, dopo la sua messa a riposo, egli riprende l’esercizio regolare della sua funzione di prete. Ma, in tal caso, egli non acquista la qualifica di assicurato.

 

Le quote per la sicurezza sociale

 

Art. 17

Le quote, previste dalla legge fondamentale sull’organizzazione e il finanziamento della sicurezza sociale, ad eccezione tuttavia della quota per gli alloggi familiari e per l’impiego, sono calcolate e versate a titolo della sicurezza sociale degli assicurati.

Le quote della sicurezza sociale sono calcolate secondo la categoria della classificazione degli assicurati ai termini dell’art. 4 della presente Convenzione. Esse sono calcolate sull’importo netto delle remunerazioni, al tasso fissato dalla legge.

Art. 18

Le quote per la sicurezza sociale sono versate dalla comune ecclesiastica per i curati di parrocchia. Per gli altri assicurati, è l’istituzione confessionale al servizio della quale si trovano gli assicurati che versa le quote. Le quote non sono versate finché dura l’impedimento del lavoratore previsto dall’art. 48 della legge fondamentale sull’assicurazione-malattia. Gli assicurati in servizio all’estero pagano da se stessi le loro quote per la sicurezza sociale.

 

La procedura per l’attuazione dei diritti

 

Art. 19

La comune ecclesiastica e le istituzioni confessionali sono tenute a fare, per conto dei loro assicurati, le dichiarazioni prescritte, sulla base di documentazione.

La classificazione degli assicurati, prevista dagli artt. 4-6 della presente convenzione, è effettuata dall’istituto comunale della sicurezza sociale, in pratica dagli organi dell’istituto che sono abilitati a effettuarla.

L’istituto per la sicurezza sociale, e in pratica l’organo dell’istituto a ciò abilitato, è tenuto ad informare l’assicurato, nonché la comune ecclesiastica o l’istituzione confessionale, della classificazione dell’assicurato nell’una o l’altra categoria d’assicurazione. L’organo deve inserire segnatamente nella sua informazione i dati relativi all’importo d’assicurazione come anche al tasso di quota.

Se si ha una modifica nel tasso di quota dopo la comunicazione del rapporto relativo alla classificazione degli assicurati, o se intervengono circostanze che rendono necessaria la modifica delle categorie di assicurazione, l’istituto comunale di sicurezza sociale, in particolare l’organo dell’istituto a ciò abilitato, informerà per iscritto la comune ecclesiastica o l’istituzione confessionale del cambiamento intervenuto.

L’istituto federale di sicurezza sociale è tenuto a informare il consiglio di amministrazione del Patriarcato dell’aumento della media dei redditi individuali, ai sensi dell’art. 5, al n. 2 della presente Convenzione.

Art. 20

L’assicurato, la comune ecclesiastica e l’istituzione confessionale possono domandare che la decisione relativa alla classificazione degli assicurati sia loro comunicata. Si può interporre ricorso contro la suddetta decisione davanti all’organo di seconda istanza competente in materia.

Art. 21

La domanda di riadattamento professionale o di reimpiego, nonché la domanda della pensione sono presentate: dal Consiglio dei vescovi ,per il Patriarca ed i vescovi; dal vescovo per i preti in servizio nelle parrocchie, per i religiosi, per i diaconi; dall’istituzione ecclesiastica per gli impiegati della chiesa.

La decisione di messa a riposo dell’assicurato è comunicata a quest’ultimo nonché al consiglio d amministrazione del Patriarcato della chiesa ortodossa serba o al consiglio d amministrazione della Chiesa ortodossa macedone.

Le commissioni che hanno competenza per valutare i tassi di invalidità nonché la capacità di lavoro rimanente, per comunicare avvisi e giudizi, devono assumere in particolare il parere dell’organo ecclesiastico previsto dall’al. 1 del presente articolo, quanto alla necessità e alla legittimità del riadattarnento professionale o del reimpiego.

 

Disposizioni transitorie e finali

 

Art. 22

I periodi che sono conteggiati negli anni di servizio per il ritiro ai termini della presente convenzione, saranno conteggiati ugualmente agli assicurati pensionati che ne faranno richiesta.

Art. 23

I diritti acquisiti in forza della convenzione del 25 aprile 1963 relativa alla sicurezza sociale del clero della Chiesa ortodossa serba e macedona resteranno in vigore dopo la messa in applicazione della presente convenzione.

Art. 24

Il direttore dell’istituto federale di sicurezza sociale, qualora vi fosse bisogno e in accordo con il Patriarca, emanerà istruzioni più dettagliate concernenti l’applicazione della presente convenzione.

Art. 25

La convenzione del 25 aprile 1963 relativa alla sicurezza sociale del clero della Chiesa ortodossa serba e macedone cessa di essere in vigore il giorno dell’entrata in vigore della presente convenzione.

Art. 26

La presente convenzione entra in vigore il giorno seguente la pubblicazione nel “Giornale Ufficiale della RSFJ”.

 

 

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