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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

CONVENZIONE RELATIVA ALLA SICUREZZA SOCIALE PER IL PERSONALE DI SERVIZIO DEL CULTO E ALTRI FUNZIONARI DELLA COMUNITÀ RELIGIOSA ISLAMICA NELLA R.S.F.J.

 

del 4 febbraio 1964

 

Disposizioni generali

 

Art. 1

La presente convenzione regola la sicurezza sociale del personaledi servizio del culto e degli altri funzionari della Comunità religiosa islamica nella R.S.F.J. (qualificati assicurati nel testo che segue) nonché dei membri delle loro famiglie.

 

Art. 2

Sono considerati come assicurati ai termini della presente convenzione:

1) il Reis-ul-ulema, i presidenti della Comunità religiosa islamica nelle repubbliche, e i principali imam;

2) il personale di servizio del culto e gli altri funzionari della Comunità religiosa islamica che ha una formazione universitaria, superiore o secondaria.

Ai termini della presente convenzione si intende per formazione universitaria quella acquisita nelle facoltà e scuole superiori assimilate alle facoltà, nonché nelle scuole confessionali della Comunità religiosa islamica i cui diplomi sono riconosciuti equivalenti a quelli delle facoltà. È ugualmente riconosciuto equivalente il diploma Alimijer rilasciato dalla facoltà di teologia El Azhar del Cairo.

Ai termini della presente convenzione si intende particolarmente per formazione superiore quella acquisita alla Scuola sceriatica di Stato dì Serajevo, che forma i giudici sceriatici e dove si è ammessi dopo aver superato con successo un esame di ammissione.

Si intende per formazione secondaria quella acquisita nelle seguenti scuole di secondo grado: scuole di 2° grado e scuole assimilate; scuole confessionali della Comunità religiosa islamica che sono riconosciute equivalenti alle scuole di 2° grado dalle prescrizioni generali relative alle categorie di scuole e di corsi; le medresse non riformate con « idjazetnama » riconosciuta e il cui insegnamento è svolto per otto armi, la medressa di Ghazi Husrey-bey (otto classi) di Serajevo con esame finale conforme al programma di insegnamento che era in vigore alla fine dell’anno scolastico 1960/61 ; la medressa di Ghazi-Husrey-bey (cinque classi) di Serajevo, con esame finale conforme al programma di insegnamento che era in vigore dopo l’anno scolastico 1961/62; la medressa secondaria (cinque classi) « Aladin » di Priština, con esame finale conforme al programma di insegnamento entrato in vigore nel corso dell’anno scolastico 1962/63, nonché il “Darulmuslimin” di Serajevo il cui insegnamento è svolto in tre e quattro anni.

3) Il personale di servizio del culto e altri funzionari della Comunità religiosa islamica che hanno una formazione secondaria incompleta, nominati dagli organi competenti della suddetta Comunità e la cui nomina è stata ratificata dalla Direzione suprema della Comunità religiosa islamica.

Si intende per formazione secondaria incompleta quella acquisita nelle scuole incomplete di 2° grado e altre scuole assimilate nonché nelle scuole confessionali della Comunità religiosa islamica che sono riconosciute equivalenti alle scuole di 2° grado dalle prescrizioni generali relative alle categorie di scuole e di corsi. È ugualmente riconosciuta equivalente la formazione acquisita in tre anni di medresse.

4) Il personale di servizio del culto e altri funzionari della Comunità religiosa islamica nominati a funzioni ecclesiastiche dagli organi competenti della Comunità religiosa islamica, la cui nomina è stata ratificata dalla Direzione suprema della Comunità religiosa islamica, che contano 10 anni di servizio come minimo e hanno passato con successo e dopo il 1° gennaio 1952 l’esame imposto agli imam davanti a una commissione nominata dalla Direzione suprema della Comunità religiosa islamica. Coloro che, senza aver passato l’esame in questione, hanno 50 anni e contano 20 anni di servizio alla data del 31 dicembre 1960, sono ad essi assimilati. L’esame imposto agli imam sarà preso in considerazione se è stato sostenuto con successo prima del 31 dicembre 1960.

 

Art. 3

I muezzin non sono considerati assicurati ai termini della presente convenzione.

In deroga all’art. 1 del presente articolo, saranno considerati come assicurati i muezzin nominati dall’organo competente della Comunità religiosa islamica, e la cui nomina sia stata ratificata dalla Direzione suprema della Comunità religiosa islamica, nelle seguenti moschee: moschea di Ferhat pacha a Banjaluka; moschea «Omerbašič» a Bar; « Bairakli » a Belgrado; «Fethija» a Bihać; « Ishakija» a Bitolj ; « Atik» a Bijeljina; « Gradska» a Cazin; di Ghazi Sina bey a Čajniće; «Hadum » a Djakovica; «Čarši » a Gnjilane; di Sina bey a Goražde ; « Svat » a Gostivar; di Sina bey a Kumanovo ; di Karadžoz bey a Mostar; « Altun Alem » a Novi Pazar; « Čarši » a Peć; di Hussein pacha a Plevlje «Čarši» a Priština; « Bajrakli » a Prizren; « Čaršjiska» a Prijedor; di Ghazi Husrev bey a «Careva » e «Čekrekčija Huslihudina» a Serajevo; del sultano Mourad, di Yahia pacha e di Mustafa pacha a Skoplje; « Valide Sultan » a Sjenica; « Čarši » a Tetovo; Starodogajska» a Titograd; « Sulejmanjia » a Travnik; « Čaršjiska » a Tuzla; « Namazdjeh» a Ulcinj; « Zagrebačka » a Zagreb; « Sultan Ahmed » a Zenica.

Le persone preposte a funzioni religiose nelle moschee menzionate all’al. 2 del presente articolo saranno considerate come assicurate se possiedono la formazione scolastica prevista all’art. 2, al. 2 e 3 della presente convenzione.

 

Art. 4

Gli assicurati hanno diritto all’assicurazione-malattia, all’assicurazione-invalidità e all’assicurazione-pensione;

Gli assicurati acquistano i diritti che provengono dall’assicurazione-malattia, dall’assicurazione-invalidità e dall’assicurazione-pensione, per se stessi e per i membri delle loro famiglie, alle condizioni previste dalla legge sull’assicurazione-malattia, della legge sull’assicurazione-invalidità e della legge sull’assicurazione-pensione, nella misura tuttavia in cui non è disposto altrimenti dalla presente convenzione.

Il personale di servizio del culto ed altri funzionari della Comunità religiosa islamica che non si trovano nelle condizioni previste dagli artt. 2 e 3 della presente convenzione, hanno diritto all’assicurazione-malattia se sono stati preposti a funzioni religiose dagli organi competenti della Comunità religiosa islamica e se la loro nomina è stata ratificata dalla Direzione suprema della Comunità religiosa islamica, a condizione, tuttavia, che essi non abbiano diritto all’assicurazione-malattia per altro titolo.

 

Diritti degli assicurati

 

Le categorie degli assicurati

 

Art. 5

In vista della determinazione degli importi derivanti dai loro diritti di sicurezza sociale, gli assicurati sono ripartiti in categoria, secondo la loro formazione professionale e il loro periodo di assicurazione, e ciò nella maniera seguente:

1. assicurati - formazione universitaria: importo della pensione

da 0 a 5 anni 17.800 din.

da 5 a 10 anni 19.000 »

da 10 a 15 anni 20.200 »

da 15 a 20 anni 21.500 »

da 20 a 25 anni 22.800 »

da 25 a 30 anni 24.400 »

oltre i 30 anni 26.000 »

 

2. assicurati - formazione scolastica superiore

da 0 a 5 anni 16.800 din.

da 5 a 10 anni 17.800 »

da 10 a 15 anni 19.800 »

da 15 a 20 anni 20.200 »

da 20 a 25 anni 21.500 »

da 25 a 30 anni 22.900 »

oltre i 30 anni 24.400 »

 

3. assicurati - formazione di 2° grado completo

da 0 a 5 anni 14.000 din.

da 5 a 10 anni 15.700 »

da 10 a 15 anni 16.800 »

da 15 a 20 anni 17.800 »

da 20 a 25 anni 19.000 »

da 25 a 30 anni 20.200 »

oltre i 30 anni 21.500 »

 

4. assicurati - formazione scolastica di 2° grado incompleto

da 0 a 5 anni 12.300 din.

da 5 a 10 anni 12.800 »

da 10 a 15 anni 13.400 »

da 15 a 20 anni 14.000 »

da 20 a 25 anni 14.800 »

da 25 a 30 anni 15.700 »

oltre i 30 anni 16.800 »

 

5. altri assicurati (cfr. art. 2, n. 4; art. 3 e art. 4, al. 3 della presente convenzione)

da 0 a 5 anni 11.800 din.

da 5 a 10 anni 11.900 »

da 10 a 20 anni 12.300 »

oltre i 20 anni 12.800 »

 

A titolo eccezionale, l’Istituto di sicurezza sociale della repubblica potrà, sentito il parere della Commissione federale per le questioni religiose, assegnare al Reis-ul-ulema una pensione superiore a quella prevista dall’al. 1, sub 1 del presente articolo. Potrà assegnare ai presidenti della Comunità religiosa islamica nelle repubbliche, nonché ai principali imam, pensioni superiori a quelle previste all’al. 1 del presente articolo. Tuttavia, la pensione assegnata non potrà superare i 41.800 dinari per il Presidente della Comunità religiosa islamica nella repubblica e 36.400 dinari per l’imam, principale.

 

Anni di servizio rilevanti per la pensione

 

Art. 6

Sono conteggiati negli anni di assicurazione per la pensione:

1) i periodi di assicurazione ai termini della presente convenzione;

2) il tempo riconosciuto come periodo di lavoro o periodo speciale ai termini delle disposizioni relative alla determinazione di questi periodi;

3) il tempo compiuto nell’esercizio di funzioni religiose prima dell’istituzione della sicurezza sociale del personale di servizio del culto e degli altri funzionari della Comunità religiosa, islamica.

Se un certo periodo non è conteggiato per la pensione ai termini della legge sull’assicurazione-pensione e della legge sull’assicurazione-invalidità che in funzione d’un rapporto di lavoro o di una durata determinata di questo rapporto ovvero della sua cessazione, si considererà che questa condizione è stata soddisfatta con l’inizio di funzioni religiose o con una durata adeguata di queste funzioni ovvero con la loro cessazione.

Trattandosi delle persone di cui all’art. 2 sub 4 e all’art. 4 della presente convenzione, che versano le quote all’assicurazione-invalidità e alla assicurazione-pensione dopo aver compiuto 10 anni di funzioni religiose, questi 10 anni non saranno conteggiati nei periodi di assicurazione per la pensione.

In deroga all’al. 3 del presente articolo si defalcheranno da questi 10 anni (o classi) le medresse che non saranno state terminate.

Trattandosi delle persone di cui all’art. 3 della presente convenzione, non si conteggerà nel loro periodo di assicurazione-pensione il tempo che esse avranno trascorso nell’esercizio di funzioni religiose in moschee non menzionate nell’articolo suddetto.

In deroga all’al. 5 del presente articolo, il tempo menzionato nell’alinea suddetto sarà riconosciuto alle persone che, al momento della conclusione della Convenzione relativa alla sicurezza sociale del personale di servizio del culto e altri funzionari della Comunità religiosa islamica nella RPFJ del 14 aprile 1960, esercitavano le funzioni di muezzin nelle moschee menzionate all’art. 3 della presente convenzione.

 

L’assicurazione-malattia

 

Art. 7

La prestazione in luogo e in vece del reddito individuale è determinata in funzione della classificazione dell’art. 5 della presente convenzione.

La prestazione in caso di inabilità temporanea al lavoro giunge agli rassicurati a partire dal 31° giorno dell’inabilità temporanea ininterrotta. Se essi percepiscono una remunerazione regolare dalla Comunità religiosa islamica, l’assegnazione verrà ad essi effettuata a partire dal primo giorno dell’inabilità al lavoro.

L’inabilità temporanea al lavoro che interviene in uno spazio di 30 giorni a partire dalla fine di un periodo precedente di malattia è considerata come il prolungamento di una inabilità precedente.

Le disposizioni della legge fondamentale sull’assicurazione-malattia, relative all’orario di lavoro ridotto durante il periodo dell’inabilità temporanea al lavoro, relative alla prestazione in luogo e in vece del reddito individuale durante quel periodo, e al caso di impedimento al lavoro sopravvenuto durante la giornata di lavoro (artt. 50, 51 e 63 della legge sull’assicurazione-malattia) non si applicheranno agli assicurati.

 

L’assicurazione-pensione

 

Art. 8

Gli assicurati acquistano il diritto al pieno riposo il giorno in cui hanno compiuto 60 anni di età e adempiuto le altre condizioni previste dal1a legge sull’assicurazione-riposo.

Gli assicurati acquistano il diritto al riposo in relazione alle condizioni previste all’art. 20 della legge sull’assicurazione-riposo.

Le pensioni di riposo, sia personali sia famigliari sono determinate secondo le categorie di assicurati previste all’art. 5 della presente convenzione. L’importo della pensione di riposo ottenuto in tal modo comprende specialmente l’aumento di 400 dinari previsto dall’Ordinanza sugli emendamenti alla Decisione del 1962 che istituisce un supplemento speciale alla pensione di riposo, pubblicata nel « G. U. della RPFJ» n. 53/62.

Il versamento della pensione di riposo decorre a partire dal primo giorno del mese che segue la messa a riposo dell’assicurato.

Gli assicurati non hanno diritto all’aumento della piena pensione, previsto dall’art. 70, al. 1 della legge sull’assicurazione-riposo, per gli anni trascorsi nell’esercizio di funzioni religiose dopo aver realizzato le condizioni necessarie ad ottenere la piena pensione di riposo.

 

L’assicurazione invalidità

 

Art. 9

Gli assicurati hanno diritto all’assicurazione-invalidità per tutti i casi previsti dalla legge sull’assicurazione-invalidità, compresi i casi di invalidità parziale e d’invalidità virtuale collegati al servizio.

Gli assicurati hanno diritto, nelle condizioni definite dalla legge sull’assicurazione-invalidità: alla pensione di invalidità con assegno di protezione e di aiuto di una terza persona, al riadattamento professionale pagato con le spese necessarie, al reimpiego in un posto di lavoro relativo, all’indennità per spese di viaggio e di spostamento.

 

Art. 10

Ai sensi dell’art. 30 della legge sull’assicurazione-invalidità, è considerata come lavoro ogni attività che l’assicurato esercita in quanto funzione religiosa.

 

Art. 11

La pensione di invalidità dell’assicurato è determinata in funzione della classificazione dell’art. 5 della presente convenzione, che abbia servito a determinare la pensione di riposo se l’assicurato aveva acquisito il diritto ad essa all’epoca in cui l’invalidità si è prodotta. L’importo della pensione d’invalidità ottenuto in tale maniera comprende in particolare l’aumento di 400 dinari previsto dall’Ordinanza relativa agli emendamenti alla Decisione del 1962 relativa al supplemento speciale alla pensione di riposo.

 

Art. 12

Ai sensi delle disposizioni della legge sull’assicurazione-invalidità, il diritto al riadattamento professionale compete agli assicurati ai quali la Direzione suprema della Comunità religiosa islamica non ha potuto procurare alcun altro lavoro nel quadro generale delle attività della Comunità religiosa.

Il riadattamento professionale dell’assicurato ha luogo nel modo definito all’art. 104, al. 1, sub 1 e 2, e al. 2 della legge sull’assicurazione-invalidità.

Oltre la valutazione della capacità rimanente all’assicurato per l’esercizio di una qualche attività, la commissione d’invalidità prenderà anche in considerazione le norme della Comunità religiosa islamica secondo le quali è definita la capacità di esercizio delle funzioni religiose.

 

Art. 13

Ai sensi delle disposizioni degli artt. 111 e 112 della legge sull’assicurazione-invalidità il diritto al reimpiego compete agli assicurati ai quali la Direzione suprema della Comunità religiosa islamica non ha potuto procurare alcun altro lavoro.

 

Art. 14

Il riadattamento professionale e il reimpiego dell’assicurato hanno luogo per un posto di lavoro della categoria di cui all’art. 64 della legge sull’assicurazione-riposo che corrisponde alla formazione professionale secondo la quale gli assicurati sono classificati ai sensi dell’art. 5 della presente convenzione.

 

Art. 15

In vista della determinazione delle prestazioni previste allo art. 128 della Legge sull’assicurazione-invalidità, si considererà come salario con assegnazioni permanenti nei termini del suddetto articolo quello che si riferisce alla categoria dell’art. 5 della presente convenzione nella quale l’assicurato si trovava classificato al momento in cui si è prodotta l’invalidità.

 

Le quote per la sicurezza sociale.

 

Art. 16

Agli effetti della sicurezza sociale, applicata secondo la presente convenzione, è previsto il pagamento di quote.

Le quote di sicurezza sociale degli assicurati sono calcolate e pagate conformemente ai tassi di contributi che, ai termini della Legge sull’organizzazione e il finanziamento della sicurezza sociale, sono fissati dalla Cassa di sicurezza sociale del comune nonché dalla Sicurezza sociale della repubblica.

Si prende per base di calcolo delle quote, gli importi corrispondenti alle categorie di cui all’art. 5 della presente convenzione, aumentati del 60%.

Le quote sono pagate dal Segretariato della Comunità religiosa islamica se si tratta del personale di servizio del culto e di funzionari della Comunità religiosa islamica che sono nella sua competenza territoriale. Esse sono pagate da altri organi e istituzioni della Comunità religiosa islamica se si tratta di personale di servizio del culto e di loro funzionari.

Le quote degli assicurati non sono versate durante il periodo in cui essi sono impediti di lavorare, come previsto all’art. 48 della legge sull’assicurazione-malattia.

Per la sicurezza sociale non sono pagati contributi supplementari, ai sensi della presente convenzione.

 

Art. 17

La realizzazione dei diritti definiti dalla presente convenzione è condizionata dal versamento regolare delle quote. Questi diritti non potranno

essere realizzati se le quote scadute non sono regolate al più tardi alla fine del mese che segue quello della loro scadenza. I diritti, che sono stati interrotti, riprenderanno effetto il giorno del versamento delle quote che erano scadute e non erano state saldate.

 

La procedura di realizzazione dei diritti

 

Art. 18

 

La Direzione della Comunità religiosa islamica avente competenza sul territorio della repubblica è tenuta a fare, a nome dei suoi assicurati, le dichiarazioni prescritte all’Istituto di sicurezza sociale territorialmente competente, annettendo la documentazione necessaria per la classificazione ai termini dell’art. 5 della presente convenzione.

La formazione scolastica acquisita in una scuola confessionale deve essere attestata da un certificato rilasciato dalla scuola in questione.

In deroga all’al. 2 del presente articolo, il certificato di una scuola confessionale che non esiste più potrà essere sostituito da un attestato della Direzione della Comunità religiosa islamica della repubblica, che è rilasciato in virtù della documentazione disponibile.

L’istituto comunale di sicurezza sociale, più precisamente gli organi dell’istituto a ciò abilitati, procedono alla classificazione degli assicurati.

La decisione relativa alla classificazione è obbligatoriamente comunicata all’assicurato, alla Direzione della Comunità religiosa islamica della repubblica, e al Segretario della Comunità religiosa islamica.

L’istituto comunale di sicurezza sociale trasmette la decisione di messa a riposo all’assicurato, nonché alla Direzione suprema della Comunità religiosa islamica.

 

Art. 19

Il diritto alla pensione di riposo personale o alla pensione-invalidità si realizza su domanda fatta dall’assicurato, il diritto alla pensione di riposo a titolo familiare su domanda fatta da un membro della famiglia dell’assicurato defunto. La domanda è presentata per mezzo della Direzione suprema della Comunità religiosa islamica se si tratta del Reis-ul-ulema o di altro funzionario religioso che è immediatamente soggetto alla Direzione suprema, per mezzo della Direzione della Comunità religiosa islamica della repubblica per tutti gli altri assicurati.

Gli organi religiosi in questione trasmettono ai fini della decisione la domanda all’Istituto comunale di sicurezza sociale competente per territorio, con annessa la documentazione necessaria e la loro proposta di decisione.

 

Art. 20

Il diritto al riadattamento professionale nonché il diritto ai reimpiego, si realizzano con una domanda fatta all’istituto comunale di sicurezza sociale presso il quale l’assicurato è stato dichiarato dalla Direzione suprema della Comunità religiosa islamica.

Allorchè la direzione suprema della Comunità religiosa islamica ha stabilito che ai sensi degli artt. 12 e 13 della presente convenzione, nessun altro lavoro può essere procurato all’assicurato, essa trasmette la domanda, con il suo parere, e conformemente all’art. 12, al. 3 della presente convenzione, all’istituto comunale di sicurezza sociale competente per territorio, che valuterà i tassi di invalidità o di capacità al lavoro residui.

La commissione degli invalidi prevista dagli artt. 186 e 187 della legge sull’assicurazione-invalidità deve, in ogni caso singolo e prima di formulare un apprezzamento ai termini dell’art. 191 della suddetta legge, ricevere il parere della Direzione suprema della Comunità religiosa islamica ai termini degli al. 1 e 2 del presente articolo.

 

Disposizioni transitorie e finali

 

Art. 21

Al fine di permettere loro di realizzare i diritti definiti dalla presente convenzione, tutti gli assicurati attivi saranno ripartiti nelle categorie previste all’art. 5 della presente convenzione.

Le pensioni di riposo (a titolo personale o familiare) nonché le pensioni di invalidità, fissate secondo la convenzione del 14 aprile 1960 relativa alla sicurezza sociale del personale di servizio del culto e altri funzionari della Comunità religiosa islamica nella RPFJ, saranno rivalutate, in conformità con la classificazione dell’art. 5 della presente convenzione, secondo la formazione professionale e la durata del periodo d’assicurazione-riposo già stabilito dalle precedenti decisioni. I nuovi importi di pensione saranno calcolati in tal modo.

Il diritto alla pensione rivalutata ai termini dell’al 2 del presente articolo decorre a partire dal 1° gennaio 1964.

La classificazione degli assicurati prevista dall’al. 1 del presente articolo, nonché la rivalutazione ai termini dell’al. 2 del presente articolo, saranno effettuati d’ufficio.

Per ciò che riguarda le persone di cui all’art. 2, sub 4, nonché le persone di cui all’art. 3 della presente convenzione, che, senza possedere una formazione professionale, godessero senza interruzione e durante i 5 anni che precedono la loro messa a riposo del reddito di un terreno agricolo pagante una imposta annuale superiore a 15.000 dinari per membro di famiglia, tali

persone avranno diritto al 50% della pensione di riposo personale e al 50% della pensione di invalidità.

 

Art. 22

Trattandosi di un assicurato titolare della pensione di riposo o della pensione di invalidità, al quale una formazione scolastica superiore è riconosciuta dalle disposizioni speciali e la cui pensione è stata stabilita o valutata secondo una formazione professionale inferiore a questa formazione egli avrà diritto a una pensione di riposo o ad una pensione di invalidità di un importo nuovo in applicazione delle disposizioni dell’ art 21 della presente convenzione.

La disposizione dell’al. 1 del presente articolo è ugualmente applicabile al titolare della pensione di riposo a titolo familiare (congiunto o discendente).

La classificazione delle pensioni di riposo ai sensi degli al. 1 e 2 del presente articolo avrà luogo d’ufficio.

Il diritto alla pensione di riposo fissata secondo gli al. 1 e 2 del presente articolo decorre a partire dal 1° gennaio 1964.

 

Art. 23

Per ciò che riguarda le persone che, in virtù di prescrizioni e convenzioni antecedenti, non avevano acquisito o avevano perduto il diritto alla pensione di riposo, e che riunivano le condizioni previste al titolo XIII della legge sull’assicurazione-riposo, il diritto alla pensione di riposo sarà stabilito in loro favore se esse ne fanno domanda e se esse adempivano alla data del 1° gennaio 1958 le condizioni richieste dalla detta legge.

Trattandosi dei membri delle famiglie del personale di servizio del culto e altri funzionari religiosi uccisi, deceduti o scomparsi nelle circostanze definite dall’art. 249 della legge sull’assicurazione-riposo, il diritto alla pensione di riposo familiare sarà loro riconosciuto, se ne fanno domanda, nelle condizioni previste dal detto articolo, se tuttavia i servitori del culto e gli altri funzionari religiosi esercitavano le loro funzioni immediatamente prima delle circostanze menzionate nel detto articolo, o se essi erano messi fuori dello stato di servizio a ragione delle circostanze previste all’art. 33 della legge sull’assicurazione-riposo.

 

Art. 24

Per ciò che riguarda l’assicurato avente un riposo proporzionato, acquisito a titolo di un rapporto di lavoro, la sua pensione di riposo, aumenterà nella maniera prevista all’art. 69, al. 2 della legge sull’assicurazione-riposo, fino a concorrenza della piena pensione di riposo prevista dalla presente convenzione, a titolo dell’esercizio di funzioni religiose dopo la messa a riposo conseguente a un rapporto di lavoro.

L’assicurato che ha beneficiato durante tre anni della sicurezza sociale ai sensi della presente convenzione, ha diritto alla maggiorazione della pensione di riposo ai termini dell’al. 1 del presente articolo.

L’assicurato titolare della pensione di riposo (integrale o proporzionata) acquisita a titolo di un rapporto di lavoro, ha diritto al 50% di questa pensione di riposo durante l’esercizio di funzioni religiose.

Per ciò che riguarda l’assicurato avente un riposo proporzionato acquisito a titolo della convenzione, questo riposo proporzionato aumenterà nella maniera prevista all’art. 69, al. 3 della legge sull’assicurazione-riposo, in proporzione del tempo trascorso nell’esercizio di funzioni religiose dopo la sua messa a riposo.

Il fatto, per l’assicurato messo a riposo, di assistere o di supplire temporaneamente un ministro del culto o altro funzionario religioso, non è considerato come esercizio regolare di funzioni religiose.

 

Art. 25

Le disposizioni della legge sull’assicurazione-malattia, della legge sull’assicurazione-invalidità, della legge sull’ assicurazione-riposo e della legge sull’organizzazione e il funzionamento della Sicurezza sociale si applicheranno alle assicurazioni sociali attuate conformemente alla presente convenzione, nella misura tuttavia in cui non è stato regolato altrimenti dalla presente convenzione.

 

Art. 26

L’Istituto federale di sicurezza sociale emanerà, in caso di necessità e in accordo con il Reis-ul-ulema, istruzioni dettagliate sull’applicazione della presente convenzione.

 

Art. 27

Ciascuna delle parti contraenti può denunciare la presente convenzione. Il termine di denuncia è di tre mesi.

 

Art. 28

La Convenzione del 14 aprile 1960 relativa alla sicurezza sociale dei servitori del culto e degli altri funzionari della Comunità religiosa islamica nella RPFJ cesserà di aver valore il giorno dell’entrata in vigore della presente convenzione.

 

Art. 29

La presente convenzione entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione nel « G. U. della RSFJ »

 

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