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Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

ACCORDO TRA LA SANTA SEDE E LA REPUBBLICA DI CROAZIA CIRCA QUESTIONI ECONOMICHE

 

 

La Santa Sede e la Repubblica di Croazia, in conformità alle norme dell'accordo tra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia circa questioni giuridiche;

cercando la Chiesa Cattolica nella Repubblica di Croazia di assicurare le condizioni materiali dell'attività pastorale, in accordo con le disposizioni del Concilio Vaticano II e le norme canoniche;

fondandosi la Repubblica di Croazia sulle norme della Costituzione e sulle leggi corrispondenti;

tenendo in considerazione la Repubblica di Croazia il grande ruolo della Chiesa Cattolica nell'attività sociale, educativa, culturale e caritativa;

hanno stabilito di comune accordo quanto segue:

 

 

Articolo 1

 

1. Le persone giuridiche della Chiesa Cattolica, in conformità alle norme del diritto canonico, possono liberamente ricevere elemosine e offerte da parte dei fedeli ed accettare da loro altre forme di contributi tradizionali per il mantenimento delle istituzioni ecclesiastiche.

2. Le donazioni di cui al § 1 di questo Articolo, non sono soggette alle norme del sistema tributario della Repubblica di Croazia.

 

 

Articolo 2

 

Nell'intento di regolare il finanziamento della Chiesa Cattolica in modo aggiornato ed efficace, in accordo con l'organizzazione democratica della società, la Repubblica di Croazia si assume l'obbligo di:

 

1. a) restituire alla Chiesa Cattolica quelle proprietà espropriate durante il regime comunista jugoslavo che è possibile restituire, secondo le disposizioni legislative;

b) trovare una sostituzione corrispondente per la parte dei beni che non è possibile restituire; c) pagare alle persone giuridiche della Chiesa Cattolica una compensazione in denaro per le rimanenti proprietà che non saranno restituite;

2. assicurare alla Chiesa Cattolica una determinata somma annuale in denaro, riconoscendo di pubblica utilità il lavoro da essa svolto nei campi culturale, educativo, sociale ed etico.

 

 

Articolo 3

 

1. La Repubblica di Croazia si impegna a restituire alla Chiesa Cattolica, in un termine di tempo ragionevole, le proprietà che è possibile restituire secondo le disposizioni legislative.

 

2. Entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente Accordo, la commissione mista, composta in modo paritetico da rappresentanti del Governo della Repubblica di Croazia e della Conferenza Episcopale Croata, redigerà l'elenco delle proprietà che saranno restituite, fissando il termine per la restituzione.

 

 

Articolo 4

 

La Repubblica di Croazia, d'accordo con le competenti autorità della Chiesa Cattolica e in conformità con le disposizioni legislative, effettuerà una appropriata sostituzione della parte dei beni che non è in grado di restituire alla Chiesa Cattolica. Tale sostituzione con le sue scadenze saranno ugualmente stabilite dalla commissione mista entro un anno dalla entrata in vigore del presente Accordo.

 

 

Articolo 5

 

1. La Repubblica di Croazia, a partire dall'anno 2000, corrisponderà alle persone giuridiche della Chiesa Cattolica, in luogo dei beni espropriati che non è in grado di restituire, un equo compenso in denaro in quattro rate annuali.

 

2. L'importo totale del compenso per i beni espropriati da pagarsi in denaro, verrà stabilito da una commissione ecclesiastico-statale di tecnici, in base alla quantificazione del valore di tali beni, secondo le disposizioni legislative, al più tardi entro un anno dalla entrata in vigore di questo Accordo.

 

3. L'ente competente della Repubblica di Croazia verserà trimestralmente alla Chiesa Cattolica una somma in denaro sul conto del Fondo Centrale della Conferenza Episcopale Croata per le istituzioni ecclesiastiche. Il Fondo Centrale distribuirà la somma pervenuta alle (Arci)diocesi, agli Istituti di Vita Consacrata e alle Società di Vita Apostolica secondo il valore della proprietà ad ognuno espropriata.

 

 

Articolo 6

 

1. Basandosi sulla Costituzione e sulle leggi corrispondenti, la Repubblica di Croazia riconosce il valore di utilità sociale del lavoro svolto dalla Chiesa Cattolica a servizio dei cittadini nel campo culturale, educativo, sociale ed etico (cfr. Art. 2 § 2 del presente Accordo).

 

2. Affinché la Chiesa Cattolica possa in modo adeguato continuare la sua attività nella promozione del bene comune, la Repubblica di Croazia Le assicurerà mensilmente, dal bilancio annuale statale, la somma corrispondente a due stipendi medi lordi moltiplicati per il numero delle parrocchie esistenti nella Repubblica di Croazia al giorno dell'entrata in vigore del presente Accordo.

 

3. La Conferenza Episcopale Croata farà avere al competente Ufficio Statale, entro il Io dicembre di ogni anno, la lista delle parrocchie di nuova erezione o di quelle soppresse, al fine di aggiornare quanto disposto nel § 2 del presente Articolo. Non entreranno a far parte di tale lista le nuove parrocchie di città con meno di 3000 fedeli e di villaggio con meno di 1000 fedeli.

 

4. Nella somma di denaro, di cui al § 2 del presente Articolo, oltre alle spese per il mantenimento del clero e degli altri impiegati ecclesiastici, sono incluse le spese per la costruzione e per il mantenimento delle chiese e dei centri pastorali, che non sono iscritti nella lista dei monumenti culturali, come pure il contributo per l'attività caritativa della Chiesa Cattolica.

 

5. La somma erogata verrà trasmessa mensilmente all'Istituto Centrale della Conferenza Episcopale Croata per il sostentamento del clero e degli altri impiegati ecclesiastici.

 

6. Le autorità competenti della Chiesa Cattolica e della Repubblica di Croazia, nello stabilire la menzionata somma di denaro, hanno tenuto in conto la percentuale dei cittadini della Repubblica di Croazia che si dichiarano cattolici.

 

 

Articolo 7

 

1. Per una equa distribuzione delle menzionate erogazioni, la Conferenza Episcopale Croata erigerà l'Istituto Centrale per il sostentamento del clero e degli altri impiegati ecclesiastici. Lo stesso faranno anche tutte le (Arci)diocesi per il proprio territorio.

 

2. I menzionati Istituti sono obbligati a rispettare le leggi della Repubblica di Croazia in materia finanziaria.

 

 

Articolo 8

 

1. Gli Istituti per il mantenimento del clero e degli altri impiegati ecclesiastici assicureranno i mezzi finanziari per le retribuzioni mensili del clero e degli altri impiegati ecclesiastici che lavorano nella pastorale, avendo in mente i principi di giustizia e di comunione ecclesiale.

 

2. Per quanto riguarda i diritti e gli obblighi civili, i beneficiari dei menzionati Istituti saranno soggetti alle prescrizioni statali. Per il resto si comporteranno secondo le disposizioni ecclesiastiche.

 

 

Articolo 9

 

Per risolvere le questioni riguardanti le pensioni dei membri del clero, dei religiosi e delle religiose, che hanno compiuto 65 anni di età, finora non risolte in modo sistematico, la Repubblica di Croazia erogherà, durante i primi dieci anni dell'applicazione del presente Accordo, l'importo di cui all'Articolo 6 del presente Accordo, aumentato del 20 % .

 

 

Articolo 10

 

1. Ai fini tributari, le persone giuridiche della Chiesa Cattolica saranno considerate Istituzioni senza fine di lucro.

 

2. La norma del § 1 del presente Articolo non si applica alle attività a fine di lucro, organizzate dalle persone giuridiche della Chiesa Cattolica.

 

 

Articolo 11

 

Su raccomandazione del Vescovo diocesano, le autorità statali ogni anno esamineranno, approveranno e forniranno aiuto finanziario ai singoli programmi e progetti delle persone giuridiche della Chiesa Cattolica che sono utili al bene pubblico.

 

 

Articolo 12

 

1. Su proposta del Vescovo diocesano, i piani per lo sviluppo delle città e dei luoghi abitati, prevederanno le località adatte per la costruzione di nuove chiese e degli edifìci ecclesiastici necessari per il culto divino e per il lavoro pastorale (cfr. l'Art. 11 dell'Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia circa questioni giuridiche).

 

2. Poiché i centri pastorali assicureranno un servizio pubblico di utilità sociale, gli enti competenti contribuiranno secondo le proprie possibilità alla costruzione e al rinnovamento degli edifici ecclesiastici.

 

 

Articolo 13

 

1. In conformità al § 1 dell'Articolo 15, il presente Accordo sarà applicato a partire dal primo bilancio annuale dello Stato che farà seguito alla sua entrata in vigore.

 

2. La commissione mista si accorderà sulle particolarità connesse con l'applicazione delle norme menzionate.

 

 

Articolo 14

 

La Santa Sede e la Repubblica di Croazia risolveranno di comune accordo eventuali dubbi e difficoltà che potrebbero sorgere circa l'interpretazione o l'applicazione di qualsiasi punto del presente Accordo.

 

 

Articolo 15

 

1. Il presente Accordo sarà ratificato secondo le norme legali proprie delle Alte Parti Contraenti ed entrerà in vigore al momento dello scambio degli strumenti di ratifica.

 

2. Qualora una delle Alte Parti Contraenti ritenesse che sono mutate radicalmente le circostanze nelle quali si è stipulato il presente Accordo, così da ritenere necessario di modificarlo, si procederà alle opportune trattative per aggiornarlo.

 

Firmato a Zagabria, il 9 ottobre 1998, in doppio originale, ciascuno in lingua croata e italiana; ambedue i testi sono ugualmente autentici.

 

 

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UGOVOR
IZMEDU SVETE STOLICE
I REPUBLIKE HRVATSKE O GOSPODARSKIM PITANJIMA

 

Sveta Stolica i Republika Hrvatska, u skladu s odredbama Ugovora izmeâu Svete Stolice i Republike Hrvatske o pravnim pitanjima;

 

Katolicka Crkva u nastojanju da u Republici Hrvatskoj osigura materijalne uvjete za pastoralno djelovanje u skladu s odredbama Drugoga vatikanskog sabora i kanonskih propisa;

Republika Hrvatska na temeij u odredaba Ustava i odgovarajucih zakona;

 

Republika Hrvatska s obzirom na veliku ulogu Katolicke Crkve u drustvenoj, odgojnoj, kulturnoj i karitativnoj djelatnosti;

dogovorile su se o slijedecem:

 

 

 

 

Ölanak 1.

 

1. Pravne osobe Katolicke Crkve, u skladu s odredbama kanonskoga prava, mogu slobodno primati milostinju i darove vjernika te prihvacati druge uobicajene oblike prinosa vjernika za uzdrzavanje crkvenih ustanova.

 

2. Na primanja iz stavka 1. ovoga clanka ne primjenjuju se odredbe poreznoga sustava Republike Hrvatske.

 

 

Ölanak 2.

 

U zelji da fìnanciranje Katolicke Crkve bude uredeno na suvremen i djelotvoran nacin, u skladu s demokratskim drustvenim ustrojem, Republika Hrvatska se obvezuje da ce:

1. a) Katolickoj Crkvi vratiti imovinu koja joj je oduzeta u vrijeme jugoslavenske komunisticke vladavine, a koju je moguce vratiti prema zakonskim odredbama;

b) naci odgovarajucu zamjenu za dio dobara, koji nije moguce vratiti;

c) isplacivati pravnim osobama Katolicke Crkve naknadu u novcu za ostalu imovinu koja nece biti vracena;

 

2. priznajuci opee drustveno vrijedni rad Katolicke Crkve na kulturnom, odgojnom, drustvenom i etickom polju, Katolickoj Crkvi osiguravati odreden godisnji novcani iznos.

 

Ölanak 3.

 

1. Republika Hrvatska se obvezuje da ce Katolickoj Crkvi, u razumnom roku, vratiti u naravi imovinu koju je moguce vratiti prema zakonskim odredbama.

 

2. U roku od sest mjeseci po stupanju na snagu ovoga Ugovora, mjesovito povjerenstvo sastavljeno od jednakog broja predstavnika Vlade Republike Hrvatske i Hrvatske biskupske konferencije priredit ce popis imo vine ko ja ce biti vracena, s naznakom roka povratka.

 

Ölanak 4.

 

Republika Hrvatska, u dogovoru s mjerodavnim vlastima Katolicke Crkve i u skladu sa zakonskim odredbama, izvrsit ce prikladnu zamjenu za dio dobara koja nije u stanju vratiti Katolickoj Crkvi. Zamjenu dobara i rokove takoder ce utvrditi mjesovito povjerenstvo u roku od godine dana od stupanja na snagu ovoga Ugovora.

 

 

Ölanak 5.

 

1. Republika Hrvatska ce pravnim osobama Katolicke Crkve od godine 2000., kao naknadu za oduzeta dobra koja nije moguce vratiti, isplacivati primjerenu novcanu naknadu u cetiri godisnja obroka.

 

2. Ukupan iznos naknade za oduzetu imovinu, koja ce se isplacivati u novcu, utvrdit ce crkvenodrzavno povjerenstvo strucnjaka na temelju procjene vrijednosti tih dobara, a u skladu sa zakonskim odredbama, najkasnije u roku od jedne godine od stupanja na snagu ovoga Ugovora.

 

3. Mjerodavno tijelo Republike Hrvatske isplacivat ce Katolickoj Crkvi novcani iznos svaka tri mj eseca na racun Sredisnjega fonda Hrvatske biskupske konferencije za crkvene ustanove. Sredisnji fond ce dospjeli iznos dostavljati (nad)biskupijama te ustanovama posvecenog zivota i druzbama apostolskog zivota, na temelju vrijednosti oduzete imo vine.

 

 

Ölanak 6.

 

1. Republika Hrvatska sukladno Ustavu i odgovarajucim zakonima, priznaje opee drustveno vrijedan rad Katolicke Crkve u sluzbi gradana na kulturnom, odgojnom, drustvenom i etickom polju (usp. ci. 2. § 2. ovoga Ugovora).

 

2. Da bi Katolicka Crkva mogia na dolican nacin nastaviti svoje djelovanje na promicanju opéega dobra, Republika Hrvatska ce joj mjesecno davati iz godisnjega drzavnog proracuna iznos koji odgovara dvjema prosjecnim bruto placama pomnozenim s brojem zupa koje postoje u Republici Hrvatskoj na dan stupanja na snagu ovoga Ugovora.

 

3. Hrvatska biskupska konferencija ce svake godine do 1. prosinca dostaviti ovlastenome drzavnom uredu popis novih ili ukinutih zupa kako bi se cinjenicno stanje mogio uskladiti s odredbom iz stavka 2. ovoga clanka. U taj popis nece ulaziti novoosnovane zupe koje u gradu broje man je od 3000 vjernika, a na selu manje od 1000 vjernika.

 

4. U novcani iznos o kojemu se govori u stavku 2. ovoga clanka, osim troskova za uzdrzavanje klera i drugih crkvenih sluzbenika, ukljuceni su i troskovi izgradnje i uzdrzavanje crkava i pastoralnih sredista koji nisu u popisu spomenika kulture, te doprinos za karitativnu djelatnost Katolicke Crkve.

 

5. Oznaceni ce se iznos dostavljati mjesecno Sredisnjoj ustanovi Hrvatske biskupske konferencije za uzdrzavanje klera i drugih crkvenih sluzbenika.

 

 

6. Mjerodavne vlasti Katolicke Crkve i Republike Hrvatske pri odredivanju spomenutoga novcanog iznosa imali su na umu postotak gradana Republike Hrvatske koji se izjasnjavaju katolicima.

 

 

Ölanak 7.

 

1. Hrvatska biskupska konferencija, radi pravicne rasporedbe navedenih novcanih sredstava, osnovat ce Sredisnju ustanovu za uzdrzavanje klera i drugih crkvenih sluzbenika. Isto ce uciniti i sve (nad)biskupije za svoje podrucje.

 

2. Navedene ustanove duzne su postivati zakone Republike Hrvatske o financijskom poslovanju.

 

 

Ölanak 8.

 

1. Ustanove za uzdrzavanje klera i drugih crkvenih sluzbenika osiguravat ce novcana sredstva za mjesecne prihode klera i drugih crkvenih sluzbenika koji rade u pastoralu, imajuci na umu nácela pravednosti i crkvenoga zajednistva.

 

2. Sto se tice gradanskih prava i obveza, navedene ustanove ce se ravnati po drzavnim propisima. U drugim ce se stvarima ravnati po crkvenim propisima.

 

 

Ölanak 9.

 

Radi rjesavanja pitanja mirovinskoga osiguranja clanova klera, redovnika i redovnica koji su navrsili 65 godina zivota, a cije miro vinsko osiguranje do sada ni je sustavno rijeseno, Republika Hrvatska ce tijekom prvih deset godina primjene ovoga Ugovora novcani iznos o kojem se govori u clanku 6. ovoga Ugovora isplacivati uvecan za 2 0 % .

 

 

Ölanak 10.

 

1. Pravne osobe Katolicke Crkve u odnosu na porezni sustav smatrat ce se neprofitnim ustanovama.

 

2. Odredba se iz stavka 1. ovoga clanka ne primjenjuje na profitne djelatnosti pravnih osoba Katolicke Crkve.

 

 

Ölanak 11.

 

Na preporuku dijecezanskog biskupa drzavne ce vlasti svake godine razmatrati, odobriti i financijski pomagati posebne programe i projekte pravnih osoba Katolicke Crkve, koji su korisni za opee dobro.

 

 

Ölanak 12.

 

1. Planovi razvoja gradova i mjesta, na prijedlog dijecezanskog biskupa, predvidjet ce prikladne lokacije za izgradnju novih crkava i crkvenih zgrada potrebnih za bogosluzje i pastoralni rad (usp. ci.

11. Ugovora izmedu Svete Stolice i Republike Hrvatske o pravnim pitanjima).

 

2. Buduci da pastoralna sredista osiguravaju javnu sluzbu korisnu drustvenoj sredini, mjerodavna tijela pridonosit ce izgradnji i obnovi crkvenih zgrada prema svojim mogucnostima.

 

 

Ölanak 13.

 

1. U skladu sa stavkom 1. Clanka 15., ovaj ce se Ugovor poceti primjenjivati prve proracunske godine nakon n j ego va stupanja na snagu.

 

2. Mjesovito povjerenstvo ce dogovoriti pojedinosti u svezi s primjenom navedenih nácela.

 

 

Ölanak 14.

 

Sveta Stolica i Republika Hrvatska zajednickim ce dogovorom rjesavati moguce dvojbe ili poteskoce koje bi mogie nastati u svezi s tumacenjem ili provodenjem bilo koje tocke ovoga Ugovora.

 

 

Ölanak 15.

 

1. Ovaj ce Ugovor biti ratificiran prema pravnim propisima visokih ugovornih Strana i stupit ce na snagu u trenutku razmjene ratifikacijskih isprava.

 

2. Ako bilo koja od visokih ugovornih Strana bude smatrala da su se bitno promijenile prilike u kojima je sklopljen ovaj Ugovor, tako da ga treba mijenjati, zapocet ce prego vore o njegovoj prilagodbi novim okolnostima.

 

Potpisano u Zagrebu, 9. Listopada 1998., u dva izvorna i podjednako vjerodostojna primjerka na hrvatskom i na talijanskom jeziku.

 

 

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